Le elezioni suppletive e il carnevale sardo

16 Dicembre 2018
[Roberto Mirasola]

Se la città non fosse addobbata con stelle ed alberi natalizi ci sarebbe da pensare che quest’anno il carnevale abbia deciso di anticipare i tempi, il dubbio si impone se diamo una lettura alle pagine dedicate alla politica da parte dei quotidiani sardi. Elezioni politiche 2018 gli schieramenti sono chiari, LeU si presenta in perfetta solitudine rivendicando una discontinuità con il PD. Si apre una nuova strada dove si cerca di riunire la sinistra che non ha condiviso la tentata riforma Costituzionale, il Jobs Act, il Fiscal Compact e via dicendo. In nome di questa discontinuità ho accettato la candidatura al collegio uninominale di Cagliari in rappresentanza dell’alleanza elettorale conosciuta come LeU. Ho pensato che fosse necessario dare un punto di riferimento a coloro che non si riconoscevano più nel csx. Il risultato elettorale lo conosciamo bene. Siamo stati percepiti molto vicini al PD e siamo stati puniti. Non siamo stati bravi a far passare il nostro messaggio. La sconfitta ha aperto una crisi all’interno di LeU che si è trascinata per mesi sino a quando SI non ha deciso di intraprendere un suo percorso diverso da quello di MDP. Le prossime Europee non vedono vicine le posizioni dei due partiti: SI vicina alle sinistre Europee, MDP vicina al PSE. Se ci pensate bene si tratta di due visioni di Europa molto diverse.
In Sardegna invece regna lo scherzo di carnevale, quindi se a marzo si era avversari ora invece si è di nuovo tutti insieme appassionatamente. Cosa succede dunque? Alle elezioni suppletive, proprio in quel collegio uninominale che mi ha visto protagonista, si cerca un candidato appoggiato da, udite udite: PD, art.1 MDP/LeU, centro democratico, +Europa, Rete Futura (Laura Boldrini per i meno addetti al caos politico di questi tempi), PSI, UPC, Possibile, Italia in Comune e gli ormai noti “tre” dissidenti di SI. Insomma avevamo scherzato, nella campagna elettorale scorsa facevamo finta mica volevamo dire che il Jobs Act era una porcheria, mica volevamo difendere la Costituzione dall’assalto renziano, era tutta una finta. E del resto lo impone l’avanzata delle destre, abbiamo i barbari alle porte, e quale migliore idea di fermarla creando l’invincibile Armada a difesa dei deboli e degli ultimi?
In mezzo a tutto questo caos (incomprensibile ai miei occhi), ma vorrei sapere chi di voi può dare una risposta razionale, bisogna pur dire che una buona rappresentanza di Sinistra Italiana Sardegna non ha perso la bussola. I segretari eletti in assemblea mantengono la linea originaria, noi non stavamo scherzando, noi pensiamo ancora che la Costituzione andasse difesa, non abbiamo dimenticato la presa di posizione del Presidente Pigliaru a favore del SI al referendum, così come non abbiamo dimenticato il SO dell’attuale condottiero della invincibile Armada. Non abbiamo dimenticato la vicinanza di vedute del Presidente Pigliaru con l’allora premier Renzi, così come non ci convince la reticenza ad una disamina dell’operato della giunta da parte del candidato presidente Zedda. Ora per carità, costoro sono in perfetta sintonia, ma cosa dire di MDP/LeU, Possibile e Rete Futura? Cosa dovranno mai pensare gli elettori di questo cambiamento di rotta repentino e senza nessuna motivazione plausibile?
Magari hanno ragione loro, noi siamo dei poveri idealisti incapaci di guidare i processi e costruire “sinistre di governo”, perché riteniamo che si debba lavorare alla costruzione di percorsi alternativi, ovviamente difficili. La credibilità la si conquista con tanto tempo e pazienza, ma la si perde molto velocemente e non è più recuperabile. Con pazienza e fatica, come Sinistra Italiana in Sardegna, siamo riusciti a mettere insieme le sinistre sarde del PCI e del PRC, e ci prepariamo a costruire future alleanze con Sardigna Libera e AutodetermiNatzione. Certo il percorso non è semplice, ma i temi sono condivisi. Lavoro, ambiente, sanità, riforma degli enti locali ci vedono vicini e allora sarebbe un vero peccato perdere l’occasione di dare un senso e un calcio a questa carnevalata, la Sardegna ha bisogno di risolvere i suoi problemi non di stare su scherzi a parte.

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