I veleni della RWM di Domusnovas

1 Maggio 2018
[red]

Pubblichiamo il comunicato di Italia Nostra Sardegna relativo all’intenzione della RWM di evitare la VIA spezzettando in una serie di singoli interventi il piano di ampliamento industriale finalizzato a incrementare l’attività produttiva dello stabilimento. 

Una adeguata valutazione dell’impatto ambientale complessivo in tutti i suoi aspetti (quali le emissioni in atmosfera, l’inquinamento acustico, il prelievo idrico, la produzione di acque reflue e di rifiuti, l’incremento del traffico veicolare di sostanze e manufatti pericolosi, l’impatto sull’ambiente umano e naturale circostante, etc..) richiede l’esame accurato dell’intervento nel suo complesso e non scorporato nelle sue singole parti.

In base a questi principi Italia Nostra Sardegna ha presentato dettagliate osservazioni tecniche e giuridiche al Servizio Valutazioni Ambientali dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente della Sardegna chiedendo che il progetto industriale sottoposto a procedimento di Verifica di Assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) – relativo alla realizzazione del nuovo campo prove R140 nel comune di Iglesias proposto dalla società RWM Italia spa – e tutte le attività in corso o richieste dalla stessa società e l’intero processo produttivo dello stabilimento RWM di Domusnovas-Iglesias, vengano assoggettati a VIA per meglio verificare e indagare su eventuali significativi e/o negativi impatti ambientali che l’opera potrebbe arrecare all’area interessata e agli ecosistemi prossimi all’impianto.

La normativa sulla VIA è abbastanza chiara in proposito nell’imporre la VIA cumulativa nei casi in cui più impianti insistono nella stessa area. Il “Campo prove 140” da realizzare, che occuperà un’area più che triplicata rispetto alla precedente struttura, è un poligono destinato a test di scoppio su “esplosivi, alcuni del tutto nuovi e non ancora riconosciuti e classificati) e manufatti esplosivi” funzionale all’ampliamento dell’attività dello stabilimento. La novità più significativa del Nuovo Campo Prove 140 rispetto al precedente sembrerebbe consista nel non convogliamento delle emissioni in atmosfera, e nella maggior produzione di inquinamento acustico e di ceneri soggette a dilavamento.

Tra le numerose motivazioni a sostegno della necessità di sottoporre l’intero impianto a VIA, Italia Nostra Sardegna ha evidenziato:

  • La RWM si appresta ad attivare una nuova attività non prevista dall’AIA rilasciata nel 2010 e il suo piano di investimento per il potenziamento dello stabilimento comprende un gran numero di interventi differenti, connessi funzionalmente tra loro (almeno 10 da novembre 2016 a oggi).

  • La presenza di gravi carenze progettuali, in quanto non viene effettuata alcuna valutazione dell’immissione di inquinanti in atmosfera, della loro dispersione nel terreno e nelle acque superficiali e/o sotterranee, e dell’inquinamento acustico. In particolare si evidenzia l’assenza di un serio studio su:

  • quantitativo di esplosivo massimo impiegabile nei test;

  • calcolo delle distanze di sicurezza rispetto alle strutture civili circostanti;

  • valutazione degli inquinanti rilasciati in atmosfera, in modo incontrollato, dalle “emissioni diffuse” conseguenti ai test esplosivi, sotto forma di gas, fumi, e polveri;

  • contaminazione del suolo conseguente alla rideposizione delle polveri e fumi prodotti dai test esplosivi;

  • contaminazione delle acque conseguente al dilavamento dei contaminanti depositati al suolo;

  • inquinamento acustico dovuto ai test esplosivi.

  • La scarsa e quasi del tutto assente documentazione relativa all’inquinamento prodotto dall’attività produttiva attuale nello stabilimento – nessuna indagine e rilevamento è stato effettuato di recente, nonostante le prescrizioni dell’AIA – e non segnalazione delle eventuali sostanze inquinanti prodotte nel nuovo impianto;

  • La mancanza totale di valutazioni dell’impatto acustico prodotto dai test distruttivi di campioni di esplosivo e di manufatti militari carichi, cui il nuovo impianto è dedicato.

A queste incongruenze e carenze tecniche è necessario aggiungere le incompatibilità di natura urbanistica, paesaggistica e culturale che devono essere meglio approfondite quali l’errata destinazione urbanistica dell’area, la prossimità del Sito di Interesse Comunitario “Monte Linas-Marganai” n° ITB041111 allo stabilimento, l’incompatibilità del nuovo impianto con le tutele previste dal Piano Paesaggistico Regionale e la presenza nell’area di significative emergenze culturali quali il tempio punico di “Genn’e Cantois”, di fondamentale importanza per la conoscenza del periodo punico in Sardegna.

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