Il gendarme e i lacché

9 aprile 2017
Ottavio Olita

Donald come John, Trump come Wayne. Ma mentre il secondo usava pistole e fucili, il primo ha a disposizione  terribili armi distruttive. E il cow boy Donald usa cruise e tomahawk  come se li avesse disponibili nelle fondine della sua cintura.Che il gendarme del mondo dimostri di voler fare quello che ha annunciato in campagna elettorale – così come dopo l’elezione – sorprende relativamente. Quel che preoccupa è il consenso europeo alla sua lucida follia. Consenso neppure richiesto, alla luce di quel che ha dichiarato l’ex presidente del consiglio Enrico Letta in un’intervista.

Il consenso dei lacché? o c’è altro? Il sospetto è che l’accondiscendenza europea sia frutto della paura che Trump realizzi quella minaccia di guerra commerciale – con il pazzesco rialzo dei dazi doganali sulle merci – annunciata poche settimane prima delle bombe sulla Siria. L’incapacità politica europea di esercitare una mediazione tra Usa e Russia rischia di tradursi nel definitivo suicidio di un’istituzione che si dimostra capace solo di sottoscrivere accordi che poi vengono regolarmente violati.

Tanta debolezza rispetto a questo episodio sulla cui origine sono sorti molti dubbi (chi ha realmente usato i gas tossici? da quanto tempo le navi militari Usa erano pronte nel Mediterraneo a lanciare i loro missili?) è stata rapidamente dimenticata dai media. Dopo soli due giorni non ne parlava più quasi nessuno.

Se il braccio di ferro con Putin sul Medio Oriente e con la Cina sulla Corea del Nord continuerà, cosa faranno gli apparati istituzionali europei, dall’ineffabile responsabile della politica estera, Mogherini, al Parlamento e alla Commissione? E l’Italia? Inutile aspettarsi un atto di coraggio (temerario?) da parte del mite Gentiloni, anche perché la sua maggioranza non ha dato alcun segnale di autonoma capacità di analisi politica.

In queste condizioni, cosa dovremo aspettarci se Putin e la Cina non riusciranno a tirare le briglie al cavallo pazzo che guida gli Usa? Ad un Paese come l’Italia che ignora la propria geografia e che sa poco o nulla del mondo, bisogna ricordare che il Medio Oriente è il nostro dirimpettaio sul Mar Mediterraneo.

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