Anche a Cagliari

13 febbraio 2011

Red

Anche a Cagliari tre-quattromila persone (è sempre difficile stimare il numero dei manifestanti, ma la partecipazione è stata davvero rilevante) si sono incontrate questa mattina davanti al Molo Ichnusa. La piazza davanti al porto era gremita. E questa volta c’è stata anche la presenza di tante persone giovani, ragazze prevalentemente. Tutte hanno manifestato con determinazione e dignità sottolineando il diritto al rispetto del proprio corpo, diritto che il Presidente del Consiglio offende proponendo una cultura della politica che impone l’immagine della donna-escort che può realizzarsi soltanto se si mostra disponibile a concedersi a chi detiene il potere. Ma in tutta la Sardegna, così come nel resto del paese, si sono svolte diverse iniziative che hanno sottolineato come si possa cambiare e sconfiggere il berlusconismo.

Foto e commenti ulteriori dai diversi comuni sardi su www.repubblica.it

1 Commento a “Anche a Cagliari”

  1. Vladimir Ilic Ulianov scrive:

    Compagne, le elezioni al Soviet di Mosca dimostrano che il partito comunista si afferma sempre di più in seno alla classe operaia.
    Le operaie devono partecipare in maggior numero alle elezioni. Primo e unico al mondo, il potere dei Soviet ha abolito completamente tutte le vecchie leggi borghesi, le leggi vergognose che ponevano la donna in uno stato d’inferiorità rispetto all’uomo, che all’uomo, tanto per citare un esempio, riconoscevano una posizione di privilegio nella sfera del diritto matrimoniale o dei rapporti con i figli. Primo e unico al mondo, il potere dei Soviet, in quanto potere dei lavoratori, ha abolito tutti quei vantaggi che, originati dalla proprietà, tuttora vengono attribuiti all’uomo dal diritto familiare anche nelle repubbliche borghesi più democratiche.
    Dove esistono grandi proprietari fondiari, capitalisti e commercianti, non può esistere l’uguaglianza tra uomo e donna, nemmeno di fronte alla legge.
    Dove non esistono grandi proprietari fondiari, capitalisti e commercianti, dove il potere dei lavoratori edifica una nuova vita senza questi sfruttatori, esiste l’eguaglianza di fronte alla legge tra uomo e donna.
    Ma non basta.
    L’eguaglianza di fronte alla legge non è ancora l’eguaglianza nella vita.
    Ci occorre che l’operaia conquisti l’eguaglianza con l’operaio non soltanto di fronte alla legge, ma anche nella vita. Per questo le operaie debbono partecipare in misura sempre maggiore alla gestione delle imprese pubbliche e all’Amministrazione dello Stato.
    Le donne faranno presto il loro tirocinio nell’amministrazione e saranno all’altezza degli uomini.
    Eleggete dunque al Soviet un maggior numero di operaie, sia comuniste sia senza partito. Purché un’operaia sia onesta, coscienziosa nel suo lavoro, che importa se non appartiene al partito? Eleggetela al Soviet di Mosca!
    Più operaie al Soviet di Mosca! Dimostri il proletariato moscovita che è disposto a tutto e fa di tutto per lottare fino alla vittoria contro la vecchia ineguaglianza, contro il vecchio, borghese, avvilimento della donna.
    Il proletariato non raggiungerà una completa emancipazione se non sarà prima conquistata una completa libertà per le donne.

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