Liberate l’Anfiteatro di Cagliari

1 marzo 2011

Stefano Deliperi

Massimo Palmas ha parlato: “senza l’Anfiteatro romano si spezzano le gambe al settore”, cioè alla sua Sardinia Jazz-Sardegna Concerti, che per tanti anni ha lucrato non si sa bene a che titolo sul bene culturale grazie agli spettacoli organizzati all’Anfiteatro romano e si preparava alla prossima stagione estiva. Massimo Palmas ha aperto le vendite dei biglietti per i suoi concerti estivi e ha ordinato di non rimuovere la legnaia che da tanti anni opprime il più importante monumento romano esistente in Sardegna.  Su meri ha parlato. Ma che cosa è accaduto?   La Soprintendenza per i beni archeologici di Cagliari, superando atteggiamenti temporeggiatori, ha chiesto nelle scorse settimane al Comune di Cagliari di rimuovere la vergognosa legnaia accatastata sopra l’Anfiteatro romano di Cagliari.  Dopo il clamoroso e virtuoso voltafaccia dell’Assessore comunale alla cultura Pellegrini, che ha affermato la necessità di sbaraccare la legnaia dopo averla difesa per anni con lirica futurista, è stato l’Assessore comunale ai lavori pubblici Lorrai a render nota la predisposizione del progetto per lo smantellamento per l’importo di 800 mila euro. Ma il buon Massimo Palmas non è rimasto con le mani in mano. Già condannato nel giugno 2000 (insieme ad Alessandro Capriola e Salvatore Pirino) a 3 anni e 8 mesi di reclusione dal Tribunale di Cagliari per i reati di falso in bilancio, false fatturazioni e truffa ai danni della Regione autonoma della Sardegna e attualmente indagato dalla Procura della Repubblica di Cagliari per abuso d’ufficio, peculato, truffa e malversazione insieme a dirigenti e funzionari del Comune di Cagliari per l’affidamento senza alcuna gara dell’Anfiteatro romano, Massimo Palmas ha da molti anni relazioni trasversalissime che non l’hanno certo danneggiato nell’attività di organizzazione degli spettacoli.  Dall’organizzazione delle Feste de L’Unità (secondo molte testimonianze) alla predisposizione di festival Jazz e spettacoli in proprio.   Ottime relazioni con l’allora Soprintendente dell’Ente Lirico Mauro Meli (promotore della legnaia insieme all’allora Sindaco di Cagliari e oggi senatore Mariano Delogu) e con le Amministrazioni comunali Delogu e Floris che affidarono sistematicamente alla sua Sardinia Jazz-Sardegna Concerti la gestione delle stagioni estive all’Anfiteatro romano.   Memorabili i finanziamenti acquisiti anche dalla Regione governata da Renato Soru, con l’Assessore alla cultura Maria Antonietta Mongiu, a parole strenua oppositrice della legnaia.  Coccolato e sostenuto da ampi settori del centro-sinistra e altrettanto ampi settori del centro-destra, oggi ha deciso di vender cara la pelle…della legnaia e di non abbandonare il lucroso Anfiteatro romano senza combattere. E così arrivano le prese di posizione di noti esponenti della cultura come il presidente dell’omonima commissione del Consiglio comunale cagliaritano Maurizio Porcelli, noto finora soprattutto per il feeling con la comunità rom, e dell’on. Mauro Pili, deputato, distintosi per non essersi mai occupato – nemmeno da Presidente della Giunta regionale – dell’Anfiteatro romano nemmeno per sbaglio. Massimo silenzio finora da parte del candidato sindaco alle prossime elezioni comunali cagliaritane per il centro-destra, Massimo Fantola, e flebile voce contraria alla legnaia per Massimo Zedda, il candidato per il centro-sinistra (forse) unito.
E’ ora di muoversi: gli Amici della Terra e il Gruppo d’Intervento Giuridico hanno chiesto in tutte le sedi decine di volte nel corso di questi ultimi anni la rimozione dell’allestimento di legno e tubi.  La legnaia è, infatti, abusiva, essendo da anni priva delle autorizzazioni paesaggistiche e archeologiche necessarie. Qui un approfondimento sulla vicenda. Ma facciamo anche un passo avanti.  Per abbattere i costi della manodopera ci offriamo volontari per demolire gratuitamente la legnaia che nasconde l’Anfiteatro romano, uno dei tre soli scavati nella roccia tuttora esistenti – con almeno 10 ore di lavoro a testa – sotto la direzione della Soprintendenza archeologica e invitiamo chiunque a fare altrettanto: mandateci adesioni – con nominativi e recapiti – all’indirizzo [email protected].   Provvederemo a rendere disponibile l’elenco dei volontari alla Soprintendenza archeologica e al Comune di Cagliari. Liberare da legname e tubi abusivi l’Anfiteatro romano è un po’ l’inizio della liberazione di Cagliari dalla cattiva amministrazione.
Rimane un mistero kasteddaio il motivo per cui non sia stata già rimossa e non siano stati inchiodati alle loro responsabilità gli autori e i mandanti di questo vero e proprio delitto culturale.   Inchiodati almeno come le gradinate dell’Anfiteatro.

1 Commento a “Liberate l’Anfiteatro di Cagliari”

  1. Andrea Nurcis scrive:

    Il fatto che i responsabili non siano stati “inchiodati” non è un mistero “kasteddaio”. E’ un meccanismo ormai da anni ben collaudato, simile a tanti altri che stanno rovinando l’intera nazione, quando il pubblico affida al privato la gestione di beni culturali o ambientali e per ottenere in cambio servizi di vario tipo. Certo che a Cagliari questo meccanismo sembra amplificato e spesso assume veramente una dimensione anni ’60, quando la corruzione tra politici e imprenditori assumeva il significato di una organizzazione malavitosa specialmente nel campo della speculazione edilizia. Infatti mi chiedo ad esempio, come sia possible che a Cagliari non si riesca a livello politico e in maniera determinata a risolvere il problema di Tuvixeddu: ormai mi pare di aver capito che l’unica soluzione che mette d’accordo un pò tutti, amministratori e politici, vecchi e nuovi di tutti i partiti, sia quella di non fare nulla. Cercare di parlarne il meno possibile e possibilmente lasciare che Cuabu continui a portare avanti il suo cantiere che offrirà ai cagliaritani un bel parco archeologico con laghetto artificiale e ristorante. Ovviamente tutto questo è legale, anche il fatto che Cualbu faccia parte del CDA dell’Ente lirico e allo stesso tempo sia anche il palazzinaro che realizzerà l’altro parco di Cagliari, quello della musica, è normale no? Non c’è mica conflitto d’interessi? Quando mai?!…anzi meno male che c’è Cualbu a Cagliari che fa tutti ‘sti parchi

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