Antifascismo. Partire da Macerata

16 Febbraio 2018
[Graziano Pintori]

Macerata, è il capolinea dell’odio razzista costruito dai fasci leghisti nel tempo, che nella campagna elettorale sembra trovare concretezza. Che cosa rimane oltre questa fermata? Il buio, l’eclisse della storia, della memoria, della ragione, ossia l’eliminazione fisica di chi è di troppo e di colore diverso, di cultura tribale, ignota, perciò pericolosa? Sono del parere che alle azioni tangibilmente fasciste e violente si debba rispondere sempre con la mobilitazione degli avamposti della democrazia; l’antifascismo in ogni occasione deve dimostrare e far capire che per il fascismo non c’è più storia, soprattutto in un paese in cui vige una Costituzione nata dalla Resistenza.

Quando mai, in altri tempi, dopo fatti simili a quelli di Macerata, si sarebbe preclusa una manifestazione nazionale antifascista? Quando le piazze e i binari erano seminati da bombe fasciste, ci si mobilitava contro i facinorosi senza se e senza ma, non c’erano congiunzioni o altri intercalari che potessero fermare la volontà degli avamposti dell’antifascismo. Ciò che m’inquieta non è il sindaco di Macerata, che interpreta le preoccupazioni di una comunità provata dai fatti cruenti, che tutti conosciamo, ma sono le decisioni del ministro degli interni Minniti.

Il quale non è uomo di primo pelo essendo stato, dai tempi di D’Alema capo del governo, sottoministro dell’interno, il che gli ha consentito di maturare una notevole esperienza nel campo della sicurezza e dotarsi della capacità di valutare, in tempo reale, gli umori e le intenzioni delle piazze. Sicchè mi viene difficile capire il mancato consenso del ministro alla dimostrazione di piazza contro il razzismo e il fascismo a Macerata, pur essendo stata promossa da partiti e associazioni istituzionalizzati e ben radicati nel tessuto socio politico italiano, privi di qualsiasi natura eversiva.

Motivo per cui continuo a chiedermi:” Quali sono le valutazioni che hanno spinto il responsabile della sicurezza a vietare la manifestazione? Ha voluto porre sullo stesso piano fascismo e antifascismo? Dittatura e democrazia? Violenza e diritto al ripudio della stessa? L’intervento del ministro Minniti, siccome continua ad inquietarmi, mi chiedo:” Non è che il ministro voglia ammansire l’animale dell’impegno sociale che sta in noi, e, allo stesso tempo, svuotare la società della pregnanza politica che la caratterizza? Cioè un modo per destituire il popolo da soggetto della democrazia a oggetto?” E così rinchiuderci nelle nostre case a goderci il festival di San Remo e l’Isola dei Famosi in santa pace? E lasciare che i braccialetti Amazon si stringano nei nostri polsi, senza forzature, mentre il Grande Fratello scandisce le nostre giornate?

Mi rendo conto che sto dicendo un paradosso, però, perdonatemi, non posso farne a meno: l’inquietudine è tanta! Una condizione che trova giustificazione anche dalla visita che ho fatto, invito tutti voi ad imitarmi nel percorso web, in quella che è definita la Galassia Nera. Si tratta di un lavoro faticoso, quanto interessante e intelligente svolto da Giovanni Baldini per conto del periodico dell’ANPI Patria Indipendente. E’ un percorso che ti addentra nella preoccupante realtà neofascista italiana, da cui ha avuto origine l’appello dell’ANPI Nazionale, Arci, Libera, Art. 21 ecc. “Mai Più Fascismi!”. In aggiunta a tutto questo si può consultare “Neofascismo sul web in Sardegna”, un interessante lavoro svolto da Marco Sini, coordinatore regionale dell’Anpi Sardegna.
La stampa estera, sotto certi aspetti più di quella italiana, manifesta una certa preoccupazione sull’ascesa dei movimenti fascisti in Italia, cita 142 attacchi di natura neofascista dal 2014 a oggi, culminato con l’attacco razzista di Macerata.

Ricorda i numeri di Forza Nuova che alla sua fondazione, nel 2001, contava non più di 1500 membri, in diciassette anni gli iscritti sono passati a tredici mila, con 241 mila interazioni, venti mila in più del PD. Le parole “clandestino” e “criminale”, nella galassia nera e non solo, sono sinonimi di migrante o di chi cerca asilo. Inoltre, sempre la stampa estera, mette in risalto che Casa Pound e Forza Nuova non fanno nulla per mascherare le loro inclinazioni fasciste: svastiche, saluti romani, simbologie nazifasciste sono esposte e sventolate come se nulla le ponesse in contrasto con la Costituzione, che “vieta la ricostruzione, in qualsiasi forma del disciolto partito fascista”. Inoltre sono sottolineate anche le

sollecitazioni della Presidente dell’Anpi Carla Nespolo, cadute nel vuoto, per bloccare la partecipazione di partiti di chiara ispirazione fascista alle prossime elezioni del quattro marzo. Parole non cadute nel vuoto, ma nell’inquietante silenzio delle istituzioni.
Manifestare contro il fascismo significa ribadire un valore della Costituzione, manifestare contro il giustiziere fascista e razzista con il Mein Kampf di Hitler e con i tatuaggi nazisti sulla pelle, era più che un diritto un dovere di tutti gli antifascisti, ANPI in primis. L’antifascismo è un valore della Costituzione non negoziabile, il fascismo è e resta un reato. Un valore di vita e libertà, davanti a un elemento di soffocamento e di morte, non può essere messo sullo stesso piano.

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