Liberi da OGM

16 Settembre 2007

Redazione

E’ partita la grande campagna di consultazione nazionale sugli Organismi Geneticamente Modificati, promossa dalla coalizione “ItaliaEuropa LIBERI DA OGM”. Il tema è di eccezionale rilevanza. I promotori compongono un vastissimo fronte di movimenti ambientalisti, associazioni di categoria, realtà sociali, produttive, culturali. Non si tratta di costituire un ‘semplice’ schieramento contro o a favore, o di stabilire in maniera univoca se gli OGM facciano bene o male, ma è indubbio che da qua si parte, perché nei consumatori c’è una forte preoccupazione, a fronte di una seria pressione da parte delle potenti multinazionali direttamente o indirettamente legate ai produttori ogm, a loro volta assai connessi con le multinazionali farmaceutiche. Tutto sta in uno dei mercati, quello dell’alimentazione, tra i più produttivi per sua essenza, ciò che costituisce uno dei problemi centrali: l’aspettativa di profitto in questo campo investe la natura stessa della logica della ricerca scientifica e dei suoi rapporti con il mercato, aggredendo in maniera diretta la biodiversità, il diritto all’informazione, il principio di precauzione, la tipicità, la relazione fra biologico e modifiche genetiche. Su questo tema si giocano battaglie difficili nei mercati e nelle normative, con la Comunità Europea sottoposta alla pressione di paesi decisamente pro-OGM, come gli USA, e dei gruppi di interesse più forti e aggressivi; con la disponibilità complice di paesi ‘emergenti’ e spregiudicati come, ad esempio, la Polonia dei gemelli Kaczynski, decisiva nel rendere non più sicura e ‘ogm free’ in Europa la soglia del biologico. Proprio sul fronte della tipicità e della biodiversità la Sardegna ha una carta straordinaria da giocare: in difesa di un ambiente che non possiamo identificare unicamente come coste o zone interne, ma anche come complesso articolato di qualità, biodiversità e tipicità da difendere.
Persino da proporre, perché no, sul mercato, rispondendo attivamente e virtuosamente a quella richiesta di genuinità e natura che caratterizza l’immagine e l’aspettativa prevalente della Sardegna stessa. Pare che in Sardegna, in maniera più o meno esplicita, si producano alimenti OGM. Di contro, si sono registrate negli anni scorsi iniziative comunali di clamorosa messa al bando delle produzioni ‘ogm’: è il caso di Berchidda, ‘città del vino’ e di raffinate produzioni alimentari tipiche, oppure di straordinarie realtà come quella della razza bovina ‘sardo-modicana’ e dei latticini derivati nel Montiferru. Appoggiamo perciò lo sforzo di questa grande consultazione popolare e invitiamo i nostri lettori a sostenerla, perché l’uomo è elemento dell’ambiente dotato di diritti inalienabili all’informazione su ciò che ne costituisce direttamente, attraverso l’alimentazione, la natura biologica.

La Coalizione “ItaliaEuropa – LIBERI DA OGM” è un vasto schieramento costituito dalle maggiori organizzazioni degli agricoltori, del commercio, della moderna distribuzione, dell’artigianato, della piccola e media impresa, dei consumatori, dell’ambientalismo, della scienza, della cultura, della cooperazione internazionale:
ACLI, ADICONSUM, ADOC, ADUSBEF, AGCI Agrital, AIAB, ALPA, ASSOCAP, CIA, CIC, CITTA’ DEL VINO, CNA, CODACONS, COLDIRETTI, CONFARTIGIANATO, COOP, COPAGRI, FEDERCONSUMATORI, FOCSIV, FONDAZIONE DIRITTI GENETICI, GREENPEACE, LEGACOOP AGROALIMENTARE , LEGAMBIENTE, LIBERA, RES TIPICA, SLOW FOOD, VAS, WWF
La sua prima iniziativa è la promozione di una Consultazione nazionale sul tema “Vuoi che l’agroalimentare, il cibo e la sua genuinità, siano il cuore dello sviluppo, fatto di persone e territori, salute e qualità, sostenibile e innovativo, fondato sulla biodiversità, libero da OGM?”, organizzata su tutto il territorio nazionale dal 15 settembre al 15 novembre 2007.
Come si legge nella DICHIARAZIONE dei presidenti nazionali delle associazioni promotrici, le finalità dell’iniziativa sono:
coinvolgere l’intera comunità nazionale in un processo di elevamento delle conoscenze scientifiche e della consapevolezza culturale, di ricoesione sociale, di democrazia partecipata, ampia e reale, su tematiche di così decisiva portata per l’Italia, l’Europa e il mondo;
aprire una interlocuzione diretta con le istituzioni, nazionali e comunitarie, circa il modello di sviluppo dell’Italia – e dell’Europa – nell’ambito dei rapporti internazionali.
Il mondo, per la salvaguardia del suo futuro, richiede che la globalizzazione non sia unipolare e omologante, ma multipolare, multiproduttiva, multiculturale, democratica e condivisa, e perciò fondata sul protagonismo cosciente dei cittadini.
In questa prospettiva è essenziale lo sviluppo delle migliori specificità territoriali e di qualità, ed è necessario che la globalizzazione sia animata dalle molteplici forze sociali, culturali, produttive, scientifiche, per essere orientata dall’assunzione di responsabilità dei popoli, oltre quelle dei Parlamenti e dei Governi.
Costituendo la Coalizione ItaliaEuropa-LIBERI DA OGM, che è sorretta da un imponente schieramento rappresentativo di milioni di donne e uomini, noi intendiamo dare impulso alle grandi energie di rinnovamento che vediamo presenti nel profondo della società, nel cuore e nella mente di ogni cittadino.

4 Commenti a “Liberi da OGM”

  1. Anna Sulis - Slow Food Sardegna scrive:

    E’ con una certa preoccupazione che noto che questa notizia non ha avuto nessun commento. Non so se, come spero, è talmente ovvio che non si vogliano glo OGM che nessuno ha ritenuto di dire la sua, oppure, come temo, è un argmento che, nonostante tutto, non appassiona.
    Chi come noi di Slow Food e di tutte le altre organizzazioni che aderiscono alla coalizione, lavora quotidianamente per tutelare le produzioni italiane e i contadini italiani, non può che provare un senso di scoramento davanti a questo.
    Gli OGM sono tra noi, non nel senso che in Sardegna si coltivano, ma nel senso che ce li mangiamo tutti i giorni, nei cereali della colazione, nella carne e nel latte di animali nutriti con mangimi transgenici, nelle medicine. Eppure sembra che l’argomento non appassioni.
    Ma andiamo a parlare con i contadini e sentiamo le loro storie, sentiamo le difficoltà che hanno a diffendere le loro produzioni tradizionali dalle multinazionali delle sementi e dei brevetti, sentiamo la difficoltà che c’è a continuare a produrre e a mangiare cose che fanno parte della nostra storia e della nostra cultura.
    Gli OGM forse non sono dannosi per la salute, sicuramente lo sono per l’economia e per lo sviluppo. Certamente sono utilissimi a chi li produce e li vende, spesso a discapito della vita degli agricoltori. Sono utili a chi li coltiva sfruttando il lavoro di contadini poveri e disperati, strappati alle loro terre e alla loro agricoltura tradizionale. Sono utili a chi li trasporta in giro per il mondo su enormi navi inquinanti per nutrire le nostre ipernutrite mucche da latte che fanno troppo latte. Ma noi cosa ce ne facciamo degli OGM?? Possibile che non se lo chieda nessuno?

  2. Loi Salvatore scrive:

    OGM, COSA SONO COSTORO?

    INTERVISTA (PARZIALE)

    SIGNORA GIOVANNNA, COSA C’ERA SUL SUO TAVOLO PER COLAZIONE NEL 1915?

    Niente.
    Niente non è possibile?
    C’era acqua.
    E per il pranzo?
    Niente.
    non poteva vivere senza mangiare, lei ha cent’anni ed è qui.
    Ma io mangiavo.
    Che cosa mangiava?
    Verso le tre del pomeriggio mia madre tornava dalla sua prima mezza giornata di lavoro e ci portava la paga, un coccoi o mezzo pane grande, allora si pranzava.
    E la cena?
    Buffa acqua e croccadiri. Quello c’era.
    Con quali altri cibi accompagnavate il pane?
    Secondo la stagione. In estate non mancavano i fichi d’India, insieme ad altri bambini andavamo a coglierli in su groffu de su meigama, in piena canicola, quando tutti erano all’ombra, ma capitava che le recinzioni dei fichi fossero ugualmente vigilate. il custode s’ammoddiada e ci lasciava cogliere i fichi che sporgevano sul lato della strada perchè quelli del lato interno erano venduti.
    C’erano i perastri, olivastri, i cardi selvatici, i vicini di casa ci portavano ricotta nel tempo della mungitura del bestiame, il pane non mancava perchè andavamo tutti a servizio nelle case dei possidenti. non siamo morti di fame.
    Che lavori faceva in quelle case?
    Io giocavo, intrattenevo, i bambini piccoli come me, mentre mia madre produceva il pane per quella casa, oppure lavava la biancheria, puliva il giardino e altri lavori. eravamo pagati con pane e potevamo mangiare.
    Noi ci siamo affidati alla Madonna. Non ci ha mai abbandonati.

  3. Angelo Morittu scrive:

    E se provassimo a un approccio un pò più laico all’argomento, magari affidandone la responsabilità alle nostre università e ai ricercatori pubblici specializzati del settore?
    Se sapeste che i nostri animali vengono alimentati con mangimi conteneti OGM cosa ne pensereste? In Europa non si possono coltivare gli OGM ma si possono importare, se si possono importare vuol dire che sono sicuri, ma se non fossero sicuri perché importarli?

  4. Marcello Madau scrive:

    Caro Morittu, come è noto a chi si occupa di ambiente e salute, l’approccio laico migliore è quello del principio di precauzione: esso non stabilisce se un prodotto fa bene o male, ma indica una curva temporale di sperimentazione prima di immettere sul mercato (ovvero nei nostri corpi) un prodotto, e una trasparenza nell’informazione che le multinazionali OGM si guardano bene dall’accettare. Per quanto riguarda i mangimi, penso che gli OGM siano già in non pochi casi presenti: chi non vuole la tracciabilità??? Il rapporto fra importazione e sicurezza non è diretto: è come dire che tutto ciò che è nel mercato va bene, senza pensare alla forza impositiva enorme di questo segmento del capitalismo. Le analisi indipendenti, al di là di qualche Nobel prezzolato, sono tutto fuorchè rassicuranti, e persino alcune di quelle ufficiali, come per il mais Monsanto. E poi il problema non è solo alimentare quanto anche di biodiversità: le specie OGM sono assai aggressive, e colonizzano mediante i pollini le altre fino ad annullarle. Credo infine che la Sardegna, che è nell’immaginario generale terra di qualità anche alimentare, debba sfruttare intelligentemente tale ruolo nel mercato garantendosi come OGM free.
    Grazie dell’intervento e credo che presto riapriremo il dibattito, fornendo aggiornati dossiers. Ciao.

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