Petizione popolare contro il nuovo Editto delle Chiudende in Sardegna

11 Gennaio 2017
Stefano Deliperi

Ormai sta procedendo da tempo la pesante offensiva istituzionale dei vertici della Regione autonoma della Sardegna contro le terre a uso civicosdemanializzazionioccupazioni abusive ignorate, mancata dichiarazione pubblica di demani civici accertati sono le principali direttrici di attacco ai danni dei patrimoni collettivi di centinaia di centri piccoli e grandi dell’Isola.

Un nuovo Editto delle Chiudende, come il provvedimento che nella prima metà dell’800 dette inizio alla privatizzazione dei grandi demani collettivi sardi. L’attuale situazione è descritta puntualmente nell’articolo Diritti di uso civico e demani civici in Sardegna, ecco coma la Giunta Pigliaru vuole realizzare il nuovo Editto delle Chiudende (2 gennaio 2017).

Chi ci guadagna?  Riscontri elettorali, imprese industriali, piccoli e grandi abusi (forse anche di qualche amministratore pubblico), grandi imprese immobiliari (soprattutto lungo la costa orientale). Chi ci perde?  Le tante collettività locali sparse in tutta la Sardegna (in tre quarti dei Comuni sono presenti terre a uso civico), a cui vengono sottratti coste, pascoli, boschi senza nulla in cambio.   Tutti noi per quanto concerne il valore ambientale dei demani civici.

Nessuna trasparenza regola queste operazioni, per esempio l’ultima legge regionale n. 26/2016 che ha introdotto nuove forme di sdemanializzazione delle terre civiche è stata approvata in quattro e quattr’otto di notte, senza alcuna pubblicità né vergogna.

Su sollecitazione di tanti cittadini – oltre alla campagna permanente legale e di sensibilizzazione – il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus propone unapetizione popolare al Presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru con richieste semplici e dirette: l’abrogazione della legge regionale n. 26/2016 di sdemanializzazione delle terre civiche (da proporre al Consiglio regionale), la promulgazione dei 123 provvedimenti di accertamento di altrettanti demani civici che dormono nei cassetti regionali da più di 4 anni, l’avvio delle operazioni di recupero delle migliaia di ettari occupati abusivamente.

Bisogna far sentire la propria voce, bisogna far sentire la volontà dei cittadini:firma e fai firmare la petizione in difesa delle terre collettive!

Si può firmare qui: Petizione contro il nuovo Editto delle Chiudende!

 

Petizione popolare contro il nuovo Editto delle Chiudende in Sardegna.

Al Presidente della Regione autonoma della Sardegna On. Francesco Pigliaru,

Le terre a uso civico riguardano almeno un sesto della Sardegna e sono patrimonio delle singole collettività locali. Buona parte dei Comuni sardi ne sono interessati.

Si tratta di boschi, pascoli, coste, terreni agricoli che devono essere tutelati e fruiti nel rispetto delle caratteristiche ambientali e territoriali, come ricordato più volte anche dalla giurisprudenza della Corte costituzionale.

Nel 1820 l’allora Governo sabaudo ne consentì una parziale privatizzazione con l’Editto delle Chiudende. Oggi quello scenario si è ripresentato.

Purtroppo la Regione autonoma della Sardegna non ha mai gestito la materia “usi civici” con la dovuta cura e attenzione, mentre i Comuni spesso hanno venduto illegittimamente terreni appartenenti ai demani civici ovvero tollerano occupazioni abusive.

In questi ultimi anni più volte il Consiglio regionale sardo ha approvato leggi regionali per consentire la sdemanializzazione di terreni a uso civico, oggettivamente spesso favorendo speculazioni immobiliari.  Diverse norme regionali sono state oggetto o sono tuttora all’esame della Corte costituzionale, in vari casi ne è stata decretata l’incostituzionalità.

Difendere i demani civici è una scelta di civiltà, per tutelare gli interessi delle collettività locali e l’ambiente.

Pertanto, i sottoscritti cittadini

chiedono

– che la Giunta regionale da Lei presieduta proponga al Consiglio regionale sardo l’abrogazione della recente legge regionale n. 26/2016 che consente l’ennesima operazione di sdemanializzazione di terreni a uso civico;

– che vengano senza indugio promulgati i ben 123 provvedimenti di accertamento di terre a uso civico già predisposti ma tuttora giacenti da anni presso l’Assessorato regionale dell’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale;

– che vengano avviati gli interventi sostitutivi nei confronti dei Comuni inadempienti per il recupero dei terreni a uso civico abusivamente occupati, ai sensi dell’art. 22 della legge regionale n. 12/1994 e successive modifiche e integrazioni.

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