Damasio (radici cristiane d’Europa)

16 giugno 2010

dettori

Giovanni Dettori

… Ho percepito delle voci e le ho dette
a quelli che non potevano più sentire.
Ho colto dei visi e li ho mostrati
a quelli che non potevano più vedere.

Karl Kraus – Die Fackel, 10 luglio 1914.

quando era ormai vecchio Damasio di Damasco
e ancora viveva insegnando
con gli ultimi neoplatonici ad Atene
nell’anno cinquecento ventinove dopo Cristo

il cristiano imperatore di Bisanzio
Giustiniano
dando corpo all’opera di dottori
e padri nel silenzio
chiuse a sempre l’Accademia
ultima scuola dei gentili
e come a cani infetti
a quegli ultimi savi di una lunga
catena d’oro
aprì le porte all’esilio

restò forse degno di nota
marginale sapere che
li accolse un eccentrico curioso di filosofi
Cosroe il persiano
ultimo sovrano dei Sassanidi
lui
non cristiano

non lasciarono discepoli
chiusero la vita su una linea di confine
in pace e oscurità

in quel crepuscolo inoltrato
quasi dentro la notte
dei gentili
un barbaro salvava quel poco che di loro
ancora a stento durava
da massacri e fuoco

si può anche immaginare che
prima di quel barbaro
scrivendo storie contro i pagani
il presbitero Orosio
tradisse forse compassione
a pena un tremito
un rossore

quando racconta che al suo tempo
vide egli stesso
libri e scaffali fatti a pezzi
da uomini come lui
nelle nicchie
vide coi suoi occhi
papiri e codici
bruciare

oscura luce
di Agostino e Ambrogio
sopra la terra in sonno
memoria abrasa sopra spazio e tempo
della cenere di Ipazia

per esili e diaspore
poteva continuare la parola
ostinata a spirare
non più dove voleva ma dove
inerme
nascosta al mondo poteva.

1 Commento a “Damasio (radici cristiane d’Europa)”

  1. Giulio Angioni scrive:

    Altri anacronismi

    Quest’anno in un tempo lontano
    sei nato primitivo ed arretrato,
    piccolo Hamid afghano,
    padre pastore e madre dentro il burka,
    sui monti in una stalla come un altro
    famoso nella mangiatoia.
    Al tuo villaggio mai si è immaginato
    dischi volanti, alieni, extraterrestri,
    tanto meno contatti
    ravvicinati di qualsiasi tipo:
    stelle cadenti, non guerre stellari,
    forse una cometa ad annunciare
    qualche buona novella occidentale.
    Ora a soli sei mesi e sette giorni
    ti sei rimesso al passo con i tempi
    e li hai anticipati:
    danno collaterale già previsto,
    per interposto drone,
    astro del cielo,
    più che contemporaneo sei morto
    preso da fuoco amico
    di bomba intelligente.

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