Come diamine inizia questa storia? Tra quanto e come finirà, se mai finirà? 26 agosto 1956, se si va a leggere L’Unione Sarda di quei giorni il tutto suonava come un’opera importante con aspettative di sviluppo tecnologico e di rilievo per l’occupazione dell’Ogliastra.
Il momento in cui si riaccendono le luci in sala, subito dopo la fine di un film, porta con sé una strana sospensione, un bilico tra il mondo reale e la finzione dello schermo.
Un’estate di lunghe file e code, con passeggeri più volte lasciati a terra, costretti a estenuanti attese ai controlli o abbandonati a se stessi nelle sale d’attesa dell’aeroporto di Elmas.
Il sipario è calato per l’ultima volta, lasciando il palcoscenico improvvisamente più silenzioso e un vuoto immenso nel cuore di chi crede nel potere della poesia e della giustizia sociale.
Ai primi di agosto del 1936 partono verso la Spagna i primi volontari internazionalisti che vi si recano per difendere in armi il legittimo governo della Repubblica attaccato dai falangisti fascisti del generale Franco.
Pubblichiamo l’appello per un sistema penitenziario capace di sicurezza, responsabilità e sviluppo civile, per una Sardegna che superi l’isola-carcere. Appello a cui aderiamo come manifesto sardo e invitiamo tutte e tutti al sostegno e la diffusione.
Si è formato ieri mattina dalle 8.30 alle 12:00 il Muro di Coscienza all’aeroporto di Cagliari Elmas parte di una giornata coordinata attraverso Giovedì Bianco che ha coinvolto anche Verona e Milano questa mattina e che prosegue oggi pomeriggio e stasera a Roma Fiumicino e Venezia.
La volontaria francese Marina Ginestà (1919-2014) in Spagna, all’età di 17 anni, nel 1936
[Marco Sini]
90 anni fa, a metà luglio del 1936, ha avuto inizio la guerra civile spagnola a seguito dell’Alzamiento, il tentativo di colpo di stato militare del generale Francisco Franco per abbattere il legittimo governo repubblicano di Spagna del Fronte popolare delle sinistre, espressione delle elezioni di pochi mesi prima.
Caro Red, quando, la settimana scorsa, hai rilanciato sul giornale la proposta di candidare al premio Nobel i bambini di Gaza, l’ho condivisa, anche se, per la verità, non l’ho diffusa.
Dobbiamo imparare a valorizzare le esperienze in corso. Una comunità di lotta costituita per rispondere ad alcune esigenze dei suoi membri non va pensata come una “cellula sociale”, con un territorio e una popolazione chiusi nei propri confini.
L’incidente che, a Palio appena concluso, ha coinvolto ieri Giovanni Atzeni “Tittia” e Anda e Bola per il movimento indipendentista A innantis! mostra tutta l’ipocrisia con cui in Italia vengono trattate le grandi tradizioni equestri. Pubblichiamo la loro nota stampa.
“Hide the dust under the carpet”. Atmosfera very british sulla Spiaggia Longa dell’Isola Rossa di Trinità d’Agultu, dove si nascondono i rifiuti sotto il tappeto.
Nuovo appuntamento con Pagine verdi, lo spazio dedicato ai libri, alla natura e al nostro futuro sul pianeta. Oggi faremo un percorso speciale attraverso tre libri che raccontano l’impegno civile e politico di intellettuali e attivisti negli anni ’70: Mònica. Sa lota de Pratobello de su 1969 di Gianni Loy, Lotta amata di Emanuele Cioglia e Pasolini. Una vita, anzi due di Ascanio Celestini.