Se il paese si sveglia

30 novembre 2010

Parlato

Valentino Parlato

Forse (e sottolineo il forse perché la situazione è difficile e Berlusconi sta ancora a Palazzo Chigi) questa nostra Italia si sta risvegliando dal lungo sonno che l’ha portata alle attuali pessime condizioni. La manifestazione dei metalmeccanici il 16 di ottobre è stato il primo segnale forte. La grande manifestazione della Cgil di ieri ne è stata una conferma. In entrambe le manifestazioni la classe operaia, i lavoratori, sono tornati al protagonismo di migliori tempi passati. Il 16 di ottobre e il 27 di novembre non c’erano solo gli operai, ma anche i pensionati, gli insegnanti, gli studenti. La classe operaia è tornata ad avere un ruolo egemone. «L’Italia – ha detto Susanna Camusso nelle sue conclusioni nella gremitissima piazza S. Giovanni – è il paese per cui abbiamo scioperato e continueremo a scioperare». Era implicito fino allo sciopero generale, già rivendicato dalla Fiom. Queste due grandi manifestazioni dovrebbero liquidare le incertezze di quelle forze politiche, che si dicono di sinistra. Il Pd fa bene ad annunciare una sua manifestazione per l’11 dicembre ma il Pd e anche la Sel, oltreché fare atto di presenza con i loro dirigenti avrebbero fatto meglio – sempre a mio parere – a confluire nella manifestazione della Cgil. Non sarebbe stato un accodamento, una diminuzione del proprio protagonismo, ma una seria sottolineatura di una unità di popolo che non sopporta più la berlusconizzazione del nostro paese e tutte le leggi e i decreti di questo governo, la cui unica finalità è la difesa a oltranza dell’ormai traballante dominio berlusconiano, che intende celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia con la sua balcanizzazione e il suo degrado a paese marginale. In ogni modo, pur criticando, auguriamo un buon successo alla manifestazione dell’11 dicembre. Molte cose nel mondo sono cambiate. Il capitalismo globalizzato:  se l’Italia non esce dal torbido sonno attuale, può tornare ad essere una trascurabile appendice di questo nuovo mondo e noi italiani torneremo alla fuga, a uell’emigrazione che ha segnato i primi anni di vita dell’Italia unita. La fuga all’estero dei nostri giovani laureati sembra solo l’anticipazione del degrado del nostro paese e delle vite nostre e dei nostri figli e nipoti. Noi resistenti del manifesto diciamo grazie alla Fiom e alla Cgil. Siamo con loro per andare avanti e non subire una sconfitta disastrosa per tutti, anche per quelli che continuano a votare il Cavaliere.

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