Di nuovo i fantasmi

16 novembre 2014
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Gianfranca Fois

L’Europa dei giorni nostri è attraversata da spinte non soltanto nazionalistiche e populiste, ma anche da rigurgiti di razzismo, pericolosi perché trovano supporto, forza e diffusione grazie a gruppi politici organizzati che approfittano del momento difficile in cui vivono tantissimi cittadini europei per spingere all’odio verso i “diversi”, diversi per religione, etnia, colore della pelle, identità sessuale.
Ritornano così i fantasmi dell’antisemitismo, dell’odio contro omosessuali, Rom e Sinti persone e popoli che con il nazismo, spesso in Italia con la complicità del fascismo, hanno conosciuto persecuzione, torture e morte
Tra quelli che oggi in Italia e soprattutto nei paesi dell’Europa dell’Est continuano a sopportare lo stigma e a subire emarginazione e esclusione ci sono certamente i Romanì (comprendono Rom e Sinti, d’ora in poi Rom).
I Rom, secondo gli studi più recenti, provengono dall’India e si sono insediati in Europa sin dal XV secolo. Un testimonianza indiretta la possiamo trovare ad esempio in Sardegna, negli Atti del processo alla Strega di Siligo della fine del XVI secolo. In essi la “strega” Giulia Carta riferisce di conoscere il segreto della cura delle erbe grazie alle confidenze di una “zingara”.
Attualmente in Italia sono presenti da 110.000 a 170.000 Rom, lo 0,25 dell’intera popolazione, il 90% sono ormai stanziali, più della metà sono cittadini italiani.
Circa 30.000 vivono in campi formali o informali e infatti l’Italia è conosciuta nel nostro continente come il ”Paese dei campi”. Proprio in questi giorni perciò c’è il rischio che la Commissione europea commini una severa sanzione al nostro paese per la sua politica di segregazione abitativa nei confronti dei Rom. Nonostante ciò la multinazionale del bricolage Leroy Merlin Italia ha proposto di farsi carico della costruzione di un nuovo campo per soli Rom nel sito La Barbuta a Roma, in cambio otterrebbe dal comune la concessione gratuita per 99 anni di territori su cui costruire le proprie imprese commerciali.
Insomma si vuole continuare con la politica dei campi che erano nati negli anni 80 per indifferenza o precisa volontà politica di discriminazione, nel 2008 poi per rispondere all’allarme sociale e a problemi di ordine pubblico e di sicurezza spesso indotti da partiti e politici che su questo hanno costruito i loro successi elettorali. Il governo Berlusconi infatti decretò l’“emergenza nomadi” cancellando così anche quelle pratiche di inclusione che si erano avviate.
Nel 2013 la Corte Suprema di Cassazione ha determinato l’illegittimità del decreto ma purtroppo continuano costruzione di nuovi campi e sgomberi forzati con spreco di denaro pubblico, trovare infatti altre ipotesi più rispettose e civili verrebbe a costare di meno.
In altre parti d’Europa, pur con diversi problemi, si stanno mettendo in essere buone pratiche per il superamento dell’esclusione, nel campo degli alloggi soprattutto in Belgio e in Germania, nel campo sanitario in Francia, Romania e Spagna, nel campo dell’istruzione in Finlandia, Bulgaria, Ungheria e Irlanda. Moltissimo naturalmente resta da fare per superare soprattutto stereotipi e pregiudizi presenti in diversi strati delle popolazioni. Ma vale la pena ricordare che solo da 4 anni l’integrazione dei Rom rientra nei progetti degli stati membri d’Europa e la Comunità europea da quest’anno destina obbligatoriamente il 20% dei finanziamenti per il fondo sociale europeo alla realizzazione di programmi di strategie di inclusione delle comunità Rom.
L’ Italia non brilla per progetti di inclusione dei Rom e di superamento dei pregiudizi, l’ultimo episodio di razzismo è quello avvenuto a Monserrato, paese alle porte di Cagliari, dove due donne Rom sono state inserite come personale ATA in una scuola elementare all’interno di un progetto europeo.
Ciò ha scatenato l’ira delle mamme dei piccoli scolari che minacciano di ritirare i propri figli dalla scuola. A ciò si è aggiunta una violenta campagna da parte di molti cittadini, che peraltro hanno dimostrato di non conoscere nemmeno i fatti: a) senza il finanziamento europeo la scuola non avrebbe potuto assumere b) i soldi europei potevano essere utilizzati solo per quel fine.
Per terminare sottolineo il ruolo importante che l’informazione potrebbe svolgere per il superamento dei pregiudizi e del razzismo sia utilizzando sempre termini ed espressioni corrette e non negative e penalizzanti la comunità, sia evitando di dare informazioni distorte o scorrette.
Un esempio di informazione scorretta l’ha dato ad esempio l’anno scorso l’Unione Sarda, il principale giornale della Sardegna, quando a corredo della notizia dell’assegnazione di un albergo in disuso ad alcune famiglie rom ha pubblicato un’immagine dell’albergo risalente a decenni prima quando la struttura era in buono stato, funzionante, con piscina, giardino ecc. suscitando così un’ondata di razzismo e furore contro i Rom.

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