Uscita dal memorandum. Il discorso di Tsipras da Itaca

22 agosto 2018
[Alexis Tsipras]

Il discorso del presidente greco Alexis Tsipras da Itaca sulla giornata storica dell’uscita della Grecia dai memorandum. (red)

Itaca 21 Agosto 2018. Oggi è un giorno storico, i memorandum dell’austerità, della recessione e del deserto sociale finalmente sono finiti.
Il nostro paese recupera il suo diritto di determinare da se stesso le sue sorti e il suo futuro, come una paese europeo normale, senza imposizioni esterne, senza altri ricatti, senza altri sacrifici per il nostro popolo.
Il nostro paese è chiuso, lo chiudono le due nere Simplegadi, dice il poeta. Queste Simplegadi le abbiamo lasciate indietro.
Conoscendo la Grecia è la sua storia, i successi ma anche i suoi dolori, quello che ha determinato il suo percorso lungo i secoli.
Un percorso che non è stato mai facile, ma che aveva sempre un destino. Anche nei suoi giorni più bui, anche nelle tempeste più grandi.
La Grecia ha vissuto dal 2010 la sua Odissea contemporanea, in cinque anni sono successe cose mai viste per un paese in tempi di pace. Si è perso il 25% della nostra ricchezza nazionale, tre persone su cinque sono rimaste senza lavoro, sei giovani su dieci lo stesso, sono state applicate misure di austerità per 65 miliardi di euro, la violenza e l’oppressione sono diventate parte della quotidianità, la democrazia si à svalutata, sono stati fatti diventare primi ministri dei banchieri, e i ministri sono diventati banchieri, bande di fascisti sono uscite dai loro nascondigli dopo sessant’anni, un paese in un continuo stato di emergenza, però un popolo non ha mai accettato la sorte che gli avevano preparato i potenti e ha scritto nuove pagine di resistenza.
Questo popolo tre anni e mezzo fa ha preso una decisione storica, prendere il timone del paese dalle mani di quelli che lo avevano portato alle rocce e affidarlo a nuovi capitani.
Abbiamo assunto questa pesante responsabilità.
Con coraggio e determinazione, ma anche con rispetto per i sacrifici del nostro popolo.
Non ci siamo mossi con certezze. Solo con una: quella che ci è stata conferita dalle greche e dai greci:
Di far uscire il paese dal rigore dei memorandum e dall’austerità senza fine.
Abbiamo superato molte onde per arrivare oggi alla nostra destinazione.
L’equipaggio è cambiato.
Alcuni hanno avuto paura delle onde, altri hanno preferito porsi domarle.
Abbiamo sentito le Sirene dell’inutilità e della futilità molte volte.
Che le cose in Grecia non sarebbero cambiate.
E che i memorandum sarebbero stati qui per sempre.
Che non ha senso resistere quando di fronte a te si trovano i Lestrigoni e i Ciclopi che si oppongono a te.
Mostri che la piccola e debole Grecia non potrà mai vincere.
Niente di tutto questo, tuttavia, ha piegato il nostro sforzo.
Questo perché le persone che hanno lottato per arrivare alla nostra destinazione non erano più ai margini.
Non erano più bloccati nella stiva, senza alcuna voce, senza alcuna speranza.
Ma erano al timone. Con noi. E nei momento difficili erano quelli che lo hanno tenuto stretto.
Le greche e i greci,
Oggi è il giorno del riscatto e della liberazione.
Ma è anche l’inizio di una nuova era.
E da questo punto di partenza, non commetteremo l’ingiuria di ignorare le lezioni della Grecia dei memorandum.
Non lasceremo che l’oblio ci trascini.
Non diventeremo dei Lotofagi.
Non dimenticheremo mai le cause e le persone che hanno portato il paese ai memorandum.
L’evasione fiscale della grande ricchezza, il generalizzato intreccio tra gli affari, lo stato e la corruzione, l’immunità di una serie di gruppi editoriali e imprenditoriali che da anni considerano che il paese gli appartiene, il cinismo e il disprezzo dell’élite politica che pensava che la Grecia fosse un suo feudo e che i Greci fossero suoi sudditi ammaestrati.
Non dimenticheremo mai coloro che hanno insultato e sottovalutato la Grecia e i greci, perché hanno osato non acconsentire alla realizzazione di un esperimento neoliberale che sarebbe durato per decenni.
Non dimenticheremo quelli che sono stati al fianco dei greci e della Grecia nei momenti difficili. Le persone e le forze politiche da tutti i paesi europei. Che hanno resistito fortemente ai piani per far uscire la Grecia dall’Europa e per punirla.
Perché sanno che la Grecia per l’Europa significa molto di più delle leggi di bilancio.
Non dimenticheremo nulla di ciò che abbiamo vissuto perché non è solo una questione consegnata agli storici del futuro.
Ma sono i bagagli di un paese che scrive la nuova pagina della sua storia, nel tempo presente.
Siamo giunti a destinazione, siamo usciti dai memorandum, ma siamo pienamente consapevoli di non aver finito qui.
Nuove battaglie sono ora davanti a noi.
I pretendenti moderni sono qui e stanno ancora di fronte.
Sono quelli che vogliono vedere di nuovo la nave nella tempesta e il popolo di nuovo nella stiva.
Coloro che, a loro immagine e somiglianza, hanno creato la Grecia della corruzione, degli intrecci tra poteri economici, imprenditoriali e politica e il potere di pochi.
Coloro che vogliono essere indisturbati nell’evadere il fisco, nell’essere i parassiti dell’interesse pubblico, possedendo le loro offshore e i loro depositi bancari all’estero.
Coloro che si considerano al di sopra di qualsiasi legge e norma dello stato di diritto.
E tremano all’idea di una giustizia indipendente.
Non lasceremo Itaca nelle loro mani.
Ora che abbiamo raggiunto la nostra destinazione desiderata, abbiamo la forza di costruire il nostro paese come merita.
Da greci intraprendenti abbiamo scritto con lotte e sacrifici la fine dei memorandum.
Da oggi, partiamo con una visione e una determinazione, per la nuova era del nostro paese.
Con cautela e responsabilità per non tornare alla Grecia dei deficit e del fallimento.
Ma anche con l’audacia per la rinascita della Grecia.
Per una patria di uguaglianza, di democrazia e di giustizia sociale.
Perché Itaca è solo l’inizio.

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