Notti padane. Pecunia non olet

16 giugno 2010

grosz 1Valeria Piasentà

Soldi e cittadinanza: ad Albenga, ridente cittadina del ponente ligure, la neoeletta sindaco leghista ha inflitto una multa di 300 euro a tre extracomunitari perché sostavano chiacchierando ‘in gruppo’ nella piazza principale disturbando analoghe attività dei cittadini ‘legittimi’. E ha promesso: «faremo di più». Infatti, qualche giorno dopo, al Tg3 regionale ha dichiarato che per risiedere ad Albenga gli stranieri dovranno percepire un salario minimo di 500 euro mensili; inoltre, di non essere contraria alla eventuale costruzione di una moschea ma finché i mussulmani pregheranno in strada dovranno pagare la tassa sul plateatico. A Novara, seguendo una ordinanza dell’ex-sindaco Giordano ¬avvicinandosi la scadenza della sua seconda legislatura, quindi non essendo rieleggibile in Comune, ha seguito l’amico Cota in Regione -che proibisce l’uso del burqua, un vigile ha multato con 500 euro una giovane che si stava recando dall’abitazione alla vicina moschea. Il fatto ha creato una notevole polemica in città e sui quotidiani locali, anche perché il marito ha detto che la donna non uscirà più di casa. I soldi dei mafiosi non puzzano. La ‘ndrangheta sta infiltrando appalti e aziende del Nord intorno a Milano (dalla A3 all’Ortofrutticolo a Expo2015). L’allarme è alto anche se i politici della destra lombarda minimizzano.
Intanto la Provincia novarese di centro-destra al governo da un anno intende rivedere il piano cave per garantire una maggiore libertà d’impresa. Il Pd si oppone e lancia un appello per «contrastare le infiltrazioni mafiose nell’Ovest-Ticino», dove qualche mese fa è stato ucciso un giovane imprenditore nella sua cava. Nel borgo antico di Miasino il castello domina il Lago D’Orta. E’ stato costruito dalla famiglia novarese dei Solaroli, marchesi di Briona, famiglia che ha espresso personaggi illustri come quel Paolo coinvolto nel moti costituzionali del 1821. Rifugiato all’estero per motivi politici, come tanti giovani piemontesi, combattè coi costituzionalisti spagnoli fino a impersonare l’avventuriero romantico e in India diventare sovrano di Sirdanach, ispirando la figura salgariana di Yanez. Tornato in Italia fu generale di Carlo Alberto nell’esercito sardo e fautore dell’Unità che narrò nel suo diario, poi deputato per cinque legislature. Il castello ora è passato a un’altra famiglia, quella del camorrista Pasquale Galasso arrestato nel 1992 con sequestro del ricchissimo patrimonio, ma il castello continua ad rimanere proprietà della moglie (Il Fatto 13.6.2010). I soldi rubati dai politici non puzzano. Ricordate Prosperini? L’ex-assessore PdL già AN della Regione Lombardia con un consenso elettorale altissimo, indagato poi imprigionato per corruzione, turbativa d’asta e truffa aggravata, e difeso dal garantista presidente Formigoni: «se poi finisce come a Garlasco?» Quel Prosperini ‘baluardo della cristianità’, delle trasmissioni televisive e dei comizi contro gli immigrati che se non si adeguano al ‘vivere civile’ padano «camel, barcheta e te turnet a ca’»: dopo un tentato suicidio ha patteggiato la pena, ora dice che si dedicherà al volontariato. Puzzano i soldi guadagnati lavorando, e bisogna lavorare a qualsiasi condizione: si è concluso in Cassazione, con una condanna per violenza privata, un processo nei confronti dell’imprenditore Leonardi della officina Ellegi di Marano Ticino, che per non risarcire i danni morali aveva ricorso contro una sentenza della Corte di Appello di Torino. I fatti: il 23 settembre 2002 l’imprenditore ha legato al tornio un suo operaio, con un cappio di plastica stretto al collo, poi gli ha aizzato contro il pastore tedesco e se n’è andato. L’operaio riuscito a liberarsi lo ha denunciato. Puzzano i soldi chiesti in elemosina. Recentemente è di moda la bastonatura del diverso, l’ultimo episodio è avvenuto a Padova contro una coppia di gay che oltretutto «erano vestiti da comunisti (sic)». Domenica hanno fermato tre ultras del Padova calcio. Mentre nella civilissima Torino una rom ventottenne incinta di otto mesi, quindi con un pancione non equivocabile, colpevole di chiedere l’elemosina è stata avvicinata da uno sconosciuto che l’ha bastonata fino a farla abortire. Due giorni dopo, la scorsa domenica, è stato rintracciato il giovane: si tratta di un torinese ventitreenne ultras juventino già segnalato. Fra tifoserie calcistiche organizzate ed episodi di violenza della destra xenofoba i margini si assottigliano sempre più. Insomma: essere modesti lavoratori, magari operai cassaintegrati o insegnanti in sciopero, per non dire poveri o stranieri, in qualche modo essere diversi dallo stereotipo del potente o del cittadino autoctono padano, in questo scorcio di Nord italiano costituisce una pregiudiziale di cittadinanza. In ben altro modo viene considerato chi delinque con sfarzo o legittimato dalle amministrazioni pubbliche, sia esso mafioso o politico o colletto bianco o imprenditore. Ecco un dialogo captato qualche giorno fa nella piazza di un paesone dell’Ovest-Ticino novarese: si avvicina un signore e chiede a un anziano compagno «E’ vero che lei è stato sindaco del paese per molti anni?», «E’ vero», «E non ha mai rubato?», «Certo che no!», «Allora lei è un pirla» ha girato i tacchi e se n’è andato. Morale: i soldi non puzzano solo se si ruba e vive ‘alla grande’, possibilmente dentro le istituzioni e i CdA aziendali. Ma questa mattina (14 giugno) a Milano, nel corso di una manifestazione dei sindacati di base, secchiate di letame sono state versate davanti a Borsa e Consob, uno striscione recitava: «La crisi siete voi e questo è il nostro contributo».

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