Francesco Cocco, un punto di riferimento

9 Maggio 2019
[Roberto Mirasola]

Pubblichiamo l’intervento che non ha potuto fare Roberto Mirasola nel corso della commemorazione in ricordo di Francesco Cocco.

Ho conosciuto Francesco negli ultimi anni della sua vita ed ho da subito apprezzato la grande generosità d’animo, la disponibilità incondizionata nel mettere a disposizione la sua grande conoscenza ed esperienza politica. Soffriva nel vedere la sinistra relegata ai margini e si faceva dunque carico di spronare ed esortare chi come me ha ricoperto ruoli nei mille partitini nati dalla diaspora del PCI. Ripeteva spesso che avrebbe dedicato il suo tempo per una ricostruzione politica che doveva avere delle solide basi. Non è un caso che fu lui ad esortarmi nelle iniziative pubbliche fatte per denunciare lo scandalo dei vitalizi, diventati come lui stesso diceva, dei privilegi che mal si coniugavano con l’attività politica che doveva essere invece un disinteressato servizio. “Caro Roberto, credo sia una battaglia di democrazia da combattere”. Tutti noi abbiamo visto l’utilizzo che Francesco ha fatto del suo vitalizio.

Dire che è stato un esempio di rettitudine morale è dir poco. Francesco ha solcato questa terra come un gigante ed è quanto mai difficile raccoglierne l’eredità. In tempi come questi dove si fa a gara a ricoprire incarichi pubblici, pur mancandone il più delle volte le competenze, lui si distingueva. Era ben lontano dalla brama di potere che guida molti dei nostri politici. Diceva con rammarico che già ai suoi tempi il partito iniziava a non essere così attento come avrebbe dovuto nello scegliere la nuova classe dirigente e da questo iniziò il declino.

Lui era di un’altra pasta e credo ne abbia pagato anche un prezzo. La sua rettitudine morale da tutti riconosciuta, probabilmente iniziava a diventare scomoda. I suoi forti principi morali gli consentivano però di continuare per la sua strada. Ricordo che mi raccontò che quando il partito lo designò Assessore, lui ne ebbe timore e quando terminò il suo compito festeggiò con una birretta . Eppure ebbe un ruolo importante in una giunta ancora oggi ricordata come esempio.

Da vecchio comunista si schierò senza esitazione a difesa della Costituzione e avendo ben capito le intenzioni di Renzi diede il suo contributo nelle file del NO al referendum Costituzionale. Era fermo e deciso e non si faceva certo prendere in castagne da certe spicciole argomentazioni, diceva: “ Rivolgete la vostra attenzione ad alcuni sostenitori del SI, non vi sarà difficile individuare dei veri cacciatori di vantaggi e prebende di vario tipo. Questo è l’humus sul quale nascono le basilari condizioni di tutti i regimi autoritari. Quando si instaura un clima che tende a mischiare il ricatto con vantaggi clientelari si ha il corrompimento delle coscienze che genera regimi dai quali poi per liberarsi occorrono tempi biblici e grandi sacrifici”.

Questo era Francesco. Per me è venuto a mancare un punto di riferimento importante, e credo che lui vivesse le nostre chiacchierate come una sorta di dovere nei confronti delle nuove generazioni. Una volta scomparsi i partiti era compito di persone come lui coltivare la formazione politica. Non tutti sono disposti a fare questo, non tutti si mettono a disposizione. Lui seguiva attentamente la politica, ma aveva deciso di rimanere dietro le quinte ed aiutare chi stava invece in campo, questo era il ruolo che aveva deciso di ritagliarsi. Una ulteriore lezione di umiltà per tutti noi, se pensiamo che Francesco era una uomo di grande cultura che ha giganteggiato di fronte ai tanti che suppongono invece di sapere. Ed é per questo che non smetterò mai di ringraziarlo.

Il suo sapere garbato fu da stimolo per la mia conoscenza della storia della Sardegna, dove lui era un Maestro. Non è un caso che da poco un ex assessore della giunta Soru, ricorda che nel dibattito consiliare del 1993 che istituì Sa Die de Sa Sardigna fu l’unico a cogliere gli elementi contraddittori della Sarda Rivoluzione che invece sfuggivano ai tanti relatori impegnati in interventi meramente patriottici. Elementi contraddittori che se adeguatamente analizzati aiuterebbero a meglio comprendere il presente.

Con Francesco è andato via un pezzo della nostra memoria storica e purtroppo non vedo all’orizzonte persone che ne possano cogliere il testimone.

Ciao Francesco.

1 Commento a “Francesco Cocco, un punto di riferimento”

  1. Anna Maria Pisano scrive:

    Il testo che Roberto Mirasola avrebbe dovuto leggere alla commemorazione di Francesco mi è piaciuto molto. Immaginavo che avrebbe detto cose interessanti e forse poco gradite ad alcuni. Credo che per questo non gli sia stato consentito di leggerlo. Mi è dispiaciuto ma del resto il far politica di persone da me molto amate mi ha dato già in passato grossi dispiaceri. Questo si aggiunge agli altri ed ancora una volta mi rattrista: ma purtroppo così va il mondo.

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