La lezione del Maestro Salis nella lotta all’analfabetismo

16 novembre 2017
[Ottavio Olita]

Sorta settant’anni fa, l’Unione Nazionale per la Lotta contro l’Analfabetismo (UNLA), ha svolto una funzione fondamentale per favorire la crescita culturale ed economica delle regioni periferiche, in particolare di quelle meridionali.

In Sardegna il più energico ed entusiasta pioniere dell’UNLA fu l’indimenticato Maestro di Santulussurgiu, Francesco Salis. A dieci anni dalla sua morte il suo paese ha voluto ricordarlo, non per un nostalgico ‘Amarcord’, come ha tenuto a sottolineare Maria Arca che del Centro Culturale Permanente di Santulussurgiu è  dirigente, ma per dare testimonianza dell’attualità dei servizi svolti, anche in Sardegna, dai Centri dei Servizi Culturali che dell’UNLA sono una diretta emanazione.

Sabato 11 novembre un’affollatissima assemblea ha partecipato con interesse ed attenzione alle oltre tre ore e mezzo di relazioni, proiezioni di filmati, discussioni che si sono tenute nell’ampia sala riunioni del Centro di Cultura Popolare, presente anche il Presidente nazionale dell’UNLA, Vitaliano Gemelli. Per dare testimonianza dell’importanza – storica e attuale – del ruolo svolto nelle comunità dai Centri Culturali, particolarmente significativa è stata la partecipazione del sindaco di Santulussurgiu, Diego Loi, del vicesindaco di Macomer, Rossana Ledda e del vicesindaco di Oristano, Massimiliano Sanna.

La funzione svolta fin dai primi anni ’50 dai centri UNLA per combattere l’analfabetismo, soprattutto nelle campagne, è stata ricordata da due storici dirigenti come Italo Ortu – responsabile del Centro di Cultura Popolare di Bauladu negli anni ’50 e ’60 –  e Antonio Bellinzas che ha diretto il Centro dei Servizi Culturali di Oristano dal 1968 al 2006. Mentre il lavoro che oggi viene svolto nei quattro Centri che operano in Sardegna è stato illustrato da Marcello Marras, attuale dirigente del Centro di Oristano, Maria Arca per Santulussurgiu e Giancarlo Zoccheddu, direttore del Centro dei Servizi Culturali di Macomer. Nei loro interventi anche un’attenta riflessione su quale futuro operativo potranno svolgere i Centri soprattutto verso le giovani generazioni che spesso non utilizzano le nuove tecnologie a fini di conoscenza ed approfondimento, ma solo per evasione e intrattenimento.

‘Mutatis mutandis’ sarà un po’ come il lavoro che 50 anni fa svolse in questa parte del territorio sardo il maestro Francesco Salis, come è stato rievocato anche nei due bei documentari proposti alle centinaia di persone presenti. Il primo, dal titolo estremamente significativo, era “Non basta solo l’alfabeto”, girato per conto dell’UNLA nel 1959 dal regista Michele Gandin. In esso si raccontava come dalla conoscenza, dalla cultura si sviluppava la possibilità di una crescita economica fondamentale. E a Santulussurgiu, oltre l’alfabetizzazione, il Centro di Cultura Popolare del Maestro Salis favorì la costituzione di cooperative tra donne (soprattutto nella tessitura) e uomini (nella pastorizia).

Il secondo documentario, dal titolo provocatorio “Ti sbatto in Sardegna”,  realizzato nel 1967 per il settimanale della Rai Tv7, raccontava come in una terra destinata storicamente al confino politico e giudiziario o per la quale si suggeriva l’uso del lanciafiamme nella lotta al banditismo, si viveva un’esperienza straordinaria dove pastori e contadini, madri di famiglia e giovani donne, si riunivano la sera per imparare a leggere e scrivere. L’esperienza era quella del Centro di Cultura Popolare di Santulussurgiu sotto la guida sapiente, paziente e competente del Maestro Francesco Salis. Maestro al quale – cosa che in pochissimi sanno nell’isola – l’UNESCO conferì uno speciale riconoscimento proprio per la sua preziosa opera di educatore.

Da Santulussurgiu, comunità legittimamente orgogliosa della propria storia, sono stati infine lanciati due appelli. Il primo è che la Regione Autonoma della Sardegna si ricordi di questo suo figlio tanto generoso, laborioso, amato con qualche iniziativa che lo celebri in modo ufficiale; il secondo è che i Centri dei Servizi Culturali che operano in Sardegna possano essere messi nelle condizioni per proseguire la loro azione che potrà essere indirizzata anche contro il grave, preoccupante fenomeno dell’analfabetismo di ritorno che sta colpendo tanta parte delle nuove generazioni.

1 Commento a “La lezione del Maestro Salis nella lotta all’analfabetismo”

  1. Agnese marzeddu scrive:

    Il maestro Salis è stato un maestro in tutti i sensi
    Sempre con il sorriso e attento verso tutti
    Coinvolgeva sia anziani che giovani a frequentare il centro di cultura.Merita di essere ricordato in tutta la Sardegna per l’opera che ha svolto

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