A Foras segue le tracce de “is mraxanis”

1 dicembre 2018
[Antonio Muscas]

A Foras, Coordinamento Comitati Sardi, Rete Sarda Difesa Sanità Pubblica e Zero Waste Sardegna insieme per toccare con mano la realtà sarda: il suo passato, il suo presente e il suo futuro. Qual è il filo che lega comitati e associazioni apparentemente diversi tra loro? Basi militari, ambiente, sanità e i rifiuti? E qual è il senso di questa due giorni nel bel mezzo del Campidano?

Da anni le lotte di questi gruppi si intrecciano in maniera più o meno casuale: ogni qualvolta viene convocata un’assemblea, una manifestazione, pubblicato un comunicato da parte di uno di loro, è pressoché scontata l’adesione degli altri. C’è infatti da parte dei suoi aderenti una piena e reciproca consapevolezza sul fatto che parlare di uno qualunque dei temi di cui sopra significa sistematicamente occuparsi di tutti gli altri.

Le servitù militari hanno implicazioni ambientali, sanitarie, occupazionali e sociali, come anche le diverse inchieste e il processo in corso contro i veleni di Quirra stanno ampiamente dimostrando. Le basi militari sarde, oltre ad essere i luoghi in cui eserciti di tutto il mondo testano nuove, potentissime e devastanti armi e mettono a punto le più innovative strategie di guerra, inclusa la guerriglia urbana, ospitano anche industrie di vario tipo per la conduzione di esperimenti altamente impattanti di cui solo ultimamente iniziano a trapelare notizie.

Allo stesso modo, occuparsi di speculazione ambientale ed energetica significa entrare nel merito delle ingerenze occidentali in Africa e Medio Oriente, degli interventi militari o del finanziamento di guerre utili al furto di risorse in quei territori, sia esso di combustibili fossili che di preziose sostanze e minerali. Significa occuparsi delle stesse industrie autrici dei test all’interno delle nostre basi militari, o scontrarsi con società che propongono e cercano di imporre la peggior tecnologia e il peggior combustibile come la migliore innovazione presente sul mercato. Significa perciò occuparsi delle conseguenze della speculazione e dell’inquinamento nei nostri territori.

E così pure l’argomento rifiuti non è e non si può ridurre alla trattazione sulla migliore raccolta differenziata possibile o rivolgere esclusivamente ai rifiuti domestici. Basti pensare che in Italia nel solo 2016, a fronte di una produzione di 30 milioni di tonnellate di rifiuti urbani sono stati prodotti ufficialmente 135 milioni di rifiuti speciali, compresi quelli industriali. Rifiuti che in parte viaggiano per il territorio italiano e finiscono anche in Sardegna, trasformandosi talvolta magicamente da sostanze tossiche a fertile compost per i nostri terreni agricoli. Ai rifiuti ufficiali vanno poi aggiunte diverse decine di milioni di tonnellate di rifiuti non censite del cui destino molto si immagina e poco si conosce. Perciò contrastare discariche e inceneritori, a favore dell’economia circolare, ha lo scopo di impedire che gli inceneritori e le enormi megadiscariche, abnormemente sovradimensionati rispetto alle nostre esigenze, finanziati e messi in progetto dal governo sardo e italiano, a dispetto delle direttive e delle sanzioni della UE, diventino il buco nero dentro cui bruciare o sversare pericolosi rifiuti tossici e industriali; ha lo scopo di contrastare le conseguenze ambientali e sanitarie, ampiamente documentate da numerosi studi scientifici, di queste pratiche obsolete, antistoriche e oramai totalmente insensate.

Ecco allora che la nascita della Rete Sarda Difesa Sanità Pubblica trova il naturale supporto da parte dei comitati e delle associazioni presenti e attive in Sardegna. Perché lo smantellamento delle rete sanitaria pubblica a favore della sanità privata e della clinica Mater di Olbia di proprietà dell’emiro del Qatar, contro cui la Rete si oppone, è un affronto a un’isola intera. E non trova giustificazione alcuna nell’esigenza di limitare la spesa attraverso il taglio di qualche centinaio di milioni di euro, quando parallelamente si incrementa il finanziamento ai privati e non si vanno a colpire i disservizi ma addirittura si incrementano. Soprattutto, non ha senso parlare di insostenibilità della spesa sanitaria pubblica, quando sono decine i miliardi in sussidi che la nostra terra continua a regalare alle numerose industrie antieconomiche, altamente contaminanti e spesso insensate, colpevoli di aver trasformato la Sardegna in una delle terre più contaminate d’Europa. Non ha senso di fronte agli impegni presi dal Presidente del Consiglio Italiano con Trump di portare la spesa militare dagli oltre 64 milioni di euro al giorno (25 miliardi di euro all’anno) a circa 100 milioni al giorno. Non ha senso di fronte alle decine di miliardi di euro di sovvenzioni al fossile e alle finte rinnovabili, a discapito della messa in pratica di un diverso concetto di produzione e utilizzo dell’energia, o di fronte alle decine di miliardi di finanziamento all’agricoltura chimica e industriale a discapito di quella biologica; oppure ancora alle decine di miliardi di finanziamento per la realizzazione di nuove discariche e nuovi inceneritori a discapito di politiche di riduzione dei rifiuti, di riprogettazione dei materiali e incremento della differenziazione e del recupero.

Oggi mettere assieme le forze è diventata perciò una naturale convergenza, oltreché una necessità.

Le nostre non sono riducibili a mere battaglie ideologiche, rappresentano invece il tentativo di recuperare lo spazio vitale, sottratto con i soprusi, l’inganno, i ricatti e la forza. Rappresentano la necessità di vivere alla nostra misura, consapevoli della totale impraticabilità del modello neoliberista attuale. In Sardegna abbiamo, nonostante tutto, ancora tante risorse per poterci provare.

Passeggiare per i luoghi simbolo della nostra terra è un primo passo: il metodo più diretto per conoscerne meglio la realtà, visitandola e toccandola con mano, anche per bocca delle comunità che la abitano e la vivono.

La semplice constatazione che ci sono cose che non vanno e contrastarle non è più sufficiente dinnanzi all’assenza di una classe politica inadeguata, sorda, incapace e dedita a curare affari altrui. Compito nostro sarà da ora anche elaborare proposte di indirizzo politico, immaginare un futuro diverso e percorribile per la Sardegna, e più in sintonia con noi e il restante mondo, e lavorare alla sua costruzione.

PROGRAMMA:

Sabato 8 dicembre

_ Ritrovo ore 14.00 nella Z.I. Di Villacidro

Attraversando la zona industriale, grazie alle guide del posto, ragioneremo sulle imprese chiuse e l’abbandono di un territorio. Cammineremo poi fino a San Gavino scoprendo le nuove imprese speculative e inquinanti sul territorio (la discarica, il nuovo campo eolico, il progetto del metanodotto)

_ dalle ore 18.00 Piazza della Resistenza (viale Rinascita) – S.Gavino Monreale

TOUR DEI MURALES

Alla scoperta dell’arte che lega cultura, identità e terra. Una prima tappa ideale verso le celebrazioni dei cinquant’anni della lotta di Pratobello e dei primi murales di Orgosolo che si terranno il prossimo giugno (1969-2019).

_ Dalle 19.00 Sede dell’Associazione Culturale KENEMERI – Via Carlo Goldoni 4

Saremo ospiti di RADIO REK di San Gavino per discutere della camminata e dei prossimi appuntamenti di lotta di A Foras.

A seguire cena popolare e musica

Domenica 9 dicembre

_ Ritrovo ore 9.00 – Montevecchio – Guspini

GUSPINI E IL LASCITO DELLE MINIERE visita delle miniere di Montevecchio dalla produzione al deserto. Il vecchio tessuto produttivo sardo, inquinamento e tentata rivalutazione della storia industriale della nostra isola.

_Ore 13.00 Incontro con gli agricoltori di Villacidro e S.Gavino: Economie da difendere, alternative utili contro il furto della terra e il neo-estrattivismo.

Pranzo al sacco.

_ Ore 17.00 San Gavino (sede da confermare)

A FORAS incontra il COORDINAMENTO DEI COMITATI SARDI e la RETE SARDA IN DIFESA DELLA SANITA’ PUBBLICA con i seguenti temi:

1) Il nuovo progetto di metanizzazione della Sardegna: le ragioni economiche e politiche di questa nuova servitù. Inquadramento geopolitico dell’opera, gli interessi Ue/Usa/Qatar e il collegamento con le altre vertenze territoriali, dal Mater Olbia in poi.

Fermare gli espropri, non regaliamo la nostra terra!

2) Porre le basi per un’assemblea generale sarda in Difesa della Terra: non solo ambiente, non solo basi militari, non solo sanità. Immaginare dal basso un modello contro l’impoverimento e l’emarginazione dei territori. Contributi dei comitati territoriali per partire dai bisogni delle popolazioni e ribaltare la politica dei ricatti.

A Foras – Contra a s’ocupatzione militare de sa Sardigna

Coordinamento Comitati Sardi

Kenemèri AssCult

Rete Sarda Difesa Sanita’ Pubblic

Zero Waste Sardegna

#aforas

https://www.facebook.com/aforas2016/posts/1195258837306556?__xts__%5B0%5D=68.ARBie99NTu2Y8WmPNAwihia1Tlxo_0_bkV0idKmq2golgzBZVw1mECAzt_ayg8jjqrrRNY5ghZeFSRgP5lHJTqfWrCJvX8BciBpbGjwzm3vWCePgSJ6AZ2PBIP-dBnaCghuiUjWrIbPmA8XKhxVs3OMhvMeckkIFcyJpw1ew40DSuwpIFhJWyUl2_CMfdmilp3SbuRnOtyyUml25hM2eOdIni9kpiVxL8lPYH7kCxorbHM8rcJljMfdwnClHUSSKn-L3CLzdv-KP15v8k_Yy1iNXSiCvOqZNFq3pVYsHdqc3BAqFS8PXJR9VW1KvaoQVNPm0EEFl68VkFA_PniBr1pJUeA&__tn__=K-R

1 Commento a “A Foras segue le tracce de “is mraxanis””

  1. Emilio Usula scrive:

    Conoscenze, energie, e rapporti , che potrebbero avere sbocchi di azione politica di grande rilievo . È necessario uno sforzo per trasformare questa forza potenziale in pratica e progetto che possa trovare rappresentazione e attuazione. Altrimenti come troppo spesso accade ci si incontra ci diciamo quanto siamo nel giusto e tutto rimane invariato. …. superiamo diffidenze e cerchiamo di fare un salto operativo che abbia uno sbocco politico.

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