Disobbedire

1 agosto 2009

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Redazione

Non era difficile capire che l’introduzione nella nostra legislazione del reato di clandestinità avrebbe segnato una svolta profonda nell’ambito dei diritti della persona. Il nostro governo l’ha presentata come il fiore all’occhiello della sua politica a sostegno della sicurezza. Ma c’è poco da esserne fieri: a causa di questa norma, tutti gli stranieri senza permesso di soggiorno perderanno i diritti fondamentali riconosciuti dagli Ordinamenti Internazionali (iscrizione all’anagrafe dei figli, il diritto all’istruzione, alla salute, ecc.). Con estrema rapidità e con noncuranza per le conseguenze che possono provocare (i fatti di Massa già lo dimostrano), sono state istituite le ronde, gruppi di vigilantes destinati non solo ad alimentare un clima di caccia alle streghe contro i migranti, ma anche ad incoraggiare la formazione di squadre neofasciste e le loro attività repressive.
Tutto è avvenuto in concomitanza agli accordi con la Libia, finalizzati al blocco delle partenze di chi cerca di liberarsi dalla miseria o dalle illegalità sempre più diffuse nei paesi africani. Ma questi accordi sono aleatori: molti migranti continueranno a partire dai paesi sud-sahariani anche se una volta arrivati in Libia verranno quasi certamente rinchiusi nelle carceri e sottoposti alle sevizie più disumane; altri, i meno sfortunati, cercheranno nuovi itinerari e nuove destinazioni. La nostra regione potrebbe essere un luogo di approdo per questi disperati, e diversi arrivi di piccole imbarcazioni già lo confermano. Ma anche in questo caso le loro prospettive non sono positive, attesi come sono dai centri di identificazione ed espulsione o dalla fuga.
Dobbiamo necessariamente essere osservatori indifferenti e perciò complici di queste violenze perpetrate contro esseri umani indifesi, privi di qualsiasi possibilità di liberarsi dalle condizioni di miseria e sfruttamento?
No, non dobbiamo essere indifferenti; in attesa che rinasca nel paese un atteggiamento di condanna contro le misure discriminatorie e xenofobe, è possibile promuovere, anche da parte delle minoranze, iniziative tese a difendere i diritti di chi è emarginato. È possibile per esempio disobbedire, cioè non denunciare alcun clandestino solo perché tale. È possibile e necessario farlo perché la Costituzione italiana riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo. Tutti gli esseri umani sono perciò cittadini e non ci può essere nessun ministro degli interni che neghi questa evidenza o, peggio, che la calpesti. È possibile e necessario disobbedire perché tutti i cittadini, come sostiene ancora la nostra Costituzione, hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinione politica, di condizioni personali e sociali. Per queste ragioni la redazione del manifestosardo invita i propri lettori, a partire dal proprio posto di lavoro, e tutte le associazioni democratiche a sostenere e sviluppare questa iniziativa. Prima che si moltiplichino gli atti di barbarie del nostro governo è indispensabile promuovere nel paese, anche attraverso suggerimenti parziali e circoscritti territorialmente, un impegno civile indispensabile per la difesa e lo sviluppo della democrazia.

3 Commenti a “Disobbedire”

  1. Democrazia Oggi - Dalle ronde alle gabbie: il disegno sfascista della Lega scrive:

    [...] azioni, occorre ch’esse diventino movimento diffuso di opposizione. Ecco perchè và accolto l’invito del  Manifestosardo a disobbedire a uscire dalla passività per creare una vasta mobilitazione contro il disegno della [...]

  2. Laura Stochino scrive:

    Leggendo l’invito della redazione non si può non ricordare la lettera che Don Milani nel 1965 rivolgeva ai cappellani militari e in cui si affermava che l’obbedienza non è più una virtù. Spesso è necessario disobbedire e certamente questo è uno di quei casi. Di fronte al pericolo di un’Italia sempre più razzista e fortificata mi sento di raccogliere quest’invito alla disobbedienza per dare avvio tutti insieme ad iniziative politiche che si oppongano all’avanzamento della destra e della sua egemonia politica e culturale.

  3. Cristina Ronzitti scrive:

    Ciao Laura,felice di re-incontrarti: Su un treno che stava per entrare a Verona, sono stata avvicinata in modo un pò “veemente” (il termine aggressivo e esagerato) da un ragazzo extra-comunitario con la frase :”perchè non ci
    volete ?”Io gli ho risposto che purtroppo avevamo un governo che gettava fuoco sulla benzina anzichè acqua.E che per parte mia avevo al mio attivo amici cinesi, ghanesi e cubani. E lì ne è nata una conversazione che mi ha fatto capire che il ragazzo non era il “zi buana” che forse hanno in mente i leghisti ma probabilmente era anche laureato. I leghisti, nella loro provincialità, non solo stanno istigando all’odio inter razziale, ma con la proposta di introdurre le fiction in lingua sulle reti pubbliche ci stanno allontanando non solo da una integrazione mondiale ma anche da una integrazione europea. Non mi risulta infatti che a livello europeo il “padano” sia fra le lingue ammesse fra gli scambi commerciali o altro.

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