La Casa dell’Anziano di Villacidro non deve chiudere

1 Febbraio 2019
[red]

Sabato 9 febbraio alle ore 17,00, con concentramento in Piazza Frontera a Villacidro si svolgerà una fiaccolata per difendere la Casa dell’Anziano.

Si partirà da Piazza Frontera passando da via Roma, piazza Zampillo, via Parrocchia, via Stazione, via Nazionale e via Repubblica, per concludersi di fronte alla Casa dell’Anziano. Il Consiglio comunale, appena due settimane fa, il 21 gennaio 2019, ha votato all’unanimità una delibera che impegna la Giunta a mantenere il servizio della casa dell’anziano, tutelando i suoi 24 ospiti, le famiglie e i 18 posti di lavoro.

A distanza di qualche giorno, nessun impegno è stato mantenuto dalla Giunta Cabriolu: gli ospiti sono stati frettolosamente collocati in buona parte nella RSA di Vallermosa, una struttura privata di proprietà della famiglia Randazzo, altri sono dovuti rientrare a casa, mentre il resto si trova ancora nella struttura di Villacidro senza sapere che fine faranno: sono anziani traumatizzati, intimoriti e agitati per il loro destino.

I 18 posti di lavoro che dovevano essere salvati andranno persi, perché, nonostante le tante promesse, sono state concesse ancora poche settimane di lavoro e nessun operatore sarà ricollocato, neppure provvisoriamente, nella struttura di Vallermosa, contrariamente a quanto invece aveva assicurato l’assessora Daniela Deidda durante il Consiglio comunale di dicembre scorso. Neppure Arbus è restata un’opzione, rivelandosi una soluzione totalmente campata in aria, una menzogna colossale.

La comunità dei 24 anziani cancellata, 18 posti di lavoro persi, così come il piccolo indotto economico garantito dalla sua esistenza: farmacie, macellerie, ortofrutta, generi di prima necessità per uso quotidiano della struttura.

Nonostante la volontà della comunità villacidrese che si è manifestata con la raccolta di oltre 4.000 firme, si perde un centro di riferimento e di aggregazione importante e dove la comunità villacidrese, le scuole, le famiglie, le associazioni e i volontari partecipavano a numerose attività ricreative e di assistenza a favore della comunità degli anziani.

L’Amministrazione è stata totalmente incapace di salvare uno dei servizi essenziali per la comunità, i posti di lavoro e i benefici economici che ne derivano, vista la situazione economica disastrosa che viviamo a Villacidro (il paese più povero d’Italia – dati Istat 2017).

I sindaci devono lottare per il proprio paese, non devono agire per danneggiarlo.

Villacidro è un paese sempre più povero e sono sempre meno i servizi (ambulatori e specialisti della Casa della Salute, Servizio smistamento Poste, Casa dell’Anziano, ecc. ecc.).

Un paese grande, il più grande di tutto il Medio Campidano con oltre 14.000 abitanti, ha perso servizi indispensabili come gli Uffici di collocamento, delle riscossioni, del Consorzio di bonifica, di Abbanoa e Laore, che invece sono stati trasferiti a San Gavino (8.500 abitanti), Sanluri (8.400 abitanti) e Guspini (11.700 abitanti). E ora, da poche settimane, abbiamo perso anche il centro smistamento delle Poste Italiane senza che l’amministrazione abbia fatto qualcosa di concreto per impedirlo.

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