A Cagliari un esito elettorale negativo

23 Giugno 2019
[Marco Ligas]

Ho sbagliato la previsione sull’esito del voto a Cagliari. Pensavo che vincesse Francesca Ghirra ma non è andata così. Senza dubbio la mia ipotesi è stata condizionata da un pizzico di ottimismo irrazionale: in realtà derivava da un giudizio preoccupato per quel che succede nel nostro paese dove la democrazia e il rispetto dei diritti dei cittadini perdono progressivamente importanza.

Ha vinto invece il candidato neofascista e questo è il risultato più importante e più negativo, di cui bisogna prendere atto. Seppure da un controllo delle schede dovesse emergere un esito diverso non cambierebbe di certo il significato preoccupante del risultato elettorale: la coalizione del centrodestra ha come rappresentante più forte un partito neofascista.

Cagliari ha avuto negli anni passati amministrazioni di centro o di centrodestra spesso legate a consorterie e a gruppi di potere. Si è parlato ripetutamente, lo abbiamo fatto in tanti, del ruolo delle tre Emme (massoneria, medicina e mattoni) e di come queste corporazioni abbiano condizionato la crescita della città e la partecipazione dei suoi cittadini alla vita pubblica.

Anche successivamente, in seguito al ridimensionamento di qualcuna di queste corporazioni, dai nuovi amministratori non è stato valutato adeguatamente il bisogno di dare ordine agli spazi territoriali attraverso una pianificazione capace di promuovere sia le reti di collegamento sia le infrastrutture funzionali alle esigenze degli abitanti dei vari quartieri. Gli stessi obiettivi relativi alla tutela dell’ambiente non hanno avuto le attenzioni necessarie; analogo discorso va fatto per le politiche dell’accoglienza dove si sta consolidando la subordinazione alle scelte conservatrici e reazionarie degli ultimi governi.

In tutti questi anni comunque non c’è stato spazio per un’avanzata e una crescita delle forze neofasciste, sempre contenute in un’area politica minoritaria. Oggi però, ecco il mutamento che non bisogna sottovalutare, il quadro politico e sociale sta assumendo una dimensione diversa e non è casuale che la stessa segretaria nazionale di “Fratelli d’Italia” si esalti ed esprima il suo compiacimento per l’elezione di Paolo Truzzu a sindaco di Cagliari. Va sottolineato come questo esito elettorale non sia accidentalmente contemporaneo alla nascita di alcuni gruppi che si richiamano a Casa Pound. Anzi è un segnale pericoloso che denota la volontà dei neofascisti di allargare la loro presenza nella nostra città, e non solo.

Tutto ciò avviene quando la percentuale dei votanti continua a ridursi e questa tendenza venga considerata da tutti (irresponsabilmente) un fenomeno naturale, tipico delle società democratiche dell’occidente e perciò positivo! Purtroppo questo allontanamento dei cittadini dalle urne sta promuovendo una crescita sproporzionata di una forza politica come la Lega che non si pone certo l’obiettivo del superamento delle disuguaglianze tra il nord e il sud del nostro paese, né tanto meno quello della promozione di una politica dell’accoglienza così come indicato nella nostra Costituzione e nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

Queste tendenze pongono scelte assai importanti e impegnative a chi intende contenere i processi involutivi in atto. Ci proponiamo di discutere di questi temi nei prossimi numeri del manifesto sardo e chiediamo anche ai nostri lettori di partecipare al dibattito.

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