Le priorità di una legge urbanistica

1 agosto 2018
[Marco Ligas]

Colpisce la determinazione con cui la Giunta regionale cerca di imporre una legge urbanistica che ponga fine una volta per tutte all’inedificabilità nella striscia dei 300 metri dalla battigia, così come previsto nel Piano paesaggistico regionale del 2006.
Argomenta questa proposta sottolineando diverse ipotesi: fa riferimento all’esigenza di migliorare le dotazioni della ricettività alberghiera senza consumo di nuovo territorio; prevede incrementi volumetrici per favorire nuove strutture ricettive ma sempre entro la fascia dei 300 metri; ribadisce l’opportunità di realizzare centri benessere, sale congressuali e attrezzature sportive che renderebbero più piacevole l’attuale patrimonio edilizio ormai invecchiato e perciò diventato poco attraente.
Parla di questi interventi con estrema naturalezza come se fossero tutti funzionali alla domanda e alle esigenze di una popolazione che intende trascorrere le proprie vacanze in strutture alberghiere in realtà poco accessibili per i costi che imporrebbero. Sfugge alla nostra Giunta regionale che la crescita dei flussi turistici passa sempre più frequentemente attraverso l’uso di strutture diverse dagli alberghi (case in affitto e Bed and Breakfast).
Propone tutto ciò con una risolutezza che è difficile riscontrare nelle scelte complessive della sua politica. Recentemente ha persino cercato un consenso fra le organizzazioni impegnate nelle attività di tutela dell’ambiente. Non lo ha trovato a causa delle ambiguità delle sue proposte, e certamente non lo troverà successivamente, ma ciò nonostante ribadisce con ostinazione l’opportunità e la bontà dei suoi propositi riformatori.
Tanto decisionismo pone più di un interrogativo e di un sospetto. Non a caso sono diversi coloro che si chiedono se la Giunta faccia tutto ciò pensando agli interessi della Sardegna e dei sardi e alla difesa di un territorio sin troppo maltrattato nel corso di questi decenni. O se ci siano altre esigenze finalizzate ad alimentare le solite speculazioni legate ad un’attività edilizia scriteriata e inopportuna e perciò dannosa allo sviluppo di un turismo funzionale ad una crescita equilibrata della nostra isola.
In passato abbiamo spesso definito agnostica la Giunta Pigliaru. Lo abbiamo fatto perché in diverse occasioni non ha assunto decisioni tempestive a tutela dei nostri territori. Altre volte ha tergiversato, preoccupata di contraddire gli orientamenti o le consegne del Governo Renzi. Altre volte ancora, a causa di questa subalternità, non è stata neppure capace di rappresentare la Sardegna come Regione dotata di sua Autonomia e perciò in grado di svolgere le proprie funzioni senza condizionamenti esterni. Ha dato l’immagine di essere un organo periferico dell’Amministrazione statale, limitandosi a svolgere un ruolo di rappresentanza del Governo, tipico di una prefettura.
In occasione della discussione e dell’approvazione della legge urbanistica cambia invece atteggiamento.
È per queste ragioni che viene spontaneo chiedersi e chiederlo alla Giunta se per migliorare l’offerta turistica non siano forse prioritarie altre iniziative. Per esempio un adeguamento dei collegamenti aerei e navali, una continuità territoriale a favore di residenti e no e una riduzione dei costi che rendano praticabili l’arrivo e la partenza di chi intende trascorrere le ferie nell’isola. Perché dobbiamo pensare sempre al cemento come occasione insostituibile del benessere e del progresso? Tanto più che sono molteplici le opportunità per sviluppare il turismo in Sardegna, si pensi per esempio alle politiche a sostegno delle aree naturali protette e dei beni culturali o ai pacchetti turistici specifici in occasione di particolari eventi.
Recentemente c’è stato un pronunciamento della Corte costituzionale sulle prospettive ambientalistiche della Regione sarda. I principi indicati in questo pronunciamento dovrebbero salvaguardarci dalle cattive intenzioni della Giunta. Naturalmente ce lo auguriamo consapevoli dell’opportunità di mantenere viva la nostra attenzione perché la tutela sia definitiva.

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