Propaganda e furbizie da basso impero

11 luglio 2017

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse

Ottavio Olita

Il genio del Grande Propagandista ha individuato – per quest’Estate, poi si vedrà – tre principali questioni politiche e sociali su cui puntare per tentare di vincere le prossime elezioni politiche: lotta al rinascente fascismo; contrasto dell’immigrazione; conflitto con l’Europa sui conti pubblici. E le proposte avanzate sono una conferma dei suoi pregi principali: inaffidabilità, contraddittorietà, forti carenze culturali.

Lotta al rinascente fascismo. Siccome crede di saperne più di storici e costituzionalisti Renzi ha affidato a una cerchia dei suoi più fidi collaboratori l’elaborazione di una nuova proposta di legge. Come se quella già esistente, se solo venisse applicata sul serio, non bastasse. Un esempio? La drammatica e pur ridicola vicenda dello stabilimento balneare veneziano invaso da scritte, immagini, saluti romani tutti inneggianti al ventennio su cui la prefettura è intervenuta solo dopo la diffusione di un servizio televisivo. Prima aveva sempre ignorato le segnalazioni fatte da associazioni e cittadini. A che serve, quindi, una nuova legge repressiva?

In realtà ben altri interventi sarebbero urgenti. Innanzi tutto bisognerebbe dare la dimostrazione ai cittadini che la Democrazia non è obbligata a convivere rassegnata con corruzione, mancanza di prospettive di lavoro, clientelismo, inutilità del merito, sfiducia generalizzata, criminalità. C’è tanta gente convinta che durante il Fascismo tutto ciò non ci fosse. Serve cercare di dimostrare che quest’idea è falsa? Servirebbe molto di più, al contrario, restituire dignità, rigore, certezza nel futuro ad una Democrazia sempre più minata nei suoi valori fondamentali. Quella Democrazia immaginata e disegnata dai Padri Costituenti e definita a chiare lettere in un documento su cui la Repubblica è stata costruita. Ma quali parti della Costituzione  – unico, vero strumento di lotta alla negazione della libertà e dei diritti che fu il Fascismo – sono state o vengono attuate?

Poi il ruolo della scuola e del mondo della cultura. Spesso i giovani incontrano la storia del novecento solo se proseguono gli studi all’Università. E gli altri? In qual modo cominciano a saperne qualcosa? O in famiglia – con il filtro delle convinzioni dei genitori – o nelle associazioni che decidono di frequentare, o, peggio, nel sentito dire. Giova infine ricordare che il neofita della lotta al Fascismo durante la campagna referendaria, tra i tanti suoi avversari, aveva preso di mira proprio l’ANPI, l’associazione dei partigiani che della lotta al fascismo ha fatto la sua stessa ragione di vita.

Contrasto dell’immigrazione. Quando al ragionamento politico si sostituisce lo slogan, a volte non ci si rende conto di utilizzare quello degli avversari. Così è accaduto a Renzi che ha riproposto quello di un altro Matteo, anche se poi ha cercato di correggere il tiro. Ma chi gli ha creduto? C’è voluta la coraggiosa rivelazione di Emma Bonino a ricordare che i governi italiani, violando gli accordi di Dublino, avevano dato la disponibilità ad accogliere nei porti nazionali tutti i migranti salvati nel Mediterraneo. Senza capacità di previsione, senza senso di responsabilità. Ora che l’Europa, per l’ennesima volta, ci ha sbattuto la porta in faccia, Renzi tenta di dirottare il problema spostandolo agli aiuti ai Paesi africani. E quella finta voce grossa fatta da Minniti rimane inascoltata da tutti i partner europei che ci lasciano soli ad esercitare quell’indispensabile azione di soccorso e accoglienza. Slogan da campagna elettorale; ma chi ci aiuterà a trovare una soluzione, data la grande debolezza politica che l’Italia sta dimostrando?

Conflitto con l’Europa sui conti pubblici. Volutamente dimentico del fatto che attualmente è solo segretario del Pd e non anche Presidente del Consiglio, Renzi lancia proclami sul deficit che regolarmente vengono respinti dall’Unione Europea. Così facendo mina quel poco di credibilità che Gentiloni e Padoan hanno conquistato in Europa con il loro pragmatismo privo di eclatanti esternazioni. Se il conflitto diventasse reale, la conseguenza più diretta dovrebbe essere un referendum, tipo quello della Gran Bretagna, per uscire dall’Unione. Ma il calcolo che fa Renzi è che se grazie ai suoi slogan vincerà le elezioni, poi si guarderà bene dal rompere con l’Europa. Furbizie da basso impero.

Ma le furbizie producono solo sciagure e il battage della propaganda, ripreso servilmente da gran parte dei notiziari radiotelevisivi e dei principali quotidiani stampati, alla lunga stanca e infastidisce. Certo la memoria degli italiani è corta e si rimuove quel che si è sentito pochissimo tempo prima, ma è la credibilità che viene profondamente intaccata e su questo dovrebbero riflettere innanzi tutto quei militanti del Pd che forse cominciano a rendersi conto che sarà il loro partito a pagarne il prezzo più alto.

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