I’m so Pride!

8 luglio 2017

[Red]

Pubblichiamo il documento politico del Sardegna Pride 2017 che si svolgerà oggi, Sabato 8 Luglio con il corteo che attraverserà la città e il concerto conclusivo in piazza d’Italia. Il raduno è previsto stasera per le ore 18:00 in via Venezia. La partenza è prevista per le 19:00. Invitiamo tutte le nostre lettrici e i nostri lettori a partecipare e sostenere questa manifestazione. (Red)

Il Sardegna Pride nasce nel 2013 al fine di promuovere nella nostra terra la giornata mondiale dell’orgoglio delle persone LGBT+ e per i diritti e le libertà di tutte e tutti.
Il coordinamento Sardegna Pride sollecita il dialogo con le istituzioni in merito a tutte le istanze che incidono nella nostra vita sociale, affettiva, familiare, lavorativa e in materia di prevenzione, salute e benessere psico-fisico.
Il Sardegna Pride rivendica la libertà e l’orgoglio di sé, del proprio orientamento e della propria identità sessuale e affettiva, del proprio corpo e di tutte le diversità: questa è l’essenza del Pride. Ci battiamo per l’emancipazione da un impianto eteronormativo, sessista, omofobo, sessuofobo che mortifica il modo di essere di tutte e tutti. Siamo e vogliamo essere quel che siamo e sentiamo di essere : uomini, donne, gay, lesbiche, bisessuali, transgender, transessuali, intersessuali, queer. Senza differenze di razza, religione e condizione sociale.
Vogliamo partire da quel che siamo e dalla presa di coscienza di quel che siamo, sfuggendo a classificazioni, norme e modelli imposti.
Vogliamo che questa presa di coscienza che parte dai nostri corpi sia la molla di una battaglia politica per la conquista dei diritti e della piena dignitá.
Partendo da questa idea abbiamo fin dal principio deciso di dare vita a un Pride itinerante che venisse organizzato di anno in anno in diverse località della Sardegna affinché la sua spinta liberatoria e la sua idea di incontro e contaminazione fra identità e vissuti diversi diventasse realmente un patrimonio collettivo di tutto il popolo sardo.
Per questo motivo il Sardegna Pride 2017 si svolgerà per la prima volta a Sassari, unendosi anche alla celebrazione dei 25 anni di attività del Movimento Omosessuale Sardo nato proprio a Sassari nel 1992. È trascorso ormai un anno dall’entrata in vigore della legge sulle unioni civili e il rischio di sopore e allentamento della tensione e della lotta che come coordinamento Sardegna Pride avevamo segnalato si è almeno in parte realizzato.
Nessun dibattito sul matrimonio egualitario e sulla promessa riforma delle adozioni ha animato né il parlamento né i mezzi di comunicazione.
È più che mai urgente ripartire da dove ci si era fermate e fermati.
Avevamo accettato la legge come un necessario momento di avanzamento ma avevamo lanciato la parola d’ordine “Ora Diritti alla meta”. Nulla, invece, da allora si è mosso: deve ripartire qui e ora la battaglia sul matrimonio egualitario e sui pieni diritti delle figlie e dei figli delle famiglie arcobaleno, la meta a cui quello slogan faceva riferimento.
Nello stesso tempo non considereremo nemmeno quello un punto di arrivo ma continueremo a combattere per la piena inclusione di tutte le forme familiari a cui le persone liberamente e autodeterminandosi diano vita, senza modelli imposti e senza preclusioni verso nessuna tipologia di relazione, comprese quelle non monogame etiche o poliamorose.
Da qui deve ripartire la battaglia per l’uguaglianza di tutte le famiglie, di tutte le figlie e di tutti i figli.
L’ipotizzato e poi naufragato compromesso indicato come “stepchild adoption” non può più essere considerato sufficiente alla luce di quanto continua a succedere in Europa e nel mondo: il riconoscimento delle proprie figlie e dei propri figli deve avvenire fin dalla nascita senza ulteriori passaggi burocratici e tantomeno giurisdizionali. Il potenziale divisivo sul movimento rappresentato dall’aver almeno in parte soddisfatto i diritti di alcune e alcuni e di aver invece ignorato quelli di altre e altri è fortissimo e deve essere disinnescato immediatamente.

Non va poi dimenticato che un parlamento ormai in corso di smobilitazione non ha per l’ennesima volta legiferato contro l’omo-bi-transfobia. Tutto questo in un contesto storico di involuzioni: la politica conservatrice, proibizionista e oppressiva pervade il mondo, dall’America di Trump alle torture in Cecenia, passando attraverso le persecuzioni in Russia. Ecco che la prevenzione diviene strumento necessario per contrastare la linea portata avanti dai movimenti nazional-populisti.
Torniamo a chiedere una legge che non si limiti a prevedere un aggravamento delle sanzioni ma che preveda e faciliti azioni positive a partire dalla previsione di appositi momenti formativi nelle scuole e dal finanziamento di progetti di contrasto al fenomeno.

Il coordinamento Sardegna Pride rilancia senza tentennamenti la battaglia per la gravidanza per altre e altri, anche alla luce degli attacchi provenienti da una parte, sia pur marginale e isolata, del movimento. Siamo dell’avviso che il dibattito possa essere franco e aperto, ma perché ciò avvenga è necessario innanzitutto il rispetto: non potrà esserci alcun dibattito fino a quando verranno utilizzati termini quali “affitto” o “compravendita” riferendosi alla GPA. L’utilizzo di parole distorsive nasconde molto semplicemente un tentativo di attribuire a quel fenomeno caratteri di mercificazione che rifiutiamo fermamente.
L’unico rischio di mercificazione nasce invece da assurdi e antistorici proibizionismi che neghino l’autodeterminazione di ognuna e ognuno.
La lotta deve continuare anche sui posti di lavoro. La riduzione dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e la cancellazione del diritto al reintegro in caso di licenziamento illegittimo rende di fatto impossibile la tutela in caso di licenziamento discriminatorio, ipocritamente lasciata immutata ma di fatto non attivabile in un contesto normativo che rende imprescindibile dimostrare il rapporto di causa effetto tra l’intento discriminatorio e il licenziamento, cosa complicatissima ed evitabile con la vecchia formulazione che consentiva di ottenere il reintegro semplicemente dimostrando la mancanza di giusta causa.

Infine chiediamo che lo Stato promuova iniziative mirate alla sensibilizzazione sulle Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST) a partire dalla scuola per arrivare alla formazione specifica del personale medico e sanitario operante nelle strutture pubbliche abbattendo, da un lato, il pregiudizio ancora imperante verso le persone sieropositive e, dall’altro, facendo da argine a un fenomeno purtroppo in espansione.
Riteniamo inoltre che, in una logica di autodeterminazione dell’individuo, sia necessario abolire la pratica di riattribuzione forzata del sesso per le persone intersessuali e che vengano depatologizzate la transessualità e le identità di genere non binarie, ancora oggi considerate disturbo mentale, per contrastare tutte quelle pratiche coercitive lesive della dignità.

Perché queste battaglie possano essere realmente efficaci abbiamo bisogno della partecipazione di tutte e tutti e questo riporta con forza l’attenzione sul tema del Sardegna Pride di quest’anno: l’importanza del coming out e della rivelazione di sé come momento non solo di liberazione personale ma anche di contributo alla lotta politica.

Ancora una volta scenderemo in piazza a testa alta e accoglieremo anche chi muoverà critiche alla manifestazione: nessuna o nessuno verrà escluso da un momento di riflessione dall’ampio valore umano e politico, certe e certi che solo attraverso l’incontro si possano superare pregiudizi e ingiustificate fobie.

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