Niente ricerca per energia geotermica

16 Settembre 2013
Stefano Deliperi
Nessuna ricerca per energia geotermica senza valutazione ambientale. Nei giorni scorsi, finalmente, la struttura amministrativa della Regione autonoma della Sardegna ha messo un importante punto fermo riguardo le tante richieste di permessi per la ricerca di risorse geotermiche.
Il Servizio Attività estrattive e recupero ambientale dell’Assessorato dell’industria della Regione autonoma della Sardegna ha affermato chiaramente – senza possibilità di equivoci – “che non può che confermare e condividere quanto rilevato e osservato da codesta Associazione (il Gruppo d’intervento Giuridico onlus, n.d.r.) … non è intenzione dello scrivente rilasciare alcun permesso di ricerca senza che si sia preliminarmente espletata la procedura di verifica/VIA, come stabilito dalla legge” (nota prot. n. 20107 del 4 settembre 2013).
E’ la risposta positiva che ha accolto l’atto di intervento (14 agosto 2013) delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus nel procedimento per il rilascio dei quattro permessi di ricerca per risorse geotermiche denominati “Villacidro”, “San Gavino Monreale”, “Sardara” e “Guspini” in favore della Tosco Geo s.r.l. (Arezzo).
Inoltre, ha comunicato che la Società mineraria ha chiesto la riperimetrazione in diminuzione delle istanze di permessi di ricerca “Sardara” e “Guspini”, quindi, in ogni caso, la procedura dovrà essere nuovamente avviata. Le altre due procedure – relative alle istanze di permessi di ricerca per risorse geotermiche denominati “Villacidro”, “San Gavino Monreale” – sono invece sospese in attesa del vincolante esito delle valutazioni ambientali.
Infatti, i progetti di ricerca delle risorse geotermiche devono essere assoggettati a preventiva e vincolante procedura di verifica di assoggettabilità (direttiva n. 2011/92/UE, allegato II, punto 2, lettera d, sub-lettera i; art. 20 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i., allegato 4 alla parte II, punto 2, lettera b; art. 31 della legge regionale n. 1/1999 e s.m.i.; deliberazione Giunta regionale n. 34/33 del 7 agosto 2012, allegato B1, punto 2, lettera b).
Il permesso di ricerca per risorse geotermiche quindi può essere legittimamente rilasciato solo in seguito a positivo esito delle procedure di valutazione dell’impatto sull’ambiente (verifica di assoggettabilità, valutazione di impatto ambientale), ai sensi degli artt. 3, comma 5°, del decreto legislativo n. 22/2010 e s.m.i. e 5, comma 2°, delle Linee guida per la disciplina della ricerca e della coltivazione delle risorse geotermiche a scopi energetici nel territorio della Sardegna (allegato A della deliberazione Giunta regionale n. 34/41 del 7 agosto 2012), ma non risulta l’avvenuta preventiva positiva conclusione di alcun procedimento di verifica di assoggettabilità riferito ai suddetti progetti di ricerca.
La Società aretina per le risorse geotermiche ha presentato recentemente ben quattro progetti per la ricerca di risorse geotermiche per gran parte del Campidano, in zone agricole, in aree appartenenti a demani civici, in zone rientranti nella Rete Natura 2000:
* “Guspini”: area di 87,5 kmq. nei Comuni di San Gavino Monreale, Guspini, Gonnosfanadiga, Villacidro, Arbus, Pabillonis;
* “Sardara”: area di 84,7 kmq. nei Comuni di San Gavino Monreale, Gonnostramatza, Collinas, Sanluri, Sardara, Lunamatrona, Siddi, Villanovaforru;
* “San Gavino Monreale”: area di 84,7 kmq. nei Comuni di Gonnostramatza, San Gavino Monreale, Collinas, Mogoro, Sardara, Pabillonis;
* “Villacidro”: area di 159,2 kmq. nei Comuni di San Gavino Monreale, Gonnosfanadiga, Villacidro, Vallermosa, Villasor.
Non sono certo le uniche istanze per rilascio di permessi di ricerca per risorse geotermiche presentati in Sardegna.  Ve ne sono altri, alcuni dei quali “in concorrenza” fra loro:
* il permesso di ricerca “Igia” (Campidano) in favore della Saras s.p.a., nel quale  nel quale “il programma di ricerca geotermica non prevede l’esecuzione di lavori, opere o indagini sul campo ma solo ed esclusivamente la rielaborazione di dati tecnico-scientifici già acquisiti con la ricerca di idrocarburi” (determinazione Ass.to industria R.A.S. n. 14857 del 20 giugno 2013);
* il permesso di ricerca “Siliqua” (Campidano, Iglesiente) in favore della Geoenergy s.r.l., già presentato nel 2010 alla procedura di verifica preventiva, ma modificato nel 2013;
* il permesso di ricerca “Anglona” (Anglona), in favore dell’omonima Unione di Comuni (2011);
* il permesso di ricerca “Bagni Oddini” (Orotelli, Orani), in favore della Ditta Ini Fabi (2010);
* il permesso di ricerca “Cuglieri” (Montiferru), in favore della Exergia Toscana s.r.l. (2008, 2010 e 2013);
* il permesso di ricerca “Martis” (Anglona), in favore della Geoenergy s.r.l. (2011);
* il permesso di ricerca “Sedini” (Anglona), in favore della Geoenergy s.r.l. (2011).
Alle tante richieste di permesso di ricerca per risorse geotermiche si sommano, le richieste per ricerche di idrobarburi e gas naturale: il più noto progetto “Eleonora” da parte della Saras s.p.a., avverso il quale c’è una vera e propria sollevazione popolare dei territori interessati, e quello off-shore (2010) della Puma Petroleum s.p.a. nel Mar di Sardegna, oggi di fatto resa impossibile in quanto rientrante nel recentissimo decreto del Ministro dello sviluppo economico 4 settembre 2013, con cui sono state escluse tutte le aree marine protette e le acque territoriali entro le 12 miglia marine dalla costa.
L’assenza di un piano energetico-ambientale regionale (P.E.A.R.S.) vigente e aggiornato comporta l’assenza di una vera e propria politica energetica regionale effettivamente rispettosa dei valori ambientali, idrogeologici, storico-culturali.   Da qui le tante richieste da parte di molti operatori privati, l’estrema discrezionalità da parte della Regione autonoma della Sardegna, le molte proteste da parte di associazioni, comitati, intere collettività locali.
Un vero far west, insomma.
La difesa strenua di ambiente e salute pubblica da parte delle associazioni ecologiste vede in prima linea gli Amici della Terra e il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, ma ha bisogno dell’aiuto di chiunque abbia a cuore il presente e il futuro di questa povera Terra e dei suoi abitanti.

1 Commento a “Niente ricerca per energia geotermica”

  1. giacomo oggiano scrive:

    Caro Deliperi, non credo che sottopporre a VIA (pratica illusoria per la vera salvaguardia ambientale) le ricerche per la risorsa geotermica sia la soluzione per fermare squaletti tipo Geoenergy & C.Per tre anni c’era riuscita anche l’Associazione Comuni dell’Anglona, legittima proprietaria di questo bene comune, con una sua richiesta di permesso.Ovviamente,insieme agli altri studi fatti dal mio Dipartimento, per la richiesta dell’Unione era stato prodotto lo studio ambientale di legge.Ora pare che Geoenergy (dopo la VIA) si aggiucherà il permesso di ricerca e poi l’eventuale concessione, perchè secondo la RAS l’Unione dei comuni non ha le capacità tecniche e finanziarie per fare le ricerche. Il paradosso è che per valutare seriamente i micro-impatti ambientali di un po’ di geofisica e qualche carotaggio occorrerebbero indagini più impattanti delle stesse ricerche. La Programmazione della RAS aveva lanciato un tender sulla valutazione della risorsa geotermica che un gruppo di ricercatori da me coordinato aveva vinto. Ci fu sottratto (con tanto di richieste di ritorsioni nei miei confronti al Rettore) dal burocrate preposto al filtraggio clientelare dell’assegnazione dei fondi FAS alla ricerca perché lo definii burocrate del ca..(tal Fabio Tore).Quindi non dubito del potere di discrezionalità nascosto nei vari commi, e leggine della RAS. Credimi, l’acqua calda è salute.Non confondiamo gli interessi delle company con la ricerca. Io continuerò a farla a mie spese.

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