Ma è possibile realizzare i nuovi ascensori per il Castello di Cagliari con minore impatto ambientale?

16 maggio 2017
Stefano Deliperi

Sul finire del secolo scorso, vennero pianificati a Cagliari alcuni interventi con l’intento dichiarato di migliorare la mobilità nel centro storico, in particolare i collegamenti del quartiere storico di Castello con la restante parte del centro storico di Cagliari, con l’intento di limitare il traffico veicolare privato.

Vennero programmati un parcheggio interrato nel Terrapieno (poi realizzato e spesso mezzo vuoto) e da alcuni ascensori posti presso la Chiesa di S. Chiara, il Bastione di il Bastione S. Remy e il Terrapieno. Ovviamente tutti interventi che ne prevedevano la fruizione a pagamento. Nel 1999 vennero realizzati quattro ascensori posti presso la Chiesa di S. Chiara, il Bastione S. Remy e il Terrapieno.

Il risultato anche in questo caso è stato al di sotto delle aspettative. Oltre a esser decisamente brutti, un vero corpo estraneo addossato alle mura d’impianto medievale di Castello, hanno una caratteristica costante negli anni: nonostante le assicurazioni dell’assessore di turno, funzionano decisamente male, per la gioia di residenti e turisti. I motori sono, infatti, ubicati sotto terra senza adeguata aereazione e si surriscaldano spesso e volentieri. Anche la manutenzione, condotta da Ditta specializzata, continua può fare ben poco in proposito.

Dovrebbero esser sostituiti, ma la proposta progettuale avanzata dal Comune di Cagliari appare decisamente nel solco della tradizionale bruttezza. “Tubi” di vetro alti 22 metri addossati alle mura storiche. La Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cagliari, in sede di conferenza di servizi (aprile 2017), ha dato parere negativoL’Assessore regionale dell’urbanistica Cristiano Erriu ha proposto, allora, un concorso di idee per superare le problematiche di impatto ambientale, ma è emersa una difficoltà di non poco conto.

Sarebbe già stata aggiudicata la gara per la sostituzione degli ascensori, in base al progetto approvato dal Comune di Cagliari, ma privo delle autorizzazioni ambientali e storico-culturali di cui la Soprintendenza è titolare. Un bel pasticcio amministrativo, perché prima si acquisiscono le autorizzazioni necessarie, quantomeno sulla progettazione di massima, e poi si fanno le gare d’appalto. E sarebbe il caso di progettare impianti finalmente ben inseriti in un contesto di grande rilievo storico-culturale nonchè, soprattutto, funzionanti. I collaudi servono a questo, se non si fosse compreso.

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