Come ti degrado pascoli e acqua

7 Gennaio 2019

Festa campetre di S’Anzelu – Foto di Pietro Murgia

[Stefano Deliperi]

L’area di S. Angelo, fra i Comuni di Olzai e Sarule (NU), è un tipico paesaggio agrario sardo. La Chiesetta campestre S’Anzelu, dedicata all’Arcangelo Gabriele, dal XIII secolo accompagna la vita del pascolo arborato dove chi fa la dura vita della campagna conduce l’allevamento di bestiame allo stato semi-brado e lo ha recentemente arricchito con ampi frutteti.

Varie formazioni di bosco mediterraneo, disegnano un equilibrio ambientale che meriterebbe miglior sorte. E sì.   Proprio qui la Maffei Sarda Silicati s.p.a. (società controllata dalla Minerali Industriali s.r.l. di Novara) vuol realizzare un progetto di coltivazione mineraria di feldspati, attualmente oggetto di un procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.). Una miniera a cielo aperto che “mangerebbe” nell’arco di dodici anni il territorio interessato.

I lavori di estrazione del feldspato andrebbero a effettuarsi entro i 560 ettari di concessione mineraria (14,5 ettari sarebbe l’area scavata) richiesta dalla Maffei Sarda Silicati s.p.a.: “La coltivazione verrà condotta con gradoni aventi 7 m d’altezza. Il progetto prevede uno scavo totale pari a 1.353.000 mc, di cui 403.000 mc di minerale ed i restanti 950.000 mc di sterile. Contestualmente verranno effettuati dei sondaggi in aree limitrofe per verificare l’effettiva estensione della mineralizzazione”, dove in futuro espandere l’estrazione.

La presenza dell’attività estrattiva con l’inevitabile sollevamento di polveri non potrebbe che nuocere pesantemente alla qualità delle acque e dei pascoli, con effetti devastanti sulle imprese agricole della zona, che stanno conducendo anche interventi di qualità sostenuti da fondi comunitari.

Altro che sviluppo nelle zone interne. Forte contrarietà è stata espressa dalle collettività locali interessate, sia dai Comuni che dalle persone comuni. L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus è intervenuta (4 gennaio 2019) a loro sostegno con uno specifico atto di “osservazioni” nel procedimento di V.I.A. in corso, chiedendo al Servizio valutazioni ambientali (S.V.A.) della Regione autonoma della Sardegna la pronuncia di non compatibilità ambientale del progetto di coltivazione mineraria per i forti impatti sull’ambiente e sulle attività agricole.

Sarebbe il minimo se si vuol tutelare il contesto ambientale ed economico-sociale locale nel concreto e non solo con vuote parole.

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