La Terra dei Fuochi, a Molentargius

1 ottobre 2017
[Stefano Deliperi]

Per diverse settimane, in questo settembre 2017, alcuni quartieri di Quartu S. Elena (S. Stefano, Su Idanu, zona Musicisti) sono stati appestati da odori nauseabondi e pestilenzialiMalesseri d’ogni genere per chi ha la sfortuna di abitare in quelle zone.

Secondo il vento prevalente, Maestrale o Levante, tale privilegio ha raggiunto Cagliari o i centri dell’area vasta cagliaritana. Ma qual è la causa? Molto probabilmente la combustione, lenta e pervicace, di rifiuti di varia natura e sostanze non conosciute nella zona umida d’importanza internazionale di Molentargius, nell’area vicina alle Vie Bizet e Malipiero. Combustione proseguita sotto terra dopo l’incendio del canneto del 14 luglio 2017.

Parco naturale regionale, zona umida d’importanza internazionale, sito di importanza internazionale (S.I.C.), zona di protezione speciale (Z.P.S.), area a tutela integrale in base al piano paesaggistico, eppure uno dei siti naturalistici più importanti d’Europa è stato trattato spesso e volentieri come una discarica abusiva, anche di rifiuti tossici.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato in proposito (19 settembre 2017) una specifica segnalazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, al Consorzio di gestione del Parco naturale regionale “Molentargius – Saline”, al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ai Carabinieri del N.O.E. Altrettanto ha fatto il Comitato “No Diossina”.

Sono stati avviati gli interventi di spegnimento del fuoco mediante copertura con terra e di bonifica sotto la direzione dei Vigili del Fuoco, gli accertamenti e monitoraggi ambientali da parte dell’A.R.P.A.S., su indicazione dell’A.S.L. il sindaco di Quartu S. Elena ha emesso l’ordinanza n. 69 del 21 settembre 2017 per urgenti motivi igienico-sanitari (chiusura scuole, divieto soggiorno in strada, ecc.). Sono, comunque, da svolgere quelle analisi ambientali che permettano di capire quali rifiuti siano presenti in quella discarica abusiva realizzata nel corso di parecchi anni sotto gli occhi e nel silenzio dei tanti che sapevano e non hanno mosso un dito.

La Procura della Repubblica di Cagliari ha aperto un procedimento penale, per ora contro ignoti. Il dubbio, ben presente, è che vi siano sostanze tossiche e che la prolungata combustione abbia provocato emissioni di diossine, altamente pericolose per la salute. Non solo. Le discariche abusive ufficialmente “non conosciute” nella zona quartese di Molentargius potrebbero essere ben di più, vista la relativa facilità di accesso, la presenza di numerose attività artigiane e commerciali e la sostanziale mancanza di controlli.

Un paio di considerazioni. E’ davvero curioso vedere quante persone “anti-ambientaliste” in occasioni come queste si rivolgano alle “odiate” associazioni ecologiste perché intervengano contro l’inquinamento dietro casa loro. Infine, davanti a disastri ambientali e sanitari come questi appare veramente singolare (per non dire altro) proporre e insistere verso un “parco – minestrone” comprendente Molentargius. Le Saline, Santa Gilla e la Sella del Diavolo: manca la normale gestione e l’ordinaria tutela ambientale e c’è chi vorrebbe realizzare l’ennesimo carrozzone inefficiente e dispendioso.

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