Quirra. Un altro militare morto

14 maggio 2018
[red]

A Quirra un altro militare è morto a causa di una possibile inalazione di sostanze tossiche. Il fratello della vittima sarà a Cagliari, martedì  15 maggio alle 10.00, durante il sit in mensile del comitato sardo Gettiamo le Basi davanti  alla sede del Rappresentante del Governo in piazza Carmine, portato avanti ininterrottamente dal 2011, dal comitato Gettiamo le Basi, Famiglie militari uccisi da tumore,  Comitato Amparu (Teulada), Comitato Su Sentidu (Decimo). Sarà presente anche all’udienza del processo “Quirra” a Lanusei, giovedì 17.

Giovanni Luca Lepore, maresciallo di prima classe in forze all’aeronautica militare, operativo al Poligono interforze del Salto di Quirra, e in particolare al reparto missilistico a Capo San Lorenzo, aveva  contratto un  glioblastoma frontale, tumore maligno cerebrale, diagnosticato nell’agosto del 2004. Dopo poco meno di un anno, il 10 giugno del 2005, è morto all’età di 32 anni. Era nato a Benevento il 15 novembre del 1973 e, secondo la denuncia del fratello, Emanuele Lepore, il militare ha contratto il male a causa dell’inalazione di sostanze tossiche con le quali è entrato in contatto durante i suoi addestramenti in Sardegna, al PISQ, nel corso degli anni. Lepore ha reso parte alle attività nel poligono di Quirra a intervalli regolari per almeno 30 giorni ogni dodici mesi dal 1999 al 2004. Nel 2013 è stata riconosciuta la causa di servizio.

Il Comitato sardo Gettiamo le Basi sostiene la battaglia della famiglia Lepore per ottenere verità e giustizia per il militare colpito dai veleni di guerra e deceduto dopo aver svolto il servizio nel poligono della morte Salto di Quirra.

Emanuele Lepore sarà presente all’udienza del processo “Quirra” a Lanusei, giovedì 17,  e a Cagliari, martedì 15 maggio alle ore 10, in occasione del sit-in  mensile promosso, dal comitato Gettiamo le Basi, Famiglie militari uccisi da tumore, Comitato Amparu (Teulada), Comitato Su Sentidu (Decimo) davanti alla Rappresentanza del Governo in piazza del Carmine  per richiedere la sospensione delle attività dei poligoni dove si sono registrate le patologie di guerra; l’Evacuazione dei militari esposti alla contaminazione dei poligoni di Capo Teulada, Decimomannu-Capo Frasca, Salto di Quirra, ormai tristemente noto come il poligono della morte; il Ripristino ambientale, la bonifica seria e credibile delle aree contaminate a terra e a mare; il Risarcimento ai malati e alle famiglie degli uccisi, il risarcimento al popolo sardo del danno inferto all’isola; l’Annichilimento, ripudio della guerra e delle sue basi concentrate in Sardegna in misura abnorme e iniqua; l’Impiego delle risorse a fini di pace.

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