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Sulla trattativa fra Stato e mafia

1 gennaio 2011

labini

Stefano Sylos Labini

Ho apprezzato la trasmissione di Carlo Lucarelli sulla trattativa tra Stato e mafia del 13 dicembre 2010 su Rai Tre, che, però, ha sottovalutato il contesto internazionale in cui si sarebbe svolta tale trattativa. Io credo che esista un certo consenso sul fatto che Cosa Nostra non sia stata una semplice organizzazione criminale, ma abbia avuto un ruolo politico nella lotta al comunismo nell’ambito di un sistema che comprendeva la P2, gruppi politici, pezzi dello Stato e settori delle finanze vaticane (1). Se questo è vero, allora la caduta del muro di Berlino e il crollo del comunismo nel 1989-91 rappresentano uno spartiacque nei rapporti tra la mafia, la politica e lo Stato in Italia. Con il crollo del comunismo viene meno la pressione per l’unità d’Italia che scaturiva dal contesto internazionale (l’Italia all’interno del blocco occidentale anticomunista). Gli americani non hanno più l’interesse per una Italia unita mentre la mafia perde il suo ruolo politico nella lotta al comunismo e da soggetto subordinato cerca di trasformarsi in attore politico primario. Negli anni 1990, 1991, 1992 crescono la Lega Nord e le Leghe meridionali per il separatismo della Sicilia e del Mezzogiorno dove vi sono dei collegamenti tra Licio Gelli, la massoneria, ambienti dell’estrema destra e Cosa Nostra (2),(3). Contemporaneamente inizia la guerra di Jugoslavia che porterà alla formazione di nuovi stati nazionali. Questa coincidenza potrebbe far pensare che ciò che accadeva in Italia era parte di un disegno più ampio volto a frammentare le aree più deboli dell’Europa. Nell’autunno del 1993 la situazione cambia: viene abbandonato il progetto separatista della Sicilia e del Sud, cessano le stragi e nasce Forza Italia che argina la crescita della Lega Nord. Il progetto di separare l’Italia in due o tre grandi macroregioni si interrompe e si punta su una soluzione intermedia: una Italia unita ma a sovranità limitata anche nell’epoca post-comunista. Tuttavia, sul piano economico la separazione del Paese non si arresta poiché continua ad aumentare il divario tra Nord e Sud.  In conclusione, credo che gli eventi accaduti in Italia all’inizio degli anni ’90 debbano essere ricollegati al mutato contesto internazionale dove nuovi interessi esterni si sono sovrapposti alle vicende interne. E la situazione di oggi è in gran parte il risultato degli eventi accaduti in quel periodo. E’ giunta l’ora di voltare pagina.
(1) Gli uomini d’oro del Vaticano il finanziere nella cappella Sistina, di Ferruccio Pinotti e Udo Gumpel, La Repubblica, 10 giugno 2010.
(2) Ecco i piani politici di Cosa nostra, di  Giovanni Bianconi,
Corriere della Sera, 10 giugno 2001.
(3) Intervista al procuratore generale di Caltanissetta Roberto Scarpinato, di Marco Travaglio, Il Fatto Quotidiano, 24 luglio 2010.

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