Vassilissa e la lotta contro il patriarcato

16 novembre 2018
[Gianfranca Fois]

Conosco la figura della rivoluzionaria russa Aleksandra Kollontaj (1872-1952) da tantissimo tempo, militante bolscevica, sostenitrice dell’emancipazione e della liberazione della donna, prima donna ministra di governo al mondo.

Non sapevo però che avesse scritto anche romanzi. L’ho scoperto solo pochi mesi fa nella traduzione in italiano del suo romanzo Vassilissa, edito da Savelli nel 1978 e pubblicato in Russia nel 1923. È stata una bella sorpresa, l’ho letto con curiosità e piacere. Piacere perché la prosa è fluida e scorrevole, l’impostazione è classica, la storia appassiona.

Curiosità perché ci porta in diretta agli albori della rivoluzione d’ottobre (la stessa Kollontaj partecipò alla marcia degli operai verso il Palazzo d’inverno), alla dialettica talvolta violenta tra Menscevichi, Bolscevichi e Socialisti Rivoluzionari. Ai primi passi dello Stato sovietico, le assemblee, la lotta delle operaie, la presenza ancora di posizioni borghesi e burocratiche del vecchio regime. Ma questo momento storico si intreccia in modo naturale con la storia della protagonista e del suo compagno.

Vassilissa è una ragazza indipendente, operaia, attivista comunista che lavora all’interno della organizzazione con ideali che spesso si scontrano con la dura realtà. Non bella ma con una straordinaria treccia e occhi bruni particolarmente espressivi si innamora, ricambiata, del bel Volodia, detto l’Americano per la sua permanenza alcuni anni negli Stati Uniti.

E ‘un amore che attraversa tutto il romanzo, tra alti e bassi, e che Kollontaj ci racconta con grande profondità psicologica, soprattutto per quanto riguarda Vassilissa. Negli anni questo amore mette in evidenza le diverse posizioni politiche dei due, severa comunista Vassilissa, sensibile al lusso e ai privilegi Volodia che finirà con l’iscriversi al partito solo per convenienza.

Ma insieme a questo aspetto emergono anche i rapporti tra un uomo e una donna. Vassilissa vuole mantenere il suo spazio d’azione, lotta per l’affermazione di un nuovo modello di donna e di un modo diverso di intendere la relazione all’interno di una coppia. Relazione basata sull’amore ma anche sull’amicizia e il rispetto reciproco.

A parole anche Volodia è d’accordo ma spesso ricade in comportamenti superati, si creano così situazioni purtroppo ancora oggi presenti e che condizionano la stessa Vassilissa. Vassilissa infatti è una bella figura di donna perché la sua personalità, le sue idee e i suoi sentimenti sono complessi e si costruiscono nel corso della storia in modo doloroso e lacerante, con passi indietro, contraddizioni e alcune ingenuità. Il risultato che raggiunge alla fine del suo percorso è coraggioso e rispecchia, almeno in parte, quelle che sono state le idee di Kollontaj.

È una lettura che concede un po’ di ottimismo e dà energia in questi tempi in cui in tutto il mondo viene sferrato un attacco violento contro le donne e i loro diritti, in cui, anche all’interno dei governi, si riaffermano i vecchi valori patriarcali che cercano di riportare le donne all’interno delle mura domestiche in condizione di sfruttamento e inferiorità e di togliere loro ogni autorevolezza.

In Italia il decreto di legge Pillon sulla famiglia, le violenze continue verso le donne, i numerosissimi femminicidi, l’attacco alla legge 194 sull’aborto e al divorzio, i miserabili commenti che leggiamo sui social sono tanti campanelli d’allarme che dovrebbero smuovere le nostre coscienze e spingerci a lottare, ancora una volta, contro questa società becera sessuofobica, omofobica, razzista che si sta delineando nel nostro paese. All’affermazione di questo tipo di società stanno contribuendo purtroppo anche molte donne per ignoranza, inconsapevolezza o perché hanno introiettato sino in fondo modelli violenti maschili. Anche loro però, se questi tentativi andassero a buon fine, finirebbero col pagare un duro scotto.

In questi giorni in tutta Italia si sono registrate numerose manifestazioni in diverse città contro il ddl Pillon. Sono state manifestazioni non solo numerose ma anche molto partecipate. Purtroppo i mezzi di informazione hanno dato loro poco risalto e soprattutto non sono stati illustrati in modo chiaro e approfondito i contenuti del ddl.

Si tratta di una proposta che mette al centro della famiglia in crisi gli adulti e non più i bambini e, all’interno della coppia, il padre cioè la persona che la maggior parte delle volte detiene le maggiori possibilità economiche. Sappiamo infatti che in Italia quasi metà delle donne non lavora, o lascia il lavoro per dedicarsi ai figli, e percepisce a parità di lavoro salari inferiori a quelli degli uomini.

Questo è solo uno dei tanti aspetti critici del decreto caratterizzato, secondo alcuni, da svilenti categorie di pensiero, per cui se ne chiede a gran voce il ritiro. La lotta di Vassilissa per affermare il suo impegno politico e per superare i vecchi valori patriarcali è un ottimo esempio per tutte le giovani, e meno giovani, chiamate oggi a difendere le proprie conquiste e i propri diritti.

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