Benvenuti in Europa, dove l’odio è più importante del pane

26 giugno 2018
[Roberto Loddo]

Fame, guerre e sofferenza spingono milioni di esseri umani ad abbandonare i loro luoghi alla ricerca di una speranza di sopravvivenza. Milioni di esseri umani che fanno i conti quotidianamente con le strategie di respingimento europee e con l’apartheid dei centri di identificazione ed espulsione. Ma non è solo la violenza istituzionale ad alimentare la strage quotidiana dei migranti nel Mediterraneo. Non potendo respingere con accordi disumani ora anche l’offerta di solidarietà ai migranti è considerata reato in ben 12 paesi dell’Unione Europea. La semplice distribuzione di alimenti e bevande, l’acquisto di un biglietto o l’ospitalità rappresentano comportamenti per cui è possibile ricevere una multa o addirittura essere arrestati.

Punire chi salva la vita ai migranti è la nuova frontiera della disumanità che ha portato alla mobilitazione una rete di organizzazioni europee a sostenere un importante strumento di democrazia partecipativa con cui si invita la Commissione europea a presentare un atto legislativo in materie di competenza Ue. Una campagna denominata Welcoming Europe che prevede la raccolta di un milione di firme di cittadini europei in 12 mesi in almeno 7 paesi membri dell’UE per la decriminalizzazione dell’accoglienza e il rispetto dei diritti umani. A Cagliari si svolgerà una prima assemblea giovedì 28 giugno alle ore 16.00 nella sala conferenze della Cgil di Cagliari in Viale Monastir n°15 e sarà inoltre possibile sottoscrivere la proposta di Welcoming Europe e aderire all’organizzazione delle iniziative in Sardegna.

L’obbiettivo dell’assemblea è quello di connettere tutte le persone e le organizzazioni antirazziste in un coordinamento permanente per affiancare alla raccolta firme della ICE di Welcoming Europe una campagna di sensibilizzazione utile a far comprendere in maniera chiara che l’accoglienza e l’aiuto umanitario non generano nessuna discriminazione tra persone migranti e cittadini in difficoltà. Purtroppo l’attuale governo non è in grado trasmettere questo semplice concetto e preferisce alimentare il disordine pubblico con le quotidiane dichiarazioni d’odio del suo ministro dell’interno.

Perché il ministro dell’odio Salvini sa bene che non è possibile fermare e ricacciare da dove sono partite le persone migranti, e sa bene che il blocco dei porti alle ONG è una strategia mediatica utile ad alimentare le illusioni di un pezzo di società, un progetto criminale che non risolve il complesso fenomeno migratorio ma genera solo violenza sulla pelle dei rifugiati. Le ultime scelte di governo in materia di accoglienza ci parlano di un doppio stato: Uno stato diviso a metà tra chi silenziosamente si impegna per l’accoglienza e la protezione delle persone rifugiate e un altro pezzo dello stato che lavora pubblicamente per distruggere ogni possibilità di interazione e accoglienza facendo leva su sentimenti di inciviltà.

Per questo governo la priorità sembra essere solo quella dei migranti e non quella del lavoro che non c’è o quella dei sistemi di protezione sociale che non funzionano. Eppure i dati ISTAT sulla povertà pubblicati oggi sono preoccupanti. Nel 2017 si stimano in povertà assoluta un milione e 778 mila famiglie residenti in cui vivono 5 milioni e 58 mila individui, rispetto all’anno precedente la povertà assoluta è cresciuta in termini sia di famiglie sia di individui. Questi dati ci dicono che siamo sempre più poveri e la colpa non è degli stranieri. La colpa è di una politica sbagliata, le politiche di austerità dei governi europei hanno progressivamente ridotto i diritti sociali, aumentato le disuguaglianze e reso i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.

Siamo più poveri a causa di scelte politiche che spingono i penultimi a fare la guerra agli ultimi e poi a rimanere soli, all’interno di una dimensione egoista, individualista e legata alle logiche del neoliberismo. Siamo poveri ma destinati a diventare ancora più poveri se prevarrà l’Europa fortezza di Orbán, Kurz e Salvini in cui l’odio è più importante del pane.

1 Commento a “Benvenuti in Europa, dove l’odio è più importante del pane”

  1. Claudio Acciaioli scrive:

    Ritengo questa l’unica iniziativa seria che possa accomunare le persone democratiche ispirate a principi di fratellanza. Unici principi possibili per un mondo di pace!

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