Frenata la speculazione energetica nel Mar di Sardegna?

16 novembre 2014
2012_07_4_12_57_36
Stefano Deliperi

Finalmente una buona notizia per il Mediterraneo e le coste della Sardegna. Molto probabilmente le acque fra Sardegna, Corsica e Baleari non saranno percorse da “spari” di aria compressa, continui e sistematici per settimane, alla ricerca di petrolio e gas naturale, come sta per avvenire – e in parte sta già accadendo – in Adriatico, con ormai documentati effetti negativi sui Cetacei.

Infatti, la Commissione V.I.A./V.A.S. del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare ha espresso, nella seduta del 7 novembre 2014, netto parere negativo al termine della fase istruttoria del procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) relativo al progetto di indagine geofisica 2D nell’area dell’istanza di prospezione a mare “d.1 E.P.-SC” da parte della società di ricerche petrolifere Schlumberger Italiana s.p.a. in una vastissima area del Mar di Sardegna ampia ben 20.922 chilometri quadrati.

Il procedimento non è concluso, ma è legittimo attendersi un provvedimento finale che neghi la compatibilità ambientale del progetto.

Gli speculatori dell’energia, per ora, sono stati respinti dal centro del Mediterraneo.

E’ un bel risultato positivo per la salvaguardia del Mare Nostrum e delle tantissime forme di vita che lo popolano.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus aveva inoltrato (24 giugno 2014) un atto di intervento nel procedimento di V.I.A., coinvolgendo il Ministero dell’ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare (titolare del procedimento), il Servizio valutazione impatti (S.A.V.I.) della Regione autonoma della Sardegna, il Parco nazionale dell’Asinara, il Parco naturale regionale di Porto Conte, l’Area marina protetta del Sinis – Mal di Ventre e tutti i Comuni rivieraschi (Alghero, Bosa, Cuglieri, Magomadas, Narbolia, Porto Torres, San Vero Milis, Sassari, Stintino, Tresnuraghes, Villanova Monteleone). Ma il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha, soprattutto, coinvolto comitati e semplici cittadini, distribuendo decine di moduli per analoghi atti di intervento da inviare autonomamente.

Hanno inviato, infatti, atti di “osservazioni” Enti locali, comitati, associazioni ambientaliste, deputati, cittadini. La stessa Regione autonoma della Sardegna, nel corso della procedura, ha fornito il suo parere fortemente negativo. Al termine saranno ben 377 gli atti di intervento e avranno influito non poco sulle conclusioni negative della Commissione V.I.A./V.A.S.

L’ampia area di mare interessata dal progetto (quasi 21 mila chilometri quadrati) è contigua al ben noto Santuario Pelagos, il Santuario per i Mammiferi marini istituito come area marina protetta di interesse internazionale e area specialmente protetta di interesse mediterraneo (A.S.P.I.M.), in base all’Accordo internazionale sottoscritto a Roma il 25 novembre 1999, ratificato con legge n. 391/2001.

Da evidenziare che l’attività di prospezione, secondo quanto riportato nello studio di impatto ambientale (S.I.A.), consisterebbe in “spari” di aria compressa (airgun) per oltre 7.300 km. di tracciato complessivo per un periodo di 10 settimane. Questi “spari” avrebbero una cadenza di uno ogni 5-15 secondi, con intensità sonora variabile fra 240 e 260 decibel, intensità superata in natura solo da terremoti ed esplosioni di vulcani sottomarini.

Al contrario di quanto sostenuto nel S.I.A., come documentato scientificamente, il danno alle specie di Cetacei e di Tartarughe marine ben presenti nell’area marina interessata sarebbe devastante, sia sul piano uditivo che sotto il profilo dell’orientamento, come riportato dalla letteratura scientifica (vds. S. Mazzariol e altri, Sometimes Sperm Whales (Physeter macrocephalus) Cannot Find Their Way Back to the High Seas: A Multidisciplinary Study on a Mass Stranding, in Plos One, 2011). Altrettanto potrebbe ipotizzarsi per le specie ittiche, anche di interesse commerciale, con indubbi riflessi negativi sull’economia del settore della pesca.

Speriamo proprio che giunga un definitivo provvedimento di pronuncia di incompatibilità ambientale da parte del Ministero dell’ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare.

Lasciate in pace Balene, Delfini, Tartarughe e ogni altro essere vivente del mare!

1 Commento a “Frenata la speculazione energetica nel Mar di Sardegna?”

  1. Frenata la speculazione energetica nel Mar di Sardegna. Forse. | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus scrive:

    […] su Il Manifesto Sardo (“Frenata la speculazione energetica nel Mar di Sardegna?“), n. 180, 16 novembre […]

Scrivi un commento


Ciascun commento potrà avere una lunghezza massima di 1500 battute.
Non sono ammessi commenti consecutivi.


caratteri disponibili


----------------------------------------------------------------------------------------
ALTRI ARTICOLI