Le rivolte popolari in Sardegna del maggio 1906 non si limitarono a Cagliari, ma anche nei vicini paesi del circondario. Nell’ambito delle rivolte sociali che nel maggio del 1906 che infiammarono tutta la Sardegna si collocano non solo gli scioperi e le dimostrazioni della città di Cagliari dal 13 al 15 maggio ma anche le rivolte popolari che quel giovedì 15 maggio si svolsero a Pirri, Monserrato, Selargius, Quartucciu e Quartu.
El sueño de la razón produce monstruos, acquaforte e acquatinta (1797) Francisco Goya
[Stefano Deliperi]
l sonno della ragione genera mostri. L’incisione del grande artista Francisco Goya (1797) spiega bene anche quanto sta accadendo in campo energetico in Italia e, con evidenza particolare, in Sardegna.
ISDE – L’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente organizza la conferenza “Attività militari e inquinamento ambientale e planetario. La pace come cura e prevenzione” che si svolgerò Sabato 23 Maggio in Via Parpaglia, 7 a Bosa nella Sala Teatro della Piccola Casa della Divina Provvidenza dell’Istituto Cottolengo dalle ore 9.30 alle ore 12.30.
In questo mese di maggio cade il 120° anniversario delle rivolte popolari che nel maggio del 1906 si estesero a macchia d’olio per tutta la Sardegna e passarono alla storia come la più ampia e drammatica protesta popolare che si sia svolta nella nostra Isola nell’età contemporanea.
Torna alla sua sesta edizione Giornate del Respiro, festival di arti performative contemporanee a cura di Giulia Muroni per Sardegna Teatro, a Cagliari da mercoledì 3 a sabato 14 giugno 2026, con un cartellone dedicatoalla scena performativa italiana e internazionale più creativa, innovativa e originale.
«Ho 69 anni, nel 2027 ne compio 70. Ma per la vita fatta potrebbero essere pure 80». Sergio Piano pronuncia queste parole con il sorriso sulle labbra, in un pomeriggio di inizio maggio in quel di viale Sant’Avendrace a Cagliari al Teatro degli Intrepidi Monelli di cui è direttore artistico e che ha fondato dopo un’esperienza trentennale al Teatro Alkestis.
La bellezza del mettersi in gioco, la capacità di unire, creando un legame solido e intenso all’insegna dell’amore per l’arte e per una cultura come quella dell’Hip Hop con una storia significativa di oltre mezzo secolo.
C’è un video che andrebbe mostrato in tutte le scuole e nei corsi di giornalismo. Perché quel video serve, più di mille parole, a spiegare come non si realizza un servizio giornalistico.
Il 15 e 16 maggio 2026, negli spazi del Fusolab di Roma, in via della Bella Villa, il fotografo e filmmaker sardo Roberto Pili sarà protagonista della sesta edizione dell’Hip Hop Cinefest con una mostra fotografica dedicata al movimento hip hop sardo e nazionale.
Davanti alla ferocia di chi della smania di potere ha fatto il proprio vile caposaldo si prospettano due direzioni da seguire: cedere e abituarsi tristemente alla violenza di chi non conosce altro linguaggio se non quello della violenza oppure lottare e farlo all’insegna delle parole, della loro forza evocativa, della loro capacità di scuotere realmente le coscienze facendo sì che di fronte alla barbarie si levino voci fuori dal coro risolute e coraggiose.
Ci sono storie che non fanno rumore. Non entrano nei libri, non passano per le scuole, non si fermano nelle parole ufficiali. Restano ai margini, come certe voci che si sentono solo se ti avvicini davvero.