E tu slegalo subito. Parte la campagna per abolire la contenzione

16 Gennaio 2016
Campagna-E-tu-slegalo-subitoFranco Corleone

Il Forum Salute Mentale ha promosso un Appello per denunciare la pratica, assai diffusa nei Servizi psichiatrici ospedalieri di diagnosi e cura, della contenzione meccanica per cui un malato viene legato, mani e piedi, alle sponde del letto.

In alcuni casi questa forma di tortura è durata giorni e si è conclusa tragicamente con la morte del paziente. Il caso di Francesco Mastrogiovanni è testimoniato ora dal film documentario “87 ore”. Il Comitato Nazionale di Bioetica nell’aprile 2015 ha approvato un documento su questo problema che affronta le questioni costituzionali, di diritto e sanitarie che si intitola “La contenzione: problemi bioetici”. E’ un testo fondamentale  che denuncia senza equivoci una realtà che offende la dignità delle persone.

Si legge nel documento del CNB: “La contenzione… è da considerarsi un residuo della cultura manicomiale. Ciononostante, la pratica di legare i pazienti e le pazienti contro la loro volontà risulta essere tuttora applicata, in forma non eccezionale, senza che via sia un’attenzione adeguata alla gravità del problema, né da parte dell’opinione pubblica né delle istituzioni”.

La campagna ha evidentemente lo scopo di gettare la luce su una zona d’ombra di violenza e prevaricazione richiamando tutti, e in primo luogo gli operatori, medici e infermieri, alle proprie responsabilità. Occorre rompere il velo dell’ipocrisia e delle giustificazioni ipocrite. Che cosa fare di fronte a un paziente legato? A questo interrogativo Franco Basaglia rispondeva senza incertezze: e tu slegalo subito. Queste quattro parole costituiscono un programma. Qui e ora, in nome dell’umanità.

da Fuoriluogo

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