Vaccini e democrazia

1 agosto 2017
Roberto Loddo

Il termine post-verità indica quella condizione secondo cui, in una discussione relativa a una notizia, la verità viene considerata una questione di secondaria importanza. Nella post verità la notizia viene percepita come vera dal pubblico sulla base di emozioni, senza alcuna analisi effettiva sulla veridicità dei fatti reali.

Il dibattito di questi ultimi mesi sul decreto vaccini è la cartina tornasole della crisi tra fatti oggettivi e verità percepita. Una crisi profonda determinata da una società sempre più mediatizzata e caratterizzata da flussi ininterrotti di informazioni false sui rischi dei vaccini, vere e proprie fake news che impediscono ai cittadini la possibilità di creare una chiara visione dei fatti con argomenti razionali.

Nelle discussioni sui vaccini caratterizzate da post-verità, i fatti oggettivi sull’assenza del rischio, sulla sicurezza e l’efficacia dei trattamenti vaccinali chiaramente accertati, sono meno influenti nel formare l’opinione pubblica rispetto agli appelli alle emozioni e alle convinzioni personali. Il richiamo dell’OMS all’Italia per il pericoloso calo delle vaccinazioni è un fatto oggettivo messo purtroppo in discussione da una parte dell’opinione pubblica, vittima di campagne di disinformazione. Ma se i vaccini sono fra le scoperte scientifiche più importanti per il genere umano, perché continuano ad essere guardati con sospetto?

Un saggio utile a rispondere a questa domanda e indagare il cortocircuito della relazione tra vaccini e malainformazione è certamente Chi ha paura dei vaccini? (Edizioni Codice) di Andrea Grignolio, docente di Storia della Medicina all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, ricercatore nel campo della vaccinazione all’Universitè Francois Rabelais di Tour, giornalista scientifico e finalista al Premio Galileo 2017 per la divulgazione scientifica. Grignolio fa luce sulla sicurezza e sull’importanza delle vaccinazioni attraverso una narrazione storica discutendo le più recenti teorie cognitive per affrontare le resistenze dei genitori verso le vaccinazioni.

Il target dei genitori resistenti individuato dagli studi dell’autore spiega molto bene questo fenomeno: genitori che hanno un buon livello di istruzione, persone colte che stanno bene economicamente e che si informano molto sul web. L’enorme quantità di informazioni sui vaccini messa in relazione ai pochi strumenti di verificabilità che questi genitori hanno a loro disposizione ha generato un sovraccarico di informazioni che ha alimentato la confusione di quei genitori esitanti e che li ha portati a dubitare della bontà del trattamento dei vaccini. Nonostante abbia debellato le più grandi infezioni della storia dell’umanità e nonostante sia considerato tra le più grandi scoperte mediche fatte dall’uomo.

La chiave per comprendere l’origine dell’interesse dei cittadini per chi inventa storie è da ricercare in tre fattori: il primo è l’abbassamento del livello dell’etica dei media e dei social media, da Facebook ai siti di bufale, fino ad arrivare agli organi di informazione che utilizzano le opinioni più condivise come unico metro di misura per la scelta delle fonti. Il secondo fattore è la crisi della politica. Certa politica, dal Movimento Cinque Stelle, alla Lega Nord fino ad arrivare al variegato mondo del complottismo e del cospirazionismo, utilizza le sensazioni delle persone per costruire elementi di conquista del potere. Sintetizzare la rabbia, (qualsiasi genere di rabbia, compresa quella per i fenomeni migratori) diviene così un nuovo efficace strumento di costruzione del consenso.

Il terzo fattore è quello più pericoloso, ed è rappresentato dalla fine dell’intermediazione tra esperti e cittadini. L’accesso al web della quasi totalità della società italiana ha coinciso con una disintermediazione sempre più frequente tra l’autorevolezza del pensiero scientifico e l’opinione dei cittadini. La rottura dell’intermediazione ha prodotto un meccanismo perverso di comunicazione orizzontale, accessibile a tutte le famiglie in cui i fatti e le opinioni si equivalgono.

Un tempo l’autorità medica aveva un ruolo preciso ed erano poche le famiglie che disattendevano le indicazioni terapeutiche vaccinali. Oggi invece basta leggere il titolo di qualche pagina web antivax, i siti new age, il blog di Beppe Grillo o la pagina Facebook di Matteo Salvini per far entrare queste famiglie in conflitto con le prescrizioni mediche dei pediatri. Per questo motivo il rifiuto delle vaccinazioni è così diffuso e il rischio di epidemia in Italia si fa sentire in maniera particolarmente evidente.

Ed è per questo motivo che sono favorevole alla nuova legge sui vaccini. Un decreto legge che di fatto rende possibile l’iscrizione agli asili nido e alle scuole materne ai soli bambini vaccinati e impone sanzioni economiche per i genitori che decideranno di iscrivere i loro figli non vaccinati alla scuola dell’obbligo. Sono consapevole che una società a rischio zero non esiste, ma sono altrettanto consapevole che maggiore informazione e prevenzione sui vaccini è utile ma senza la responsabilità sociale dell’obbligo non servirà a fermare l’allarmante calo delle coperture vaccinali. Una comunità ha il dovere collettivo di proteggere i più deboli. E questa legge va nella direzione giusta.

Nell’immagine: Illustrazione sulla diffusione della vaccinazione antivaiolosa nel Regno delle Due Sicilie

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