L’Autonomia variabile

1 ottobre 2017
[Marco Ligas]

Alla campagna di ostilità e di sospetto contro le Ong esplosa nelle ultime settimane ha fatto seguito, e non c’era da dubitarne, l’operazione diplomatica e militare del nostro governo per porre termine all’arrivo disperato dei tanti migranti in fuga dalle loro terre.

È stata una decisione perentoria quella del governo, tipica di chi ha la consapevolezza di poter usare l’arroganza contro chi è più debole. I dirigenti delle nostre istituzioni regionali hanno accolto favorevolmente l’intervento del governo. Il governatore Pigliaru è andato persino oltre assumendo una posizione di rinforzo sollecitando il ministro dell’Interno Marco Minniti perché venga posto un freno al drammatico fenomeno che rischia di provocare una gravissima emergenza sociale. Che non si parli di insensibilità o di umanità mancata, deve aver pensato Pigliaru. Quando c’è da difendere l’identità del popolo sardo, o gli interessi di tutti i lavoratori occorre essere decisi!

«Ritengo necessario, ha detto infatti Pigliaru, moltiplicare gli sforzi affinché il passaggio di migranti dall’Algeria cessi al più presto. A questo fine chiedo quali azioni concrete ed urgenti il Governo intende mettere in campo per frenare con la necessaria urgenza gli sbarchi, garantire l’immediato rimpatrio e, al contempo, rinforzare la presenza delle forze di polizia nelle aree di approdo. Torno sul tema delle mie precedenti missive per condividere lo sviluppo della situazione nelle ultime settimane e le più recenti e preoccupanti novità di queste ultime ore. Gli sbarchi di migranti dall’Algeria sono in costante aumento, al punto che ad oggi sono stati già raggiunti e superati i numeri dell’intero 2016, nel quale i migranti giunti nella costa sud-occidentale dell’isola sono stati 1.106.»

Per non apparire particolarmente severo ed esigente il presidente della Regione ha confermato l’apprezzamento per la tempestiva iniziativa svolta dal Governo in Algeria ai primi di settembre. Ecco dunque un atteggiamento di accettazione e di rinforzo delle scelte fatte dal governo.

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In questi giorni si discute in Consiglio regionale di sanità. Sono diverse le questioni che preoccupano i cittadini sardi. Forse il timore più forte, ma non l’unico, deriva dalla possibile decisione di chiudere il reparto di ostetricia a La Maddalena. L’isola che attualmente conta poco più di 11.000 abitanti verrebbe privata così di un punto nascita importantissimo. Perché? La motivazione è presto detta: registra meno di 500 parti all’anno, il suo mantenimento rappresenta uno spreco.

Così le partorienti dovranno recarsi ad Olbia, ad un’ora e 30 minuti di distanza e augurarsi che nel frattempo il mare non sia agitato, insomma che il maestrale resti lontano. Il ministro della salute Beatrice Lorenzin non intende concedere deroghe. Non rimane però inoperosa, ricorda al governatore e all’assessore alla sanità che spetta alle regioni dotare il territorio di centri efficienti con ambulanze ed elicotteri. Peccato che la Sardegna non abbia gli strumenti per attivare questi servizi. Che cosa fanno Pigliaru e l’assessore Arru davanti a queste prepotenze? Balbettano o non parlano. Anche questo è un modo di concepire e praticare l’Autonomia regionale.

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Nei mesi precedenti, già ne abbiamo parlato nel Manifesto sardo, la Magistratura ha avviato un’inchiesta sulle attività della Fluorsid. Rivela scenari inquietanti in totale contrasto con l’uso rispettoso del territorio. Il Corpo forestale ha localizzato grazie alla confessione di qualche dipendente della Ineco una discarica dove vengono depositati gli scarti industriali. Lo stesso Gip che segue la vicenda ha confermato queste ipotesi. Pare che tuttora vengano depositati i rifiuti industriali contenenti sostanze ritenute mortali come il fuorsilicato. Le dimensioni delle stesse discariche non sono irrilevanti, e ciò alimenta ulteriori preoccupazioni sulle estensioni dell’inquinamento e sulla sua pericolosità.

Perché tanta incuria e negligenza nell’esecuzione dei controlli? E perché tanti imprenditori continuano impuniti le loro attività pur non mostrando il minimo rispetto nei confronti dei nostri territori e di chi li abita? Non sarebbe compito di chi governa l’isola bloccare i lavori quando sono evidenti irregolarità o reati come quelli registrati alla Fluorsid? Anche in questo caso né da parte del governatore né dell’assessore all’industria si è registrato alcun intervento. Questa è l’Autonomia del silenzio o della complicità a danno dei sardi.

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