La povertà in Italia

16 Luglio 2014
Manifestacion_A.Berni_
Michela Angius

È preoccupante la fotografia scattata dall’Istat sulla povertà in Italia. Nel 2013 sono più di sei milioni le persone in condizione di povertà assoluta che non riescono ad acquistare beni e servizi considerati essenziali per conseguire uno standard di vita dignitoso (il 9.9% dell’intera popolazione). Di questi sei milioni, più della metà risiedono nel Mezzogiorno.
La povertà assoluta aumenta tra le famiglie con tre, quattro, cinque o più componenti. Ed è peggiore la condizione delle coppie con figli.
I dati Istat del 2013 confermano la forte associazione tra povertà, bassi livelli di istruzione, bassi profili professionali (working poor) ed esclusione dal mercato del lavoro. Infatti, sono più povere le persone poco o mediamente istruite (dal 9.3 all’11.1% se a capo della famiglia vi è una persona con licenza media inferiore, dal 10 al 12.1% se questa è in possesso al massimo della licenza elementare). Tale condizione è spesso associata a bassi profili professionali come ad esempio l’operaio/a e alla difficoltà di entrare e/o permanere nel mercato del lavoro.
Inoltre, per le famiglie diventa sempre più difficile sostenere il peso economico di membri non occupati. Poiché la disoccupazione giovanile è al 43%, si può facilmente immaginare la condizione di disagio e indigenza che sta colpendo migliaia di loro.
Tra il 2012 e il 2013 l’incidenza della povertà relativa tra le famiglie è rimasta stabile in tutte le ripartizioni territoriali. Nonostante questo i dati non sono per niente confortanti.
Infatti, sono tre milioni e 230 mila le famiglie al di sotto della soglia di povertà relativa. Ciò significa che tali nuclei, se composti di due persone, spendono meno di quanto avvenga nella media pro capite del Paese, ovvero 972.52 euro mensili.
Le dinamiche della povertà relativa confermano quanto osservato per la povertà assoluta. Peggiora la condizione delle famiglie con più membri, in particolare quella delle coppie con due figli soprattutto se questi sono minori.
La Sardegna rientra tra le regioni italiane che hanno registrato un aumento dell’incidenza della povertà relativa. Si è passati dal 20.7% nel 2012 al 24.8% nel 2013.
In una raffigurazione di questo tipo, gli 80 euro promessi da Renzi non sono altro che uno specchietto per le allodole.

*Nell’Immagine: “Manifestación” di Antonio Berni

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