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	<title>Commenti a: Alcoa, c’è molto poco da fare</title>
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		<title>Di: Marcello Madau</title>
		<link>http://www.manifestosardo.org/?p=2452&#038;cpage=1#comment-3239</link>
		<dc:creator>Marcello Madau</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 18:00:46 +0000</pubDate>
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		<description>La questione Alcoa sembra davvero con poche speranze. Ma la classe operaia non dovrebbe scordare la sua storica capacità di combattere anche quando le speranze sembrano poche. Oggi i limiti dello sviluppo industriale per poli sembrano ancora più evidenti: l&#039;economia sostenibile è una delle possibilità, ma a suo tempo furono in molti a non vederla, sia la sinistra tradizionale sia  il movimento anticolonialista, e anche ciò  stiamo pagando. Non dimentichiamo neppure che la vicenda -  il pezzo di Carìa lo illustra egregiamente -  riporta ai limiti del capitalismo, che si sono storicamente e se vogliamo in parte inevitabilmente riflessi a sinistra. E&#039; un sistema che non dà, se non ai padroni, vie d&#039;uscita occupazionali (penso che continui a lavorare sul vecchio &#039;sano&#039; concetto della sacca strutturale di disoccupazione). Credo sia opportuno  e che si debba pensare di nuovo, assieme ad una riconversione ambientale dell&#039;economia - poichè essa non garantirà un&#039;immediata riconversione del posto di lavoro - al discorso del reddito di esistenza. Questo capitalismo va combattuto, su tali basi, costruendo l&#039;unità dei lavoratori su scala europea e mondiale: a poco servono anatemi antiitaliani o accuse di collusione che rischiano di essere superficiali e ideologiche. Allo sciopero generale del 5 si dovrebbe partecipare,  portando una forte dimensione critica ai modelli di sviluppo,  stando assieme alla maggioranza dei lavoratori e alle loro famiglie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La questione Alcoa sembra davvero con poche speranze. Ma la classe operaia non dovrebbe scordare la sua storica capacità di combattere anche quando le speranze sembrano poche. Oggi i limiti dello sviluppo industriale per poli sembrano ancora più evidenti: l&#8217;economia sostenibile è una delle possibilità, ma a suo tempo furono in molti a non vederla, sia la sinistra tradizionale sia  il movimento anticolonialista, e anche ciò  stiamo pagando. Non dimentichiamo neppure che la vicenda &#8211;  il pezzo di Carìa lo illustra egregiamente &#8211;  riporta ai limiti del capitalismo, che si sono storicamente e se vogliamo in parte inevitabilmente riflessi a sinistra. E&#8217; un sistema che non dà, se non ai padroni, vie d&#8217;uscita occupazionali (penso che continui a lavorare sul vecchio &#8217;sano&#8217; concetto della sacca strutturale di disoccupazione). Credo sia opportuno  e che si debba pensare di nuovo, assieme ad una riconversione ambientale dell&#8217;economia &#8211; poichè essa non garantirà un&#8217;immediata riconversione del posto di lavoro &#8211; al discorso del reddito di esistenza. Questo capitalismo va combattuto, su tali basi, costruendo l&#8217;unità dei lavoratori su scala europea e mondiale: a poco servono anatemi antiitaliani o accuse di collusione che rischiano di essere superficiali e ideologiche. Allo sciopero generale del 5 si dovrebbe partecipare,  portando una forte dimensione critica ai modelli di sviluppo,  stando assieme alla maggioranza dei lavoratori e alle loro famiglie.</p>
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		<title>Di: Marco Cannas</title>
		<link>http://www.manifestosardo.org/?p=2452&#038;cpage=1#comment-3233</link>
		<dc:creator>Marco Cannas</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 09:49:47 +0000</pubDate>
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		<description>Inutile nasconderlo, sapevamo già dagli albori, che queste fabbriche sarebbero diventate anti-economiche. Dal punto di vista ambientale il Sulcis-Iglesiente ha subìto un aggressione apocalittica, vent&#039;anni fa, quando in qualità di segretario CSS, iniziammo a capire cosa stesse succedendo, insieme a Porto Scuso 2000 e ASBEO, era già una situazione tragica!! I pascoli, le colture, attraverso studi e analisi dell&#039;Università di Sassari, le ricerche sulla popolazione da parte dei proff.ri Biddau e Lilliu, le morti in fabbrica dovute ad alta concentrazione di sostanze cancerogene, fece si che questo coordinamento ottenne il riconoscimento della Zona ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale. I lavoratori morivano ad una età media di quarant&#039;anni, ma per CGIL, CISL e UIL, colluse con le aziende ciò non era vero! Nostra fu la proposta di una legge legata alla dinamica dei minatori sulle marche pesanti, che permettesse di avere un ricambio nelle fabbriche, ahimè, uno dei grandi oppositori fu l&#039;attuale sindaco di Carbonia! I lavoratori dell&#039;Eurallumina, furono quelli che si estraniarono dalle lotte, perchè forti di un contratto chimico, snobbavano anchi i minatori della Carbosulcis e di altre realtà produttive,  una sorta di èlite della classe operaia! Politici di diverso colore che hanno pensato solo ed esclusivamente alla loro carriera, lasciando i lavoratori privi di valori e riferimenti! Lavoro a scanso della salute, portatore di tessere a partiti e sindacati!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Inutile nasconderlo, sapevamo già dagli albori, che queste fabbriche sarebbero diventate anti-economiche. Dal punto di vista ambientale il Sulcis-Iglesiente ha subìto un aggressione apocalittica, vent&#8217;anni fa, quando in qualità di segretario CSS, iniziammo a capire cosa stesse succedendo, insieme a Porto Scuso 2000 e ASBEO, era già una situazione tragica!! I pascoli, le colture, attraverso studi e analisi dell&#8217;Università di Sassari, le ricerche sulla popolazione da parte dei proff.ri Biddau e Lilliu, le morti in fabbrica dovute ad alta concentrazione di sostanze cancerogene, fece si che questo coordinamento ottenne il riconoscimento della Zona ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale. I lavoratori morivano ad una età media di quarant&#8217;anni, ma per CGIL, CISL e UIL, colluse con le aziende ciò non era vero! Nostra fu la proposta di una legge legata alla dinamica dei minatori sulle marche pesanti, che permettesse di avere un ricambio nelle fabbriche, ahimè, uno dei grandi oppositori fu l&#8217;attuale sindaco di Carbonia! I lavoratori dell&#8217;Eurallumina, furono quelli che si estraniarono dalle lotte, perchè forti di un contratto chimico, snobbavano anchi i minatori della Carbosulcis e di altre realtà produttive,  una sorta di èlite della classe operaia! Politici di diverso colore che hanno pensato solo ed esclusivamente alla loro carriera, lasciando i lavoratori privi di valori e riferimenti! Lavoro a scanso della salute, portatore di tessere a partiti e sindacati!</p>
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