Le radici ad abbracciare

1 Luglio 2012

Roberto Loddo

Nel parco assolato di Simaxis, decine di bambini festanti con il viso colorato hanno accompagnato la giornata di Domenica 24 Giugno “Eco-scambi e Transumanze sul Tirso”. Una giornata di festa fatta di dibattiti, laboratori e giochi in piazza, nel parco e nelle strade del paese. Dal mattino fino al tramonto. L’evento, organizzato dalla cooperativa sociale “Sinnos” – Spazio Abbamama ha avuto come tema centrale “il cibo che cura la Terra” ed ha unito in questo progetto diverse realtà sociali e culturali, insieme ai giovani dei paesi della zona del parco fluviale del Fiume Tirso. Una giornata interamente dedicata ai bambini, alle loro famiglie, e a tutti i soggetti che in Sardegna portano avanti buone pratiche di green economy e sostenibilità. Compresi i consumatori. L’ampia partecipazione alla mostra mercato e a tutte le iniziative della giornata ha dimostrato ciò che la cooperativa Sinnos (segni) sostiene dal 2008, anno della sua fondazione:“la dimensione di piccolo centro rurale conserva e permetta ancora la ricchezza di relazioni tra le persone, le generazioni, l’ambiente e la memoria”.


Se un vecchio copertone può diventare un’altalena, chissà se un giorno l’ecologia potrà diventare una ragione di espressione quotidiana.
Purtroppo questo futuro non è ancora cominciato. Oggi spendiamo di più per telefonare a casa e per dire “arrivo, butta la pasta” che per il costo della pasta stessa. Parcheggiare una notte in un qualsiasi aeroporto costa quanto 40 chili di pasta. Un quantitativo così elevato che potrebbe sfamare 400 persone. Questi esempi banali evidenziano il legame molto stretto tra la mercificazione in atto nella nostra realtà quotidiana e la destrutturazione dei diritti delle persone. Esempi banali di una società fondata sui privilegi, sugli sprechi e sulle diseguaglianze.
Anche a Cagliari c’è chi non vuole essere complice di un sistema che impoverisce tanti e arricchisce pochi. In queste ore è partito un appello online, promosso dalla Ong sarda AseCon (amici senza confini) in collaborazione con l’Asarp (associazione sarda per l’attuazione della riforma psichiatrica) e la cooperativa sociale “Il Giardino di Clara”.

L’appello è rivolto a tutti coloro che sono convinti che la società in cui viviamo debba cambiare radicalmente rotta verso un nuovo punto di vista, che parta da un altra economia possibile e sostenibile. Un economia che metta al centro i bisogni, le necessità delle persone e la salvaguardia dell’ambiente attraverso la pratica della nonviolenza e la riconversione ecologica. Per questi motivi i promotori dell’appello hanno creato “ArtEco, quando l’ecologia diventa ragione di espressione quotidiana”. Uno spazio aperto e plurale, basato sull’autorganizzazione collettiva e democratica.
Ogni artigiano e artista potrà portare il proprio banchetto, stand o laboratorio, oppure potrà dare semplicemente una mano d’aiuto all’organizzazione e alla gestione dell’evento. AertEco sarà fondato sulla partecipazione e la condivisione dal basso e si svolgerà a Cagliari nella sala polifunzionale del Parco di Monteclaro dalle dalle 19.00 alle 23.00. Sei giornate che potrebbero concretizzarsi nella creazione di un mercato permanente dell’arte del riciclo e degli eco-scambi: il 18, 19, 24, 25, 30 e 31 Luglio 2012. Oltre alla mostra mercato, questo luogo ospiterà momenti di confronto, educazione e sensibilizzazione sulle opportunità dell’alimentazione naturale e locale, sulle prospettive della bio-edilizia, sulle energie rinnovabili e sulla valorizzazione della cultura e dei saperi locali. Quando i rami si seccano, le radici si abbracciano.

1 Commento a “Le radici ad abbracciare”

  1. Roberto Copparoni scrive:

    Il problema del mondo ruota attorno ad una sola parola, ovvero l’ingiustizia. Se ci pensiamo bene alla fin fine tutto ruota attorno a questo male che non ha spazio e tempo, che è presente in ogni luogo della terra. Ingiustizia nella distribuzione delle ricchezze; ingiustizia nel riconoscimento dei propri diritti; ingiustizia nella distribuzione delle opportunità. Pensate basterebbe risparmiare un 10% delle spese voluttuarie che le nostre economie di mercato effettuano per garantire l’alimentazione e l’istruzione basica a tutti i bambini del mondo. Per non parlare di cosa e quanto si potrebbe fare se abolissimo le spese per gli armamenti. Altro che tagli agli stipendi o sul sociale o agli aumenti dell’IVA!?!? Siccome gli esempi che ci vengono dall’alto sono per noi, quasi tutti devastanti e distruttivi, abbiamo pensato di incontrarci e, partendo dal basso, ricordare o insegnare che un altro mondo è possibile e che noi lo vogliamo. ADESSO!

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