Sa Domo de Totus, un piccolo spazio di trasformazione sociale

16 Ottobre 2019
[Celeste Brandis ed Elisa Brau]

Sa Domo de Totus (in italiano “Casa di Tutti”) è un accogliente e piccolo locale collocato nel centro storico dimenticato di Sassari. È una spinta e una sfida contro la periferizzazione cittadina che negli ultimi decenni ha trasferito la vita sociale e il commercio nella cosiddetta “zona industriale”.

Tale processo è stato accompagnato da una gentrificazione a macchia di leopardo, cioè dalla trasformazione di alcune zone urbane in centri di movida completamente decontestualizzati che si alternato a zone profondamente degradate e prive di identità sociale e culturale.

Sa Domo de Totus è in via Cetti, proprio al limite tra due di queste zone: piazza Tola, ristrutturata da qualche anno e trasformata in un salotto per la movida estiva e la parte bassa del centro storico completamente abbandonato a se stesso da tutte le amministrazioni comunali. Questo spazio rappresenta un progetto che parte dal basso, dagli studenti, dai lavoratori, dai disoccupati, dagli immigrati che vedono un vuoto sociale e politico accrescersi nelle nostre strade.

Chi entra vi troverà uno spazio di ritrovo, di crescita culturale, politica e sociale aperto a tutti e tutte e ad ogni dialogo possibile, purché le persone e le loro idee non siano in contrasto con l’ideale di rispetto reciproco: non sono benvenuti fascisti, razzisti, omofobi, sciovinisti, machi, violenti in generale.

Sa Domo de Totus è il posto dove tante e tanti possono trovare delle risposte e confrontarsi su tematiche di vario tipo, è anche e soprattutto lo spazio dove si troveranno servizi ormai difficilmente reperibili nel contesto urbano di Sassari. A breve apriremo uno sportello di consulenza psicologica, uno sportello di consulenza sanitaria, uno sportello migranti, corsi di alfabetizzazione alla lingua sarda e alla lingua italiana, un servizio di aula studio, un gruppo di acquisto anticoloniale per la formazione e l’educazione politica del cibo e diverse iniziative culturali di stampo politico.

La partenza de Sa Domo de Totus è stata frizzante. Già nella prima settimana di apertura abbiamo presentato il libro di Nadezda K. Krupskaja “La mia vita con Lenin” e abbiamo inaugurato la mostra “Irregolari”, che ospitava i due progetti di Marco Piras e Alessandro Mirai. Entrambe le occasioni sono state ricche di riflessioni e scambi su Sassari, la Sardegna e il mondo che vogliamo.

Vogliamo costruire un progetto pragmatico per un cambiamento reale della società, a partire dal contesto della città di Sassari. I valori de Sa Domo de Totus sono infatti orientati a costruire una società libera dal capitalismo e dallo sfruttamento del lavoro e dell’ambiente; contrastare il razzismo, fascismo e il sessismo; lavorare sul diritto all’autodeterminazione e sul diritto a decidere dei popoli, a partire dal popolo sardo; la sostenibilità ambientale e difesa dell’ecosistema. Chi condivide questi basilari valori è nostra sorella e nostro fratello, perché sulla base di queste premesse costruiremo una città viva, partecipata, colorata e democratica.

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