Perché diciamo no a questa legge elettorale

11 ottobre 2017
[Red]

Come coordinamento dei comitati sardi per la democrazia costituzionale accogliamo la proposta del Comitato nazionale per la Democrazia Costituzionale perché non venga concessa la fiducia alla legge elettorale (il Rosatellum 2) che renderà il Parlamento subalterno ai capi partito. Invitiamo perciò gli amici e i compagni che operano in Sardegna perché promuovano delle manifestazioni a sostegno della Democrazia Costituzionale

Ecco l’Appello del Comitato per la democrazia costituzionale

No alla fiducia, No a questa legge elettorale che renderà sempre più il parlamento subalterno alla volontà dei capi partito.

Chi la vuol approvare con forzatura dei tempi e col voto di fiducia ha dalla sua inquietanti precedenti: fu posta nel 1923 sulla legge Acerbo e nel 1953 sulla legge truffa e 2015 su una legge elettorale incostituzionale.

Mettere la fiducia per costringere a il parlamento a votare la legge elettorale e’ un atto di eccezionale gravità. Anzitutto vuol dire che la maggioranza parlamentare tanto decantata potrebbe non esserci e governo e maggioranza pensano di risolvere le difficoltà con un atto di imposizione come è il voto di fiducia. Si sta riproponendo lo scenario autoritario dell’approvazione dell’Italicum. Si ripropone in modo ancora più negativo un atteggiamento di spregio verso il ruolo del parlamento che anticipa quel che accadrà dopo le elezioni, se questa legge elettorale andrà in porto: 

Il futuro parlamento con questa legge non sarà scelto dai cittadini ma nominato dai capi dei partiti. Non solo non ci consentono di scegliere i parlamentari ma neppure hanno accettato di introdurre modifiche di buon senso come la possibilità di esprimere due voti distinti tra liste del proporzionale e candidati nel maggioritario, meglio se con due distinte schede come hanno suggerito autorevoli costituzionalisti, limitando così pesantemente la possibilità degli elettori di scegliere. E’ una pessima scelta per la nostra democrazia. 

Se il governo Gentiloni si assumerà questa responsabilità vorrà dire che ha chinato la testa di fronte al diktat di Matteo Renzi e del Pd e questo malgrado avesse più volte affermato che il governo non sarebbe entrato – tanto meno con questa autentica imposizione – sulla legge elettorale. La parola del governo e del Presidente del Consiglio non avranno più alcun valore da qui in avanti, questo è un atto grave che avrà ripercussioni pesanti. Tutte le dichiarazioni di garbo istituzionale fin qui fatte suonano come autentiche prese in giro delle elettrici e degli elettori.

Il Presidente della Repubblica farebbe bene a fermare questo atteggiamento autoritario e a non firmare una legge elettorale approvata con voto di fiducia a pochi mesi dalle elezioni e in spregio ad un referendum che ha bocciato lo stravolgimento della Costituzione il 4 dicembre 2016.

Se la legge elettorale verrà approvata con il voto di fiducia si aprirà una grave ferita nella qualità della nostra democrazia. C’è da augurarsi fino all’ultimo che nell’unico voto segreto che ci sarà la Camera decida di bocciarla. Chi promuove questa scelta, chi la subisce, chi l’accetta si assume una grave responsabilità, i cui esiti possono essere nefasti per la qualità della democrazia del nostro paese.

Chi è contrario lo dica con tutta la forza possibile, noi lo faremo e invitiamo tutti i cittadini a mobilitarsi per l’affermazione della legalità democratica, utilizzando tutti gli spazi possibili a partire dal voto del Senato, anche se la Camera dovesse soggiacere all’imposizione.

Per la salute della democrazia italiana questa legge non deve essere approvata.

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