A Travaglio e agli specialisti del disumano

5 agosto 2017

Foto Roberto Pili

Marco Revelli

Pubblichiamo l’articolo di Marco Revelli in risposta a Marco Travaglio e agli specialisti del disumano (Red).

“Noi veniamo dopo” scriveva George Steiner nel 1966, “Adesso sappiamo che un uomo può leggere Goethe o Rilke la sera, può suonare Bach e Schubert, e quindi, il mattino dopo, recarsi al proprio lavoro ad Auschwitz”. Anche noi “veniamo dopo”. Dopo quel dopo. Sappiamo che un uomo può aver letto Marx e Primo Levi, orecchiato Marcuse e i Francofortesi, militato nel partito che faceva dell’emancipazione dell’Umanità la propria bandiera, esserne diventato un alto dirigente, e tuttavia, in un ufficio climatizzato del proprio ministero firmare la condanna a morte per migliaia e migliaia di poveri del mondo, senza fare una piega.

Quanto sta accadendo in questo inizio torrido di vacanze è una vera apocalisse culturale. Un rovesciamento di tutti i valori nel pieno di una catastrofe di massa. Difficile credere ai propri occhi e alle proprie orecchie. Che “Dagli al Samaritano!” potesse diventare l’incitamento più diffuso nei media e in politica nel pieno dell’Occidente cristiano è davvero uno shock imprevisto. Governi e Stati che grondano sangue da ogni centimetro dei loro corpi informi mettono sotto processo i pochi – e i soli – che si dedicano al salvataggio delle vite umane nel compiaciuto silenzio di un giornalismo senz’anima. Il vizio che pretende di mettere alla sbarra la virtù, la irride e calunnia, dalle prime pagine dei quotidiani mainstream e dalle Cancellerie dei governi europei. Il salvataggio delle vite trasformato in vergogna e crimine: “crimine umanitario”, concetto coniato dallo stesso manigoldo che – ha ragione Saviano – aveva contribuito a suo tempo a mettere in circolo l’oscena espressione “guerra umanitaria”.

Diciamolo una volta per tutte: non c’è un gran differenza tra il fascista ungherese Orban e il post-comunista italiano Minniti. Alzare muri di filo spinato alle proprie frontiere o costruire muri diplomatici al confine del deserto, nella sostanza, non cambia la natura della cosa: forse è più letale la seconda tecnica, perché consegna ai tagliagole delle tribù del Sael e del Fezzan uno jus vitae ac necis su uomini, donne, bambini, che scompariranno silenziosamente, lontano dai nostri sguardi delicati, fuori dalla portata d’azione delle famigerate Ong che s’intestardiscono a voler salvare vite. Denunciamoli, questi nuovi “specialisti del disumano”, al Tribunale dei popoli.

3 Commenti a “A Travaglio e agli specialisti del disumano”

  1. Benigno Moi scrive:

    Minniti avrà pure letto Primo Levi, e sicuramente si sarà commosso, e avrà capito Marcuse meglio di quanto abbia capito io, ma quando si è trattato di mettere su la Fondazione che ha caratterizzato la sua esperienza politico/culturale, lo ha fatto con quel fulgido esempio di democrazia che è stato Francesco Cossiga http://www.fondazioneicsa.it/index.jsp?id=166&inizio=1&dettaglio=7

  2. Norma Bertullacelli scrive:

    A Genova, da sedici anni si tiene ogni mercoledì l’ “ora in silenzio per la pace”. Dalle 18 alle 19 un gruppo di pacifisti e pacifiste sosta in silenzio sui gradini del palazzo ducale per protestare contro tutte le guerre; in modo particolare contro quelle che, in maniera iniqua, illegale ed incostituzionale, coinvolgono l’Italia.
    L’ora di mercoledì 9 agosto cercherà di informare i passanti sulla vergogna della riconsegna dei migranti ai lager libici. Ecco il link all’evento: grazie a chi vorrà partecipare o ci aiuterà a farlo conoscere https://www.facebook.com/events/338159846634382/?acontext=%7B%22ref%22%3A%223%22%2C%22ref_newsfeed_story_type%22%3A%22regular%22%2C%22feed_story_type%22%3A%22117%22%2C%22action_history%22%3A%22null%22%7D

  3. La Rassegna Stampa del CRS - CRS - Centro per la Riforma dello Stato scrive:

    […] Marco Revelli, “A Travaglio e agli specialisti del disumano”, il manifesto sardo, 5 agos… […]

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