La lucertola di carta di Anna Steri

11 agosto 2018
[Alessia Etzi]

“La lucertola di carta” è un romanzo intenso e di valore, per lo stile e per la trama, emotivamente coinvolgente ed originale. Un romanzo in cui si parla d’amore, sentimento e stato di grazia verso cui tendono tutti i personaggi che prendono vita dalla penna della scrittrice.

Ambientato lungo un’estate degli anni ottanta in un luogo qualunque della provincia italiana ne sono protagoniste tre donne, che fanno la loro comparsa, insieme, sin dalle prime due pagine: Antonia, Maria e Agnese, figlia, madre e nonna. Tre generazioni di donne “ognuna con disabilità differente”, come le descrive l’autrice, personaggi cardine del romanzo che si sviluppa secondo un asse principale, articolandosi in più racconti a diversi livelli, anche con la tecnica del flashback, che si inserisce, quando, all’improvviso, il fatto presente permette il ritorno nella memoria di avvenimenti del passato che ci spiegano gli antefatti rendendo più chiaro il quadro narrativo.

Tre solitudini, tre storie personali che inevitabilmente si intrecciano nei rapporti familiari – visti i legami di sangue-  e in relazioni, che sono dure, che non lasciano scampo alla fantasia del lettore che nulla po’ immaginare di più  rispetto a quanto narrato, perché Anna, la scrittrice, secondo uno stile suo proprio, non nasconde i fatti né adotta la tecnica dell’allusione, ma narra con una genuinità che ci incanta e ci tiene legati al racconto, sino all’ultima parola.

Tanti i temi in questo vorticoso romanzo: la questione femminile, la diversità, la vecchiaia, la malattia, la cattiveria, che non è figlia del caso, ma frutto di esistenze cui nessuno ha dato valore, la vergogna sociale, i bambini, la miseria umana, l’amore – che attraversa come un file rouge tutto il romanzo e che fa da catalizzatore di tutti i personaggi, principiali e secondari, in cerca di affettività negata-  il dolore, l’amore, una solidarietà basica e la compassione. Argomenti che emergono secondo logiche che hanno a che fare con la sopravvivenza e la necessità di stare al mondo, in un mondo difficile. Necessità che diventano scelte forzate a cui nessuno dei protagonisti o antagonisti sembra poter sfuggire.

La storia lascia poco spazio alla speranza e al desiderio di miglioramento, personale o collettivo-familiare, spazzati via, l’una e l’altro, dal contatto freddo con una realtà fatta di miseria e di crudezza, da un insieme di situazioni difficili in un contesto sociale, economico, culturale ed umano duro da vivere, non facile da raccontare, doloroso da immaginare. L’autrice ce lo presenta così com’è, con sublime maestria.

Il libro scorre veloce nel giro di circa 200 pagine, con un linguaggio verace che lascia al lettore, come travolto da  un treno che  viaggia a velocità sostenuta, il modo e lo spazio mentale per riannodare i fili della matassa e pensare che, in un concentrato così intenso di umanità, vi sono spunti di riflessione su temi universali che impongono un esimersi da giudizi su fatti e persone, carichi come si è alla fine del romanzo di compassione per i personaggi e per le loro vicende umane, che sentiamo così profondamente e tristemente ingiuste, ma al contempo così vicine a noi.

Anna Steri ha scritto un romanzo di grande valore. La scrittrice si distingue da altri scrittori sardi per l’originalità di stile e di contenuti, che si distaccano dal consueto humus sardo per alimentarsi di prospettive e temi universali, che sono la testimonianza della grande ricchezza e varietà, oltre che dell’insita originalità, dell’attuale panorama letterario e culturale presente in Sardegna.

Concludo col dire che, eccellente musicista e ottima scrittrice, di prosa e di poesia, Anna Steri per l’alta qualità del suo lavoro, si merita i riconoscimenti che, come è stato detto durante la serata di presentazione il 9 agosto a Villacidro, se vogliamo, stanno arrivando anche con un certo ritardo.

Musicista e scrittrice, Anna  Steri nasce a Villacidro nel 1967. Si diploma in Organo e Composizione organistica al Conservatorio di Sassari e in Clavicembalo al Conservatorio di Cagliari. Ha lavorato come organista e direttrice di coro in alcune parrocchie. Insegna privatamente pianoforte e propedeutica musicale. Anna Steri ha già al suo attivo diverse pubblicazioni di opere, in prosa e poesia: nel 2004 pubblica  il romanzo  breve L’ultima estate (ed. Il grappolo ); nel 2007 il romanzo breve “ L’incontro ( ed. Creativa); nel 2011 il romanzo Terra mare (ed. Creativa);nel 2013 il romanzo breve Dulcis Jesu ( ed. Creativa) e nel 2015l la raccolta di poesie e di autoscatti in bianco e nero “Versi e autoscatti” (ed. Riccardo Condò).

Il 2017 è l’anno della svolta: con Cuec pubblica “Nevralgie affettive”, una raccolta di poesie, opera risultata, in quello stesso anno, vincitrice del Premio Nazionale di poesia Alda Merini. L’importante riconoscimento ha permesso all’autrice di essere ospite al Salone del libro di Torino. Ed è notizia di qualche giorno fa che “Nevralgie Affettive” entra tra le opere finaliste del Premio Internazionale Salvatore Quasimodo. Nel luglio del 2018 esce per Cuec- prospettive narrativa il romanzo “ La lucertola di carta”.

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