Notti padane. Vizi privati, pubbliche virtù…

1 maggio 2011

Valeria Piasentà

«vuol dir che sempre io comando e servi tu» cantava Paolo Pietrangeli a metà degli anni ’70. E oggi, dopo la sparata del cattolicissimo Giovanardi (Pdl) sui manifesti dell’Ikea che ritraggono una coppia di uomini mano nella mano sotto la scritta «Siamo aperti a tutte le famiglie», il sindaco leghista di Treviso dichiara a Radio24: «Il problema non è quello dei manifesti dell’Ikea, non è fine a se stesso: il problema è quando c’è l’esasperazione e ci si mette nelle piazze e nei giardinetti: si tratta di decoro pubblico. Io multerei due uomini che si baciano in un parco della mia città. Certe cose si facciano in situazione private»
Ed eccoci al punto, il decoro pubblico: in privato si può far quel che si vuole così anche Berlusconi, il «modesto imitatore di Mussolini» come lo definisce l’europarlamentare leghista Borghezio, paga quindi può. Infatti, avete sentito il severo Giovanardi esporsi con un commento qualsiasi in relazione ai noti casi di corruzione di minorenne, induzione alla prostituzione, ecc? anzi, nelle settimane di maggiore criticità per la pubblicazione di telefonate hot, il catone Giovanardi sembrava addirittura sparito dal dibattito pubblico.
Così per il controllo della prostituzione Umberto Bossi introduce il pacchetto di leggi leghiste, ne ‘La difesa della famiglia tradizionale’ del 2002: «La Lega da tempo ha scelto di battersi non soltanto per il federalismo e per le riforme istituzionali, ma anche per difendere la famiglia tradizionale, nucleo della nostra società … ingaggiammo una durissima battaglia contro la fecondazione eterologa assistita. Avevamo contro tutta la sinistra e anche quelli che si dicono cristiani, ma in realtà sono soltanto democristiani, gente che con il Cristianesimo non c’entra nulla e che fa soltanto i propri interessi. La Lega si oppose con forza e vinse. La “svolta” leghista a favore della famiglia tradizionale cominciò proprio allora… Sta finendo quel mondo marcio che ha attaccato la famiglia, adesso ci lanciamo contro la prostituzione sulle strade, vista come alternativa alla moglie fuori dall’uscio di casa, e contro la prostituzione smaterializzata rappresentata dalla pornografia. La quale pornografia, quando è portata agli estremi, si trasforma in pedofilia e in omosessualità manifesta ed estesa. Combatteremo a fondo quelle combriccole, di sinistra ma non solo, che parlano di diritti dell’uomo, di libertà di espressione, soltanto per mascherare i loro sporchi interessi».

Negli articoli della proposta di legge leghista si assimilano – in un medesimo contesto argomentativo – pedofilia, pornografia, prostituzione, procreazione assistita, clandestinità e omosessualità.
Recentemente ha fatto notizia il caso di una diciannovenne pakistana residente a Brescia, ‘sposa venduta’ dalla famiglia in difficoltà economiche dopo la morte del padre in un incidente sul lavoro, ma gli stessi politici e gli stessi organi di stampa non hanno avuto moti di pari indignazione nel caso di minorenni italiane vendute dalle famiglie per appagare transitoriamente gli appetiti sessuali di qualche vecchio riccone, con le madri nel ruolo di mezzane a incassare assegni: dov’è la differenza?
Assistiamo giornalmente allo spettacolo di indecenti fortune lavorative e soprattutto politiche di giovani passate prima attraverso l’apprendistato intorno ai pali della lap dance del bunga bunga piuttosto che nei lettoni del potere, mentre vediamo le nostre migliori studentesse, quelle con un curriculum veramente sudato, lavorare poi da precarie sottopagate in Patria o essere costrette all’esilio per guadagnarsi una occupazione dignitosa.
Per far carriera nell’Italia governata dal Partito dell’Odio e dal Partito dell’Amore Mercenario, un prerequisito indispensabile consta nella costruzione di una immagine ‘erotica’. Infatti, il corpo delle donne non è mai stato insultato come in questi ultimi anni. Fateci caso, confrontate le fotografie che passano giornalmente in televisione, non solo quella commerciale, e sulle copertine delle riviste patinate, specie quelle di gossip.
I ritratti delle donne sono devastati dalla chirurgia plastica che ricostruisce in serie zigomi, labbra, seni e glutei, restituendo corpi assimilabili a un unico modello: quello della bambola gonfiabile che si acquista nei sexy shop.
Le prime bambole gonfiabili rincorrevano la somiglianza con la donna reale ma ora, come tutti i fenomeni  conclamati, si assiste al movimento simmetrico  di ritorno e sono le donne che devono somigliare alle bambole riproducendo i segni fisici di un deviato immaginario erotico: occhioni sgranati, zigomi alti con pomello rosso, attributi sessuali tondi e grossi, labbra vermiglie gonfie e perennemente aperte come quelle della schiava sessuale in Histoire d’O.
Donne tutte uguali come le ragazze dell’Olgettina che avevano a loro disposizione un chirurgo plastico, forse lo stesso che ha rifatto i connotati alla consigliera regionale lombarda Minetti, o alla ventenne Noemi Letizia, che ora di una ventenne non ha proprio più nulla.
Ma se per un ministro alle Pari opportunità è considerato normale essersi fatta prima immortalare discinta sui calendari, essere incappata poi in una intercettazione mentre disquisisce con un altro ministro intorno alle preferenze sessuali del ‘sultano’ consigliando come soddisfarlo – intercettazione che in Italia non ha avuto pubblicazione ma noi l’abbiamo letta sui quotidiani stranieri – e infine è stata citata nelle deposizioni (ancora da verificare, ma agli atti) di una prostituta minorenne marocchina come soggetto dedito a danze erotiche intorno a un palo di lap dance, mentre a certe ‘signore’ tutto è concesso alle comuni donne di Pavia non è consentito esporre il seno al sole, sulle rive del Ticino.
Una recentissima ordinanza di Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia per il centrodestra, fra un lungo elenco di proibizioni (riassunte in 45 pagine!), alcune decisamente curiose come la proibizione di camminare a piedi nudi o ammaestrare animali nelle piazze,  stabilisce il divieto del topless e quello di dar da mangiare ai gatti randagi. E questo malgrado la Corte costituzionale abbia recentemente decretato l’illiceità delle norme sui poteri dei sindaci, contenute nel Decreto sicurezza.
Allora oggi vogliamo augurare un buon 1° Maggio a tutte le donne ‘normali’. Soprattutto alle gattare di Pavia.

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