Segnali d’allarme  

23 maggio 2018
[Ottavio Olita]

I democratici che antepongono il rispetto delle regole condivise, fissate dalla Costituzione, alla propria appartenenza partitica comunque legittima, dovrebbero allarmarsi e far sentire la propria voce autonoma in questo convulso e lungo periodo postelettorale caratterizzato da segnali inquietanti.Il primo e più grave è dato dalla volontà di condizionamento che la finanza internazionale cerca di esercitare sul futuro politico italiano. E non sono tanto le dichiarazioni di commissari europei o di ministri di altri Stati dell’UE, quanto l’azione delle banche e delle borse.

Se lo spread balza a 190 punti quando ancora l’ipotetico nuovo governo Cinquestelle-Lega non può aver deciso alcun provvedimento perché non ancora insediato (ed essendo finora solo ipotizzato), quale valore ‘economico’ si può attribuire a questo dato? Se si ragionasse correttamente si dovrebbe dire che il balzo dello spread e il calo delle borse sono il risultato delle politiche del governo ancora insediato e che si occupa degli ‘affari correnti’. E’ facile, dunque, dedurre che quelle cifre e quei valori sono dettati da scelte politiche che di ‘economico’ non hanno proprio nulla.

Io sono lontanissimo dalla Lega e osservo criticamente l’azione dei Cinque Stelle, ma la mia coscienza democratica mi impone di rispettare la volontà popolare. Se sono onesto con me stesso e con chi la pensa come me, dovrei impegnarmi in un’analisi approfondita della pesante sconfitta subita dalla sinistra nel suo complesso, anche per evitare, in un prossimo futuro, un’ulteriore pesante batosta.

Invece stiamo assistendo al fastidioso teatrino degli attacchi preventivi, dei pronunciamenti su quello che fanno gli altri, quando non si vanno a fare le pulci alla condizione professionale e umana dei soggetti politici indicati dagli altri, dopo aver rimosso qualunque tentativo di critica interna.

Mi riferisco, in particolare, al modo in cui è stato trattato il professor Conte, indicato dai Pentastellati e dai Leghisti alla carica di Presidente del Consiglio. Prima è stato attaccato il suo curriculum, poi la sua azione di difensore de quei genitori che, per curare la loro figlia, fecero ricorso al ‘metodo stamina’.

Sul curriculum sarebbe stato meglio non avventurarsi su un terreno minato, dati i precedenti rappresentati, ad esempio da Matteo Renzi (grandi percorsi di studio e professionali!) o dalla Ministra dell’Istruzione Fedeli (quale laurea?).

Sull’attività svolta dal professor Conte quale difensore non sarebbe difficile confrontare quell’esercizio di un diritto costituzionale con altri che hanno visto impegnati avvocati poi diventati parlamentari o ministri, in casi ben più gravi per il danno alla collettività: processi per corruzione, concussione, compravendite illegali, induzione e sfruttamento della prostituzione, e tanto altro.

Una forte coscienza democratica dovrebbe ribellarsi a tutto questo e dovrebbe pretendere un ritorno alla politica fatta per il bene collettivo, non per ostacolare gli avversari che hanno vinto proprio per colpa delle politiche sbagliate soprattutto in merito al lavoro, all’Europa, alla tutela dei diritti.

E se si tollerano, senza protestare, tante illecite ingerenze, sarà difficile in futuro protestare quando questa stessa azione di sbarramento verrà esercitata contro un altro governo democratico, possibilmente di sinistra, visto con diffidenza dai poteri forti, dalle banche, dal mondo finanziario che non solo è diventato padrone delle nostre scelte politiche, ma ormai vuole anche affermarlo pubblicamente perché non ha più interesse a tenerlo nascosto.

2 Commenti a “Segnali d’allarme  ”

  1. Mario Sciolla scrive:

    Ottavio, mi leggi nel pensiero? Concordo dal primo all’ultimo carattere del tuo articolo

  2. pier nicola simeone scrive:

    Nell’Italia patria dei disoccupati ci sono molti “pelonelluovisti” alla perenne ricerca di come ingannare il tempo. Molti di loro danno ispirazione a chi scrive sui giornali.
    Al di là dei boatos e dei rumors che in tempi di incertezze, oltre alle pure speculazioni, governano le borse soprattutto europee, io credo che siano state le chiacchiere “da cortile o da lavatoio pubblico” di Salvini , Di Maio, Renzi ed altri comprimari usi parlare un “linguaggio da cannoniere”.

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