E’ in corso la procedura di valutazione ambientale strategica sul deposito unico delle scorie nucleari

1 settembre 2017
[Stefano Deliperi]

Lo scorso 15 luglio 2017 è stata avviata la procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.) relativa al Programma Nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, con la pubblicazione del prescritto avviso sulla Gazzetta ufficiale. Il termine ultimo per intervenire nel procedimento è fissato al 13 settembre 2017 ed è un momento importante per intervenire con un proprio atto di “osservazioni”, lo possono fare enti locali, associazioni, comitati, semplici cittadini.

Diverse Regioni (Puglia, Toscana, Lombardia, Molise, Emilia-Romagna, Abruzzo, Marche) e Agenzie ambientali (es. A.R.P.A. Toscana, A.R.P.A. Abruzzo, Autorità di bacino per il Po) hanno espresso i loro pareri già in fase di scoping, la fase preventiva che serve per delineare compiutamente quali siano gli studi ambientali necessari per la successiva procedura di V.A.S. vera e propria. Le Regioni Lombardia, Friuli Venezia-Giulia, l’Autorità di bacino della Puglia e vari cittadini hanno già depositato il proprio parere definitivo e atto di “osservazioni”.

La Regione autonoma della Sardegna finora non ha detto nulla, l’Assessore regionale della difesa dell’ambiente Spano ha detto che lo farà prima della scadenza del termine. Bontà sua. Al termine della procedura complessa prevista dal Governo in qualche parte del territorio sarà individuato il sito unico nazionale per le scorie radioattive, dove i 90 mila metri cubi di materiali radioattivi (residui del ciclo energetico delle centrali nucleari dismesse, rifiuti industriali, residui di attività mediche, ecc.) devono esser custoditi a lungo termine in estrema sicurezza.

Mezza Italia è in fibrillazioneDa un lato sono emerse opposizioni preventive, come in Sardegna, dove sussistono fortissime ragioni di ordine ambientale, sociale, economico e dove la popolazione si è già espressa (2011) in maniera netta contro ogni ipotesi di ubicazione di centrali nucleari e siti di deposito delle scorie radioattive. D’altro canto sono emersi sconcertanti dubbi riguardo le valutazioni preventive dei possibili siti individuati per il deposito nazionale delle scorie radioattive: è vero o no che l’Istituto di Geofisica e Vulcanologia (I.N.G.V.) non sarebbe stato coinvolto? E’ bene intervenire nella procedura di V.A.S. e farsi sentire, parecchio.

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