Breast Unit. Donne in lotta per il diritto alla salute

16 marzo 2017
Salvatore Palita

Foto Salvatore Palita

Loredana Marongiu

Si è svolta recentemente a Sassari una conferenza stampa indetta da un gruppo di donne che si definiscono Donne in lotta per il diritto alla salute. Tema: il Breast Unit.

Quella che in inglese viene chiamata Breast Unit è ciò che in Italia, in varie realtà regionali, esiste come Centro di senologia multidisciplinare. Si tratta di una struttura sanitaria dove le donne che si ammalano di cancro al seno vengono sostenute e accompagnate nel loro percorso di diagnosi e cura della malattia in maniera dedicata.

Ogni donna che si ammala di tale patologia oncologica potrà così beneficiare non solo di una struttura in cui tutto ciò di cui ha bisogno, screening mammografici, chemioterapie, radioterapie, eco e radiografie, verrebbe effettuato in un unico luogo fisico (quando il centro è strutturale), ma anche di una squadra di medici e figure sanitarie appositamente formate, coi quali è imprescindibile che la persona ammalata instauri un rapporto di fiducia e di cura costanti.

Una struttura organizzata in questo modo eviterebbe molti disagi che una donna, in uno stato fisico già abbastanza debilitato e in una condizione psicologica fragile, si troverebbe ad affrontare in un centro tradizionale. Per non parlare del fatto che la probabilità di prevenire e curare la patologia in una Breast Unit aumenta fino al 18 per cento rispetto ai casi trattati in altre strutture sanitarie.

Nel corso della conferenza è stato anzitutto proiettato un breve video introduttivo che spiega cosa sia una Breast Unit, come viene organizzata, quali sono le figure medico sanitarie coinvolte e quali scopi si prefigge. Sono poi seguiti gli interventi di Luana Farina, impiegata regionale, e di Sonia Pippia, commissaria di Pari Opportunità al Comune di Sassari, due donne coinvolte in prima persona nella lotta al tumore al seno, in quanto pazienti oncologiche rispettivamente da 1 e 5 anni.

All’Assessore regionale alla Sanità Luigi Arru viene chiesto conto dell’iter amministrativo e politico del progetto di realizzazione di una Breast Unit a Sassari.

L’assessore lamenta la mancanza di programmazione del passato governo regionale insieme alla mancata collaborazione delle varie professionalità sanitarie ma garantisce un’alta specializzazione e formazione di tutte le figure interessate. Insiste inoltre sul fatto che l’approvazione della legge regionale di riordino del servizio sanitario definirà modi e tempi di realizzazione o meno della Breast Unit a Sassari.

Dello stesso avviso è il Presidente del Consiglio Regionale Gianfranco Ganau, anche lui tra gli amministratori chiamati ad esprimersi sulla questione. Ganau garantisce che entro l’estate prossima potrà esprimersi in maniera più concreta sulla vicenda Breast Unit a Sassari che, assicura, avrà priorità nell’agenda politica del Consiglio Regionale.

Ma l’intervento che lascia aperti spiragli di ottimismo è quello del Dott. D’Urso, Direttore Generale A.O.U da soli quattro mesi, che, firmando una delibera datata 17 febbraio 2017, si impegna a dare gambe a quello che nella stessa delibera viene definito come un percorso sperimentale e preliminare all’attivazione della Breast Unit, percorso di natura funzionale che avrà due primari di riferimento e uno staff di professionisti altamente formati. Il Dott. D’Urso si impegna ad attivare entro i prossimi 15 giorni un numero verde, attraverso il quale le donne affette da carcinoma mammario possano richiedere informazioni riguardo la propria patologia, evitando lunghi ed estenuanti passaggi per il Centro unico di prenotazione.

C’è un altro aspetto tutt’altro che secondario che il Direttore Generale dice di avere a cuore: la costante interlocuzione con le associazioni o i singoli gruppi di donne che in maniera diretta o indiretta conoscono quelle che sono le esigenze di una persona malata di tumore al seno e che sono le uniche che possono aiutare a migliorare un modello seppur sperimentale di Breast Unit funzionale nel territorio sassarese, con la speranza che, in futuro, possa diventare un vero e proprio Centro Senologico Multidisciplinare collaudato e riconosciuto.

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