Che fine hanno fatto le zone franche urbane?

16 gennaio 2016
cagliari-getty
Roberto Mirasola

Le elezioni amministrative di Cagliari sono ormai prossime ma ciò che a tutt’oggi emerge dalla campagna elettorale è sopratutto il gossip. La stampa sembra interessata al numero dei candidati sindaci dimostrando scarsa attenzione su quello che è il loro progetto di città.

Del resto alcuni candidati non sono esenti da colpe, promettono pagine di programma o numeri spropositati di liste, ma al momento non emerge niente. Nessuna visione di città. Eppure i dati che emergono, ad esempio sul fronte del lavoro sono preoccupanti e meriterebbero ben altro approfondimento.

E’ importante capire cosa si vuol fare per contrastare l’aumento della disoccupazione ma anche la fuga dei giovani verso altre mete, che consentono loro un miglior tenore di vita. Come più volte ribadito, l’amministrazione comunale non è un ufficio di collocamento ma può e deve consentire le condizioni di sviluppo che siano capaci di attrarre investimenti e di conseguenza creare occupazione.

E’ curioso constatare come nell’ultima campagna elettorale per le regionali si sia straparlato della Zona Franca Integrale, che va detto per inciso non è realizzabile, e niente si dice oggi sulla possibilità di istituire Zone Franche Urbane in città. Tale strumento favorirebbe la nascita di micro imprese che potrebbero operare nei primi cinque anni di attività in regime di esenzione dalle imposte sui redditi, Irap, Iuc e contributive. Se consideriamo che la pressione fiscale oggi si attesta al 43,2% possiamo ben dire che si tratta di una proposta interessante. Tutto questo è realizzabile? Certo che si.

E’ la stessa legge di stabilità 2016 a delimitare l’ambito territoriale delle ZFU, infatti si fa riferimento alla famosa delibera CIPE n.14/2009 dove si individuano i comuni ove è possibile realizzare ZFU in aree-infracomunali di dimensione minima prestabilita. Tale delibera cita, tra le altre città, anche Cagliari. A questo punto si dovrebbero individuare i quartieri dove istituire le sedette zone franche urbane. Noi riteniamo che il centro storico debba essere recuperato e riportato al suo splendore originario.

Quartieri come Castello e Villanova caratteristici, una volta, per la presenza delle loro botteghe artigianali devono ritornare ai loro fasti. Tutto questo va inquadrato in un ragionamento di ampia visione che vede la città impegnata a recuperare il suo rapporto con il mare. Non dimentichiamo tutte le possibilità relative all’economia del mare che consentirebbero di investire ad esempio sulla cantieristica da diporto dando al porto un ruolo centrale nella economia cittadina.

Perché non ci si adopera per un punto franco doganale che consentirebbe di poter lavorare merci ed esportare i relativi prodotti finiti senza restrizioni doganali? Tutto questo comporterebbe incremento di posti lavoro, che inevitabilmente si ripercuoterebbe positivamente anche sui quartieri prima menzionati. Le idee come si vede non mancano si tratta di metterle in campo.

1 Commento a “Che fine hanno fatto le zone franche urbane?”

  1. Mario Carboni scrive:

    È stato costituito il Comitato Castello zona franca urbana ed è pronto il progetto che prevede una zona franca urbana nel Centro storico di Cagliari iniziando da Castello.
    https://www.facebook.com/Castello-di-Cagliari-Zona-franca-urbana-speciale-911778418899469/?ref=bookmarks

Scrivi un commento


Ciascun commento potrà avere una lunghezza massima di 1500 battute.
Non sono ammessi commenti consecutivi.


caratteri disponibili


----------------------------------------------------------------------------------------
ALTRI ARTICOLI