Ci volete sottomesse e ci avrete ribelli

8 Luglio 2019

Foto Roberto Pili

[red]

L’intervento di Non Una di Meno Cagliari al Sardegna Pride, a conclusione del corteo, quest’anno alla sua ottava edizione, organizzato dal Coordinamento Sardegna Pride.

L’assemblea femminista e transfemminista Non Una di Meno Cagliari è qui per rivendicare il diritto di tutte, tutti e tuttu alla nostra autodeterminazione che vogliamo sia svincolata dai rigidi modelli eteronormati e patriarcali , ancora oggi presentati come unici, validi e possibili.
Come disse V. Woolf: “Non c’è cancello, rete o bullone che potete regolare sulla libertà della mia mente, quella stessa libertà che ci permette di amare chi vogliamo, di autodeterminarci e di farlo intellettualmente e fisicamente”.

Vogliamo un cambiamento radicale e femminista di questa società, che ancora troppo spesso ignora le nostre istanze, cercando di invisibilizzarci, renderci invisibili e discriminarci in quanto donne, uomini, gender fluid, non binari, lesbiche, gay, transessuali, intersessuali, asessuali, poliamorosi, pansessuali, queer.
Vogliamo che ogni forma di amore venga riconosciuta e legittimata, e non permetteremo piú che i discorsi di istigazione all’odio possano affondarci e relegarci ai margini della società.
Vogliamo essere liberi\i\u di decidere sui nostri corpi.
Vogliamo il libero accesso alla salute, all’aborto sicuro e gratuito per tutte.

Condanniamo le politiche xenofobe, populiste e razziste, e la doppia discriminazione delle soggettività LGBTQIA+ migranti, che si fanno triple nel caso delle donne, in quanto: donne, migranti e lesbiche. Rivendichiamo il diritto dei corpi di muoversi liberamente negli spazi e nei territori, travalicando muri d’odio e confini. Vogliamo i porti aperti e la solidarietà come valore primario. L’avanzata dei fascismi portatori di istanze d’odio, di divisione, di misoginia, di xenofobia, omofobia, bifobia e transfobia; ci mettono alla prova, tentano di incatenarci e di limitarci, ma non ci spaventano, noi siamo più forti di loro. Non vogliamo più essere strumenti del potere patriarcale.

Vogliamo dire no alla rettificazione neonatale dei genitali per persone intersessuali. Vogliamo l’accesso garantito e totalmente gratuito alle terapie ormonali, sostegno psicologico e cure per persone transessuali. Vogliamo che l’accesso ai percorsi di transizione non sa subordinato alla diagnosi psichiatrica di disforia di genere, né l’obbligo di rettifiche genitali chirurgiche per la modifica dei documenti. Vogliamo spezzare il monologo della società patriarcale. Auspichiamo il superamento della famiglia tradizionale come unico possibile. A 50 anni da Stonewall volevamo tutto, lo vogliamo ancora e stiamo andando a prendercelo!
Ci volete sottomesse e ci avrete ribelli! Siamo marea e vogliamo un mondo all’altezza dei nostri sogni e dei nostri diritti!

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