L’involuzione della democrazia

16 Settembre 2018
[Marco Sini]

Nel nuovo contesto politico, che vede il protagonismo volgare e cialtrone del neo Ministro degli Interni, assistiamo ad una accelerazione del processo di sdoganamento, consapevole e voluto, del fascio-leghismo (o del leghismo impregnato di fascismo) e a forme di involuzione e regressione culturale che si estende nel tessuto sociale.
Questo più accentuato sdoganamento porta purtroppo anche quote sempre più consistenti di persone di convinzioni democratiche a vedere i più recenti episodi di esplicita apologia del fascismo o di intolleranza a sfondo razzista nei confronti di profughi e migranti con animo tollerante e giustificatorio con le motivazioni più disparate che vanno dalla “difesa della libertà di opinione anche esaltatrici di fascismo e di Mussolini perché il fascismo è morto il 25 Aprile del 1945 e la nostra democrazia è solida” a “è conseguenza della immigrazione eccessiva e incontrollata che genera reazioni giustificate” (citazioni estrapolate da commenti da Web).
In pratica, parafrasando il Manzoni che nei Promessi Sposi e nella Colonna infame descrive la peste e i giudizi sugli untori da parte dei “nobil uomini”, anche persone perbene ormai sposano il “senso comune” che non è “buon senso” e smarriscono i valori della Costituzione e le norme che salvaguardano i diritti civili e umani e la solidarietà, al di là della appartenenza etnica, religiosa e di condizione sociale.
Chi oggi ha, e continua a mantenere, solide e ferme convinzioni democratiche e antifasciste impegnandosi per l’affermazione dei valori della Costituzione in tema di diritti e solidarietà fa molta fatica, con le armi della cultura e del ragionamento, a contrastare questa involuzione e le fiamme di questa deriva alimentate dal vento del salvinismo.
I fatti che segnalano questo processo di involuzione in questi ultimi due mesi sono tanti, dalla vicenda del mancato sbarco dei profughi dalla nave Dicioti a Ottavia Piccolo bloccata all’ingresso del salone della Mostra del cinema di Venezia perché portava al collo il fazzoletto dell’ANPI, alla decisione dell’ONU di avviare un indagine in Italia per verificare l’incremento dei casi di intolleranza razziale nei confronti dei migranti e dei rom. Ricordo i più recenti che hanno interessato la Sardegna: a Sassari i funerali fascisti del Prof. Todini e la recentissima aggressione violenta a sfondo razzista avvenuta la sera del 10 settembre nei confronti di un ragazzo di 22 anni originario della Guinea, titolare di protezione internazionale e studente residente in città da oltre sei anni.
Sul funerale fascista del Prof. Tonini sono state scritte e dette molte cose che non ripeto, comprese le giustificazioni “democratiche” a favore della “libertà di opinione” e per il carattere “privato” della cerimonia. Quello che trovo come buona notizia è che ci siano 23 indagati. Non penso sia stato difficile individuarli da questa foto e considerato che la Legge Scelba considera reato le “……manifestazioni esteriori di carattere fascista” l’augurio è che la magistratura proceda fino a condanna, così come era accaduto a Cagliari, sulla base dell’esposto denuncia dell’ANPI, per la vergognosa parata fascista del pomeriggio del 25 aprile del 2012.
Trovo ridicolo appellarsi ad una Sentenza della cassazione, emanata per un procedimento specifico, e sostenere che un gruppo di persone che in una piazza pubblica, inquadrate militarmente partecipano ad ben visibile cerimonia fascista del saluto ai camerati caduti, non stiano facendo apologia di fascismo e che esporre una fotografia o un busto di Mussolini in un bar o in un ristorante non configuri apologia di fascismo. Se quelli che hanno partecipato alla cerimonia funebre di Sassari fanno il saluto fascista è perché sono fascisti e hanno consapevole volontà di diffondere in chi li guarda, anche attraverso i social, simboli e manifestazioni esteriori fasciste (compresa la esposizione della bandiera della r.s.i..
Anche il pestaggio del 10 settembre a Sassari corredato dalla frase “qui è così se non ti va bene tornatene al tuo paese” del ragazzo originario della Guinea, che si soma ai tanti altri, conferma abbondantemente, ché ché ne dicano Salvini e Moavero, l’analisi dell’ONU che in Italia sono in aumento esponenziale gli episodi di violenza razzista e xenofoba contro africani e rom, e anche contro italiani di colore e rom italiani. Salvini tenta di accreditare l’idea che l’ONU è contro l’Italia, ma nessuno per conto dell’Onu ha detto che l’Italia è razzista ma che gli episodi di razzismo sono tanti e in crescita. Forse sono poco informato ma non ho mai letto o sentito che in Francia o in Germania un signore francese o tedesco in bus o in metro o in treno abbia chiesto a una ragazza di colore ‘perché non te ne torni al tuo paese’.
Nonostante la grave involuzione culturale e politica in atto nel nostro paese in senso conservatore con evidenti connotati reazionari e neofascisti, come associazioni e formazioni politiche democratiche e anche come singoli sensibili ai temi dei diritti civili, sociali e umani, non dobbiamo smettere mai di impegnarci e attivare iniziative politico-culturali che contrastino fascismo, razzismo e xenofobia e propongano, specie alle nuove generazioni i valori della Resistenza e della Costituzione repubblicana.

Marco Sini è il coordinatore dell’ANPI Sardegna

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